Il Tirreno

I PASTI CONTESTATI

Mensa, la scuola convoca i docenti

Bambini in una scuola durante il pranzo
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Bambini in una scuola durante il pranzo

La mensa scolastica continua a far parlare dopo le critiche alla Serenissima sollevate da molti genitori a cui ha dato voce Emanuela Macelloni (insegnante delle elementari Collodi). La docente aveva parlato di microporzioni e cibi di non superba qualità, di disguidi per un servizio gestito da pochi dipendenti della Serenissima a fronte di un numero alto di alunni

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CECINA. La mensa scolastica continua a far parlare dopo le critiche alla Serenissima sollevate da molti genitori a cui ha dato voce Emanuela Macelloni (insegnante delle elementari Collodi). La docente aveva parlato di microporzioni e cibi di non superba qualità, di disguidi per un servizio gestito da pochi dipendenti della Serenissima a fronte di un numero alto di alunni. E di un curioso contenzioso su chi dovesse sbucciare la frutta (bidelli o inservienti?) L'ultimo sviluppo porta la data di oggi. Pare che la direzione del secondo circolo abbia messo in agenda un incontro speciale per discutere la questione. Perché non tutti hanno troppo apprezzato lo sfogo. La discussione sarà interna, non sono stati invitati i rappresentanti dell'azienda che fornisce il servizio.

Intanto al coro di proteste si unisce la voce di Stefania Bonali, una mamma che ha due figli alle Collodi ed è rappresentante di classe dei genitori: «E' vero, spesso i bambini tornano a casa con la fame e non mangiano alcune pietanze, come il pesce. Non è solo la mia opinione, mi confronto con altri genitori e mi dicono le stesse cose».

La Serenissima, azienda nata a Vicenza nell'83, gestisce il servizio mensa da tre anni e si occupa anche del vitto nell'ospedale cecinese oltre che nelle materne, elementari e medie.

«Ribadiamo che siamo pronti a un dialogo - dice Andrea Gamba, responsabile della società per il centrosud - Dopo le critiche ci sono arrivate moltissime testimonianze di stima e solidarietà. Molti si sono dissociati dall'opinione di quell'insegnante. Durante un incontro coi responsabili dell'ospedale cecinese abbiamo ricevuto molti elogi. Il cibo è lo stesso che proponiamo a scuola. Secondo noi il problema è che oggi molti bambini sono abituati a mangiare patatine o hamburger, piatti molto diversi dal cibo biologico che proponiamo noi. La pizza bio forse ha un sapore meno buono di quella surgelata, ma è più genuina. I bambini non sono più abituati a mangiare sano».

Interviene anche l'assessore all'istruzione Antonio Garigali: «Per la frutta abbiamo consultato il capitolato e le porzioni devono essere messe nel piatto dai dipendenti della Serenissima. Se poi gli alunni hanno problemi nello sbucciare deve intervenire il personale della scuola. Per le sporzionatrici abbiamo chiesto il rispetto del numero previsto e, se ci sono dei problemi di grammatura, le Rsu lo possono segnalare».

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