Sicurezza
LA CHIESA A VADA
Don Pio Maioli:«E' in crisi l'associazionismo»
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Don pio Maioli durante la messaForse è una coincidenza, ma con lui pare che certe carenze della parrocchia e del paese si stiano risanando, dalla diaspora del catechismo all'asfissia dell'associazionismo. Don Pio Maioli, 43 anni, è a capo della chiesa di San Leopoldo
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VADA. Ordinato sacerdote 10 anni fa, da sette è parroco. Ha svolto il suo servizio a Livorno, per tornare a casa poco più di anno fa. È anche coordinatore dei parroci di zona. Ci parla di pregi e difetti della sua comunità.
Edifici. La prima notizia è che «i lavori al soffitto della chiesa sono finiti. Restano da togliere le impalcature. Un lavoro di tre giorni, se non piove. L'ex Casa del fascio? E' di proprietà della chiesa ma non è agibile. E' naufragata l'ipotesi della vendita al Comune. Ma a decidere avvio dei lavori e destinazione è la curia».
In pochi a messa. Don Pio descrive una comunità non molto praticante, ma neanche chiusa alla religiosità: «Alle messe viene poca gente e soprattutto anziani. A parte d'estate, quando la popolazione aumenta, e durante la messa domenicale delle 10 dedicata ai bambini del catechismo. Per coinvolgerli faccio fare loro delle domande durante l'omelia. Mi piacerebbe che con i figli venissero anche i genitori. Ma quando ho fatto il giro delle case per le benedizioni sono stato ben accolto. Molti mi hanno detto: "Anche se a messa vengo solo a Natale e Pasqua, credo e prego a casa"».
Catechismo in rialzo. «Molti bambini residenti a Vada non fanno il catechismo nella parrocchia di san Leopoldo. Vanno in altri comuni collinari, ad esempio a Riparbella. Fino all'anno scorso qui ce n'erano 10-11, quest'anno però sono 23». Forse non era ben visto il parroco che Pio ha sostituito? «Non credo, perché so che la stessa cosa accade anche a Marittimo e Solvay. Il fatto è che in certi posti il catechismo è più breve, magari un anno invece di due-tre e certi genitori lo preferiscono. In compenso mancano i catechisti».
L'impronta di don Vellutini. Ma i motivi della diaspora del catechismo e della scarsa frequenza dei fedeli, secondo don Pio vanno ricercati anche nella storia della parrocchia: «A San Leopoldo c'è stato lo stesso prete per 56 anni, don Antonio Vellutini. Dal 2002, quando morì, si sono alternati diversi parroci rimasti poco tempo. Questo non ha favorito partecipazione e coesione della comunità».
L'associazionismo soffre. Fuori dalle mura della chiesa, don Pio mette l'accento sull'«associazionismo che soffre di asfissia. La gente fa fatica a portare avanti un'iniziativa perché pochi sono disponibili a fare. Ma devo dire che la festa di San Leopoldo di quest'anno ha smentito questa tendenza. Hanno aderito ben sei associazioni: oltre alla parrocchia, la Pro Loco Taekwondo Rosignano, As Vada pattinaggio, Attori per caso, Vada Armonia».
Chiara Castaldi
L'allarme e le iniziative
I poveri sono raddoppiati
VADA. Don Pio conferma l'aumento della povertà: «Le persone che si rivolgono alla Caritas sono raddoppiate abbondantemente. Nel 2008 si davano 40 pacchi viveri al mese, quest'anno la media è stata di 100». La parrocchia di San Leopoldo ha organizzato una raccolta di viveri le domeniche di dicembre. E poi c'è il laboratorio di taglio e cucito: «Due volte a settimana delle donne si riuniscono in una stanza parrocchiale, allestita con macchine e tutto il necessario per lavori di sartoria. Creano oggetti che vengono venduti nei mercatini di beneficenza». Anche a Vada c'è il gruppo della terza età che si riunisce la domenica pomeriggio. «Preghiera, tombola, merenda sono le attività che svolgono».
Edifici. La prima notizia è che «i lavori al soffitto della chiesa sono finiti. Restano da togliere le impalcature. Un lavoro di tre giorni, se non piove. L'ex Casa del fascio? E' di proprietà della chiesa ma non è agibile. E' naufragata l'ipotesi della vendita al Comune. Ma a decidere avvio dei lavori e destinazione è la curia».
In pochi a messa. Don Pio descrive una comunità non molto praticante, ma neanche chiusa alla religiosità: «Alle messe viene poca gente e soprattutto anziani. A parte d'estate, quando la popolazione aumenta, e durante la messa domenicale delle 10 dedicata ai bambini del catechismo. Per coinvolgerli faccio fare loro delle domande durante l'omelia. Mi piacerebbe che con i figli venissero anche i genitori. Ma quando ho fatto il giro delle case per le benedizioni sono stato ben accolto. Molti mi hanno detto: "Anche se a messa vengo solo a Natale e Pasqua, credo e prego a casa"».
Catechismo in rialzo. «Molti bambini residenti a Vada non fanno il catechismo nella parrocchia di san Leopoldo. Vanno in altri comuni collinari, ad esempio a Riparbella. Fino all'anno scorso qui ce n'erano 10-11, quest'anno però sono 23». Forse non era ben visto il parroco che Pio ha sostituito? «Non credo, perché so che la stessa cosa accade anche a Marittimo e Solvay. Il fatto è che in certi posti il catechismo è più breve, magari un anno invece di due-tre e certi genitori lo preferiscono. In compenso mancano i catechisti».
L'impronta di don Vellutini. Ma i motivi della diaspora del catechismo e della scarsa frequenza dei fedeli, secondo don Pio vanno ricercati anche nella storia della parrocchia: «A San Leopoldo c'è stato lo stesso prete per 56 anni, don Antonio Vellutini. Dal 2002, quando morì, si sono alternati diversi parroci rimasti poco tempo. Questo non ha favorito partecipazione e coesione della comunità».
L'associazionismo soffre. Fuori dalle mura della chiesa, don Pio mette l'accento sull'«associazionismo che soffre di asfissia. La gente fa fatica a portare avanti un'iniziativa perché pochi sono disponibili a fare. Ma devo dire che la festa di San Leopoldo di quest'anno ha smentito questa tendenza. Hanno aderito ben sei associazioni: oltre alla parrocchia, la Pro Loco Taekwondo Rosignano, As Vada pattinaggio, Attori per caso, Vada Armonia».
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