La manifestazione
Protesta scuole elementari
Mensa, scoppia la protesta
Rino Bucci
◗
L’esterno della scuola elementare Collodi di MarinaQuelle banane verdi e piccole sono stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A puntare il dito contro il servizio e la cucina della mensa scolastica, alcune maestre delle elementari Collodi. Emanuela Macelloni, insegnante e Rsu Cgil si fa carico della protesta
3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Quelle banane verdi e piccole sono stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A puntare il dito contro il servizio e la cucina della mensa scolastica, alcune maestre delle elementari Collodi. Emanuela Macelloni, insegnante e Rsu Cgil si fa carico della protesta. «Io sono solo la punta di un icerberg - spiega - come me la pensano molte colleghe e tanti genitori». La voce delle maestre si è fatta sentire e la partita di banane verdi è stata sostituita.
Da tre anni a gestire la mensa delle materne, elementari e medie, oltre che quella dell'ospedale, è la società"La Serenissima" che ha vinto il bando congiunto promosso dall'Asl e dal Comune.
L'azienda ha varie sedi sparse in tutta Italia e si occupa di ristorazione dall'83. «È da settembre che protestiamo per il servizio - continua Emanuela -, e anche se abbiamo avuto degli incontri con i vertici della Serenissima è cambiato poco. Ad inizio anno c'erano solo due persone a sporzionare i piatti di 98 alunni. In quaranta minuti dovevamo portare i bimbi a mensa, metterli a sedere, portargli i piatti, farli mangiare e uscire. Con due addette era un'impresa. Solo negli ultimi tempi, dopo diverse sollecitazioni anche scritte di cui è a conoscenza anche l'amministrazione, è arrivata una dipendente in più, che comunque non viene sempre».
Per le insegnanti la qualità del cibo lascia a desiderare. «A parte le banane verdi - dice la maestra - invece degli spinaci ci danno le costole di bietola e il prosciutto è giallo e grasso. Meno male si parla di prodotti di qualità. Capita anche che i bambini non mangino alcune portate come il palombo, e poi si trovano a metà pomeriggio con un buco allo stomaco».
Stesso discorso per la quantità. «Le porzioni sono microscopiche - conclude l'insegnante - anche se ci dicono che vengono calcolate in base alla grammatura. Poi, però agli alunni viene fame. Io mi chiedo come mai se dei bambini non mangiano, capita che non resti niente per le insegnanti? L'assurdo è stato toccato quando le inservienti hanno preferito buttare via il cibo anziché darlo a chi aveva ancora fame. Questo, per fare prima, perché non c'è abbastanza tempo».
Chi sbuccia la frutta? A tenere banco anche un insolito contenzioso. In pratica non c'è nessuno che sbuccia la frutta. Questo perché i dipendenti della Serenissima si riufiutano di farlo, «da capitolato non è scritto che dobbiamo farlo noi - dice Andrea Gamba, il responsabile dell'azienda per il centro Italia - spetta ai bidelli».
Dal canto loro, i bidelli si rifiutano di farlo, perché non è nelle loro mansioni. Allora chi sbuccia la frutta? Nessuno. È stata trovata la salomonica soluzione di non servire frutta da sbucciare.
La replica. «Ci dispiace, perché vengono dette cose non vere - dice Andrea Gamba - comunque siamo aperti ad un confronto, come sempre. Abbiamo un numero verde per questo e nella zona di Cecina c'è una referente. I dipendenti che mandiamo a sporzionare vengono calcolati in base al capitolato, così come la quantità di cibo. Sapevamo che c'erano stati dei problemi e infatti, abbiamo mandato una dipendente in più. Per quanto riguarda la qualità, dico solo che scegliamo prodotti da aziende certificate. Le banane verdi? C'è stato un errore da parte nostra e sono state subito ritirate e sostituite con altra frutta».
Segnali positivi anche per quanto rigurda la frutta da sbucciare. «Il capitolato - conclude Gamba - non prevede che sia affidata a noi la mondatura della frutta, quindi non lo facciamo. Noi siamo disposti anche ad un incontro, basta che ci sia elasticità da parte di tutti. Gli scorsi anni, per esempio, la frutta la sbucciavano le inservienti di scuola».
Da tre anni a gestire la mensa delle materne, elementari e medie, oltre che quella dell'ospedale, è la società"La Serenissima" che ha vinto il bando congiunto promosso dall'Asl e dal Comune.
L'azienda ha varie sedi sparse in tutta Italia e si occupa di ristorazione dall'83. «È da settembre che protestiamo per il servizio - continua Emanuela -, e anche se abbiamo avuto degli incontri con i vertici della Serenissima è cambiato poco. Ad inizio anno c'erano solo due persone a sporzionare i piatti di 98 alunni. In quaranta minuti dovevamo portare i bimbi a mensa, metterli a sedere, portargli i piatti, farli mangiare e uscire. Con due addette era un'impresa. Solo negli ultimi tempi, dopo diverse sollecitazioni anche scritte di cui è a conoscenza anche l'amministrazione, è arrivata una dipendente in più, che comunque non viene sempre».
Per le insegnanti la qualità del cibo lascia a desiderare. «A parte le banane verdi - dice la maestra - invece degli spinaci ci danno le costole di bietola e il prosciutto è giallo e grasso. Meno male si parla di prodotti di qualità. Capita anche che i bambini non mangino alcune portate come il palombo, e poi si trovano a metà pomeriggio con un buco allo stomaco».
Stesso discorso per la quantità. «Le porzioni sono microscopiche - conclude l'insegnante - anche se ci dicono che vengono calcolate in base alla grammatura. Poi, però agli alunni viene fame. Io mi chiedo come mai se dei bambini non mangiano, capita che non resti niente per le insegnanti? L'assurdo è stato toccato quando le inservienti hanno preferito buttare via il cibo anziché darlo a chi aveva ancora fame. Questo, per fare prima, perché non c'è abbastanza tempo».
Chi sbuccia la frutta? A tenere banco anche un insolito contenzioso. In pratica non c'è nessuno che sbuccia la frutta. Questo perché i dipendenti della Serenissima si riufiutano di farlo, «da capitolato non è scritto che dobbiamo farlo noi - dice Andrea Gamba, il responsabile dell'azienda per il centro Italia - spetta ai bidelli».
Dal canto loro, i bidelli si rifiutano di farlo, perché non è nelle loro mansioni. Allora chi sbuccia la frutta? Nessuno. È stata trovata la salomonica soluzione di non servire frutta da sbucciare.
La replica. «Ci dispiace, perché vengono dette cose non vere - dice Andrea Gamba - comunque siamo aperti ad un confronto, come sempre. Abbiamo un numero verde per questo e nella zona di Cecina c'è una referente. I dipendenti che mandiamo a sporzionare vengono calcolati in base al capitolato, così come la quantità di cibo. Sapevamo che c'erano stati dei problemi e infatti, abbiamo mandato una dipendente in più. Per quanto riguarda la qualità, dico solo che scegliamo prodotti da aziende certificate. Le banane verdi? C'è stato un errore da parte nostra e sono state subito ritirate e sostituite con altra frutta».
Segnali positivi anche per quanto rigurda la frutta da sbucciare. «Il capitolato - conclude Gamba - non prevede che sia affidata a noi la mondatura della frutta, quindi non lo facciamo. Noi siamo disposti anche ad un incontro, basta che ci sia elasticità da parte di tutti. Gli scorsi anni, per esempio, la frutta la sbucciavano le inservienti di scuola».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
