La manifestazione
ECONOMIA IN TILT
C'è la crisi? Via ai mercatini
Laura Bonicoli
Dal comune di Rosignano arrivano le prime risposte per cercare di ridare slancio al settore agricolo ormai non più in grado di battersi con i prezzi concorrenziali del mercato mondiale a causa degli alti costi di produzione con cui fanno i conti anche le aziende del territorio
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ROSIGNANO. L'assessore all'agricoltura, Luca Agostini propone la costituzione di un protocollo di valorizzazione, volto a coinvolgere i diversi soggetti territoriali per la potenziare il mercato dei prodotti locali.
«Il protocollo - afferma l'assessore -dovrà incentivare l'importanza del prodotto locale puntando sulla valorizzare delle eccellenze. La prospettiva è quella che tutti i soggetti che operano nella produzione e nella distribuzione possano dare il proprio contributo per diffondere la conoscenza dei prodotti locali risaltandone la qualità. Un esempio potrebbe essere il dare particolare risalto al prodotto del territorio nei menù dei ristoranti della zona». Il piano strutturato sarà lanciato nel corso del festival "VerdeOro" che si terrà nel mese di marzo.
«Inoltre - aggiunge l'assessore - stiamo valutando la possibilità di implementare i mercatini dei prodotti del territorio così da permettere ai produttori di vendere direttamente i ciò che producono senza passare da intermediari, a un costo vantaggioso per i consumatori». Ma non c'è solo il problema dei prezzi concorrenziali a dare del filo da torcere alle aziende agricole locali. Anche la burocrazia, le leggi sulla mano d'opera e l'assenza di incentivi adeguati ostacolano ogni giorno il lavoro dei nostri agricoltori.
Vincenzo Stabile, produttore di vino e olio afferma che «I miei principali problemi sono i costi di produzione e la burocrazia. Ogni anno ci troviamo a dover rifare le etichette e formulare nuovi registri per la vendita senza avere mai la sicurezza di essere pienamente in regola. Ci sono sempre nuove norme da considerare».
Roberto Signorini, titolare di un azienda zootecnica di produzione di carne e di colture ortive, ci racconta che «la legge per il reperimento della manodopera stagionale sta costituendo un grande problema per la mia azienda. Se, come è già successo, le istituzioni ritardano dell'approvazione del decreto dei flussi noi non possiamo assumere lavoratori stagionali compromettendo la buona riuscita del nostro lavoro con il rischio che i lavoratori arrivino in tempi non più utili alle attività per le quali sono stati richiesti».
Riccardo Compagnoni, si occupa di produzioni ortive e afferma che «molte aziende, come la mia, hanno un parco macchine ormai obsoleto che non possiamo rinnovare perché non abbiamo la liquidità necessaria».
«Il protocollo - afferma l'assessore -dovrà incentivare l'importanza del prodotto locale puntando sulla valorizzare delle eccellenze. La prospettiva è quella che tutti i soggetti che operano nella produzione e nella distribuzione possano dare il proprio contributo per diffondere la conoscenza dei prodotti locali risaltandone la qualità. Un esempio potrebbe essere il dare particolare risalto al prodotto del territorio nei menù dei ristoranti della zona». Il piano strutturato sarà lanciato nel corso del festival "VerdeOro" che si terrà nel mese di marzo.
«Inoltre - aggiunge l'assessore - stiamo valutando la possibilità di implementare i mercatini dei prodotti del territorio così da permettere ai produttori di vendere direttamente i ciò che producono senza passare da intermediari, a un costo vantaggioso per i consumatori». Ma non c'è solo il problema dei prezzi concorrenziali a dare del filo da torcere alle aziende agricole locali. Anche la burocrazia, le leggi sulla mano d'opera e l'assenza di incentivi adeguati ostacolano ogni giorno il lavoro dei nostri agricoltori.
Vincenzo Stabile, produttore di vino e olio afferma che «I miei principali problemi sono i costi di produzione e la burocrazia. Ogni anno ci troviamo a dover rifare le etichette e formulare nuovi registri per la vendita senza avere mai la sicurezza di essere pienamente in regola. Ci sono sempre nuove norme da considerare».
Roberto Signorini, titolare di un azienda zootecnica di produzione di carne e di colture ortive, ci racconta che «la legge per il reperimento della manodopera stagionale sta costituendo un grande problema per la mia azienda. Se, come è già successo, le istituzioni ritardano dell'approvazione del decreto dei flussi noi non possiamo assumere lavoratori stagionali compromettendo la buona riuscita del nostro lavoro con il rischio che i lavoratori arrivino in tempi non più utili alle attività per le quali sono stati richiesti».
Riccardo Compagnoni, si occupa di produzioni ortive e afferma che «molte aziende, come la mia, hanno un parco macchine ormai obsoleto che non possiamo rinnovare perché non abbiamo la liquidità necessaria».
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