Il Tirreno

ROSIGNANO

Famoso anche in tv: il vice parroco amico di Fiorello e Jovanotti

Alessandra Bernardeschi
Padre Maurizio De Sanctis in compagnia di Fiorello
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Padre Maurizio De Sanctis in compagnia di Fiorello

Maurizio De Sanctis ha un passato da ballerino e musicista

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CASTIGLIONCELLO. Sarà presentato oggi nella chiesa di Castiglioncello, alle 18, l'ultimo libro di padre Maurizio De Sanctis dal titolo "Il cervello di Dio". Padre Maurizio o padre Nike come viene chiamato dagli amici, è oggi il vice parroco di Castiglioncello.

È un volto noto a tutti gli italiani per essersi impegnato, per anni, in spettacoli di evangelizzazione, ed essere comparso più volte in programmi televisivi con Fiorello, Maurizio Costanzo, Jovanotti ed altri importanti personaggi della televisione e del cinema ballando e cantando.

Oggi è dottore in teologia ed in psicologia clinica dinamica, membro dell'American psychological associaton e dell'Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici. Nato in provincia di Pescara, prima di diventare frate e prete aveva un sogno: diventare ballerino di danza moderna. Sogno che si è realizzato dopo l'ammissione alla prestigiosa Scala di Milano. Ma, durante un pellegrinaggio alla Madonna di Medyugorie ha avuto "un colpo di fulmine" ed ha sentito il richiamo forte e gioioso della fede e dell'amore per Dio.

Da qui è iniziato il suo percorso che lo ha portato a lasciare la sua vita di "normale e vivace" ragazzo di provincia, a diventare frate, studiare, e scrivere diversi testi; l'ultimo, appunto: "Il cervello di Dio" che presenterà oggi assieme al professor Franco Giorgi docente di medicina a Pisa. «Questo libro - racconta con semplicità e gioia lo stesso padre Maurizio - prova a dimostrare, attraverso gli ultimi studi scientifici sulla biologia, che Dio esiste. Ho voluto, come del resto faccio di consueto, scrivere un testo semplice che possa essere compreso da tutti, anche dai bambini. Ho cercato, attraverso ricerche, di dare risposte scientifiche ad alcune domande: cosa accade in un cervello che fa l'esperienza di Dio? Si possono localizzare queste tracce divine? Perchè siamo biologicamente programmati a credere?»

La ricerca parte da due neuroscienziati, Newberg e D'Aquili, che invitarono monaci buddisti e suore cattoliche a meditare e pregare in una stanza buia. Sottoposti ad una Spect (una sorta di Tac) gli scienziati constatarono che alcune aree del cervello, come quelle pre frontali, ossia quelle delle sensazioni positive e del benessere, venivano attivate. Anche alcuni neurotrasmettitori, come la dopamina e la serotonina, sono responsabili della biochimica della spiritualità.

Ma padre Maurizio, nel suo libro, tocca anche l'argomento relativo alla particella di Dio, ossia l'ultimo esperimento di fisica quantistica che tanto ha fatto parlare di sè negli ultimi mesi. La teoria, che cerca di essere confermata dalle ricerche scientifiche, è che «l'immagine di Dio ha lasciato le sue tracce non solo a livello spirituale ma anche a livello biologico» e che «un'esperienza autentica di Dio che passi attraverso la preghiera e la meditazione è senza dubbio motivo di salute psicofisica e, quindi, di felicità».

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di Redazione web