Il Tirreno

L’ECONOMIA CHE NON VA

Edilizia, la crisi è sempre più nera

Anna Cecchini
Edilizia, la crisi è sempre più nera

Decine di appartamenti terminati ormai da mesi dalle ditte edili rimangono invenduti. La crisi delle compravendite immobiliari si fa sentire in maniera forte anche nella zona di Rosignano, dove interi complessi residenziali di nuova costruzione sono stati venduti solo in parte

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ROSIGNANO. La stasi del mercato del mattone - come fanno notare gli imprenditori edili - toglie liquidità alle ditte costruttrici, sempre più spesso costrette a bloccare l'avvio di nuovi cantieri. Ciò genera un rallentamento in tutto il settore, correlato a una diminuzione costante di occupazione per tutta una serie di lavoratori che operano nelle costruzioni.

Quanto a strutture residenziali invendute, il territorio di Rosignano non è tra i peggiori della costa, ma certo mostra tutte le caratteristiche della crisi. Lo sottolinea anche Salvatore Polzella, imprenditore edile che nella lottizzazione le Mimose (zona Le Pescine) sta costruendo oltre 50 appartamenti a scopo residenziale. «A Rosignano si vende così lentamente - dice - che ci sono pochi capitali da reinvestire nei nuovi cantieri. Questa lottizzazione alle Mimose era stata bloccata per colpa della legge Seveso. Circa un anno e mezzo fa è partito il cantiere, ma andiamo a rilento perchè non ci sono soldi da investire e perché sappiamo che la gente comprerà con difficoltà questi nuovi appartamenti. Così i cinque immobili previsti dalla lottizzazione non vengono portati avanti tutti insieme, il primo è stato quasi ultimato mentre l'ultimo è alle fondamenta». Polzella spiega che a Rosignano «la vera preoccupazione è per l'immediato futuro, visto che da tempo le ditte hanno ridotto il ritiro delle concessioni edilizie».

Un'altra zona residenziale di nuova costruzione che paga la crisi è la lottizzazione Rasinia, alle spalle del supermercato Conad di Solvay. «Lì sono stati terminati - spiega Andrea Pizzi, titolare dell'impresa che ha realizzato la lottizzazione - trenta appartamenti, dei quali dieci devono ancora essere venduti. Stesso discorso a Castiglioncello, in un'altro complesso che abbiamo realizzato in via Bengasi, dove dei nove appartamenti realizzati cinque sono invenduti». Pizzi spiega che le difficoltà a vendere si manifestano già durante l'attività di cantiere. «Nessuno - sottolinea - compra più sulla carta, come in passato, quando dal 30 al 50% delle unità residenziali venivano già comprate prima che fossero terminate». La crisi delle vendite riguarda soprattutto le case di "pezzatura" media. «È sparita la fascia di vendita delle abitazioni - conclude Pizzi - che vengono a costare dai 200.000 ai 400.000 euro. La gente vuole spendere poco, in genere dai 150.000 e i 200.000 euro e ancora non si riesce a far comprendere quanto sia importante la qualità costruttiva. Per esempio noi abbiamo realizzato appartamenti che rispondono già a tutte le norme riguardanti il risparmio energetico, ciò implica magari un aumento dei prezzi, ma garantisce una qualità duratura dell'immobile. Le persone in questo momento di crisi non sembrano interessate alla qualità delle costruzioni».

Quasi totalmente invenduto risulta anche un altro complesso residenziale terminato dalla ditta Mg a Serragrande. «Sono appartamenti - spiega Massimo Fanciullacci, titolare della Mg - che possono costare dai 190.000 ai 280.000 euro. Dei 15 alloggi già terminati, ne è stato comprato solo uno».

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