Gioco
Rosignano
I medici sul piede di guerra
Mario Moscadelli
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Uno dei container che da mesi ospitano la Pubblica assistenza rosignanesePasseranno il Natale al freddo, in quegli angusti container della protezione civile. Sono i volontari e medici della Pubblica assistenza di Rosignano, che da prima dell'estate scorsa chiedono a gran voce una nuova sistemazione, una nuova sede.
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ROSIGNANO. Passeranno il Natale al freddo, in quegli angusti container della protezione civile. Sono i volontari e medici della Pubblica assistenza di Rosignano, che da prima dell'estate scorsa chiedono a gran voce una nuova sistemazione, una nuova sede. Sono passati ormai molti mesi dai loro appelli, ma niente: «tutto tace», afferma il presidente Nicola Di Paco.
Ma sei i volontari continuano ad ingoiare il rospo e a sacrificarsi, i medici del 118 hanno scritto all'Asl lamentando i disagi che devono affrontare.
Eppure all'inizio di ottobre la soluzione sembrava vicina. Il Comune aveva deciso di affrontare il problema, monitorando la zona delle Morelline a caccia di un capannone da convertire poi in sala operativa e altri locali necessari per i servizi sanitari. Tra le varie possibilità si era individuata quella relativa ad uno stabile di proprietà della società La Sala. Per l'assessore al patrimonio Luca Simoncini la trattativa doveva essere piuttosto veloce. Ma non è andata così.
Siamo ormai vicini alle festività natalizie e questa operazione sembra arenata. «Non è arenata - spiega il sindaco Alessandro Franchi - ma prima di dare il via a questa operazione dobbiamo verificare le convenzioni urbanistiche. Solo dopo a questo procedimento, che è interno al Comune, possiamo andare a parlare di cifre con la società interessata. Il nostro obiettivo è fare più in fretta possibile».
Ma intanto il tempo passa e alla Pubblica assistenza sono sempre più stufi di questa attesa. «Siamo sempre più preoccupati e arrabbiati - dice Di Paco - e se i nostri volontari continuano a stringere i denti, i medici del 118 hanno scritto una lettera all'Asl spiegando i loro disagi. In particolare hanno puntato l'attenzione sugli alloggi, decisamente scomodi e poco consoni all'attività».
Disagi che se non saranno risolti in fretta potrebbero compromettere lo sviluppo dell'attività della Pubblica assistenza. In arrivo, infatti, ci sarebbero dei nuovi servizi per la collettività (uno in particolare riguarda il mondo dello sport), ma senza spazi adeguati sarà impossibile trasformarli in qualcosa di concreto. «Ho chiesto informazioni sulla sede al sindaco anche durante l'ultima Consulta del volontariato - continua Di Paco - ma sinceramente non ho ricevuto risposte per stare tranquillo. E allora dovrò chiedergli un incontro per capire nel dettaglio quali siano i problemi che ostacolano la trattativa per la nuova sede. Noi abbiamo già aspettato parecchio e siamo stufi di promesse disattese».
Ma sei i volontari continuano ad ingoiare il rospo e a sacrificarsi, i medici del 118 hanno scritto all'Asl lamentando i disagi che devono affrontare.
Eppure all'inizio di ottobre la soluzione sembrava vicina. Il Comune aveva deciso di affrontare il problema, monitorando la zona delle Morelline a caccia di un capannone da convertire poi in sala operativa e altri locali necessari per i servizi sanitari. Tra le varie possibilità si era individuata quella relativa ad uno stabile di proprietà della società La Sala. Per l'assessore al patrimonio Luca Simoncini la trattativa doveva essere piuttosto veloce. Ma non è andata così.
Siamo ormai vicini alle festività natalizie e questa operazione sembra arenata. «Non è arenata - spiega il sindaco Alessandro Franchi - ma prima di dare il via a questa operazione dobbiamo verificare le convenzioni urbanistiche. Solo dopo a questo procedimento, che è interno al Comune, possiamo andare a parlare di cifre con la società interessata. Il nostro obiettivo è fare più in fretta possibile».
Ma intanto il tempo passa e alla Pubblica assistenza sono sempre più stufi di questa attesa. «Siamo sempre più preoccupati e arrabbiati - dice Di Paco - e se i nostri volontari continuano a stringere i denti, i medici del 118 hanno scritto una lettera all'Asl spiegando i loro disagi. In particolare hanno puntato l'attenzione sugli alloggi, decisamente scomodi e poco consoni all'attività».
Disagi che se non saranno risolti in fretta potrebbero compromettere lo sviluppo dell'attività della Pubblica assistenza. In arrivo, infatti, ci sarebbero dei nuovi servizi per la collettività (uno in particolare riguarda il mondo dello sport), ma senza spazi adeguati sarà impossibile trasformarli in qualcosa di concreto. «Ho chiesto informazioni sulla sede al sindaco anche durante l'ultima Consulta del volontariato - continua Di Paco - ma sinceramente non ho ricevuto risposte per stare tranquillo. E allora dovrò chiedergli un incontro per capire nel dettaglio quali siano i problemi che ostacolano la trattativa per la nuova sede. Noi abbiamo già aspettato parecchio e siamo stufi di promesse disattese».
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