Il Tirreno

Solvay Teatro

Il teatro? Non si compra

Mario Moscadelli
Il teatro Nel 2010 Solvay lo metterà in vendita insieme al Circolo ricreativo di via della Repubblica
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Il teatro Nel 2010 Solvay lo metterà in vendita insieme al Circolo ricreativo di via della Repubblica

«Acquistare il teatro Solvay? Impensabile». Il sindaco Alessandro Franchi esclude la possibilità che il Comune possa sborsare la cifra necessaria per comprare la struttura, che nel 2010 sarà messa in vendita da Solvay. Ancora non c'è una valutazione esatta dell'immobile, ma di sicuro si superano i 7 milioni di euro. Ma una soluzione ci sarebbe e la lancia la Sinistra per Rosignano

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ROSIGNANO. «Acquistare il teatro Solvay? Impensabile». Il sindaco Alessandro Franchi esclude la possibilità che il Comune possa sborsare la cifra necessaria per comprare la struttura, che nel 2010 sarà messa in vendita da Solvay. Ancora non c'è una valutazione esatta dell'immobile, ma di sicuro si superano i 7 milioni di euro. Ma una soluzione ci sarebbe e la lancia la Sinistra per Rosignano.
Per Giacomo Luppichini, infatti, si dovrebbero utilizzare i soldi destinati alla nuova biblioteca. «Il teatro Solvay - dice Luppichini - è un importante bene pubblico e deve restare tale. Il Comune potrebbe acquistare l'edificio bloccando la costruzione di un'opera faraonica come la nuova biblioteca e destinando quei 6 milioni di euro per entrare in possesso del teatro Solvay». Operazione che il sindaco esclude assolutamente. «Questo sì che è impossibile - afferma Franchi - visto che a gennaio partiranno ufficialmente i lavori per la costruzione della biblioteca».
E allora ritorniamo alla vendita del teatro annunciata da Solvay sul Tirreno di giovedì. «In questo momento - continua Franchi - è impensabile, visto il valore della struttura. Comunque, non c'è arrivata nessuna proposta e, dunque, è difficile prendere una posizione». Una posizione Franchi la prende sul futuro utilizzo del teatro. «È e deve restare un luogo di cultura. Chiunque lo acquisterà dovrà fare i conti con questo indirizzo: all'interno del teatro Solvay non c'è spazio per attività diverse da quelle attuali». E spuntasse fuori l'idea di qualcosa legato al cinema? «Non mi voglio sbilanciare su una trattativa che non conosco nei dettagli. Dico solo che il teatro dovrà restare a disposizione della cultura e non credo che il palco venga smantellato».
Ma a rischio sono soprattutto le associazioni culturali che operano all'interno della stuttura: su tutte l'Università popolare e la scuola di musica. «Sono realtà molto importanti per il settore sociale e il Comune è pronto a dargli una mano nel caso dovessero lasciare il teatro».

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