Il Tirreno

Compleanno

Festa per i 106 annidi Emilia Torre,la nonna del gelato

Rino Bucci
La signora Emilia Torre (prima da destra) nella sua gelateria a Marina in una foto del 1955
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La signora Emilia Torre (prima da destra) nella sua gelateria a Marina in una foto del 1955

Sulla torta svetta una sola grande candelina, ma vale per più di un secolo. Ieri ha compiuto 106 anni Emilia Torre, la nonna di tutta la Toscana.
Emilia vive nella casa di riposo Jacopini di Cecina, ma solo da un anno perché prima stava un po' a Marina con il figlio Franco Gamberucci e un po' a Massa con la figlia Cecilia

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CECINA. Sulla torta svetta una sola grande candelina, ma vale per più di un secolo. Ieri ha compiuto 106 anni Emilia Torre, la nonna di tutta la Toscana.
Emilia vive nella casa di riposo Jacopini di Cecina, ma solo da un anno perché prima stava un po' a Marina con il figlio Franco Gamberucci e un po' a Massa con la figlia Cecilia. Nella mattinata ha ricevuto la visita del sindaco Stefano Benedetti e dell'assessore alle politiche sociali Lia Burgalassi che le hanno fatto gli auguri per lo storico traguardo. Ad applaudirla mentre spegneva l'unica candelina, un po' emozionati, c'erano tutti: i familiari, i dipendenti della struttura e gli altri ospiti. La giornata per la nonnina è iniziata presto, con la visita della parrucchiera che ha messo a posto l'acconciatura.
«Ci tiene molto - spiega la nipote Antonella - e solo perché ormai è cieca non le facciamo la tinta. Se solo sapesse che ha i capelli bianchi andrebbe su tutte le furie».
Classe 1903, la nonnina è arzilla e lucida, e fino a qualche anno fa prendeva il bus con la figlia. Negli ultimi anni ha avuto dei problemi alla vista e, sebbene abbia due incidenti stradali gravi alle spalle, niente è riuscito a metterla ko. La sua forza, ci rivela, è stata la tempra e il carattere d'acciaio.
«A 80 anni fu investita insieme a mio padre a Massa - racconta il figlio Franco - e andò all'ospedale con il bacino fratturato in 60 parti. Era febbraio, e i dottori ci dissero che non avrebbe più camminato; dopo 3 mesi di gesso e un po' di fisioterapia a fine anno era già in pista.
Dinastia di gelatai. La signora Emilia ha una storia incredibile, dal sapore romantico. È la figlia di Giovanni Torre, l'inventore del cono gelato. Il signor Torre era un uomo intraprendente e, sicuro della bontà - è il caso di dirlo - della sua invenzione, iniziò a girare per la Francia deliziando in lungo e in largo tutti i golosi d'Oltralpe. I capolavori che produceva vennero anche all'orecchio, e poi al palato, dei Savoia che nei loro soggiorni a Montpellier gustarono più di un cono del signor Torre. Fu la sua fortuna.
L'infanzia francese. Quarta di cinque fratelli, Emilia è nata durante i soggiorni francesi, a Marsiglia.
«Conserva ancora - dice il figlio Franco - la erre tipica dei transalpini». Dopo le elementari in Francia a causa di un'improvvisa malattia del padre (un giorno si svegliò cieco), la ragazza si trasferì con la famiglia a Sanremo dove prese a coltivare i tulipani. «Mio nonno - spiega Franco - si volle lanciare in un'attività che poteva impegnare gli affari per tutta la stagione e non solo d'estate».
L'arte del gelato, ormai era "cosa di famiglia", radicata nel Dna dei Torre. Così, i figli del signor Giovanni, una volta sistemati hanno aperto gelaterie artigianali in diverse città italiane. La signora Emilia a Cecina.
A Cecina. «Arrivò in città nel 1929 - racconta il figlio Franco - perché il fratello era militare a Grosseto». A Cecina, Emilia trovò l'amore e non si mosse più. Si sposò con Gino Gamberucci, lo storico sacrestano del duomo locale, che per oltre 40 anni ha fatto risuonare le campane in città. Ma non rimase con le mani in mano e fece ciò che aveva sempre fatto: la gelataia. Per decenni ha gestito la gelateria artigianale a Marina di Cecina, davanti ai bagni Bisori e se il padre ha inventato le parigine lei si è specializzata nella torta gelato. «Era il 1955 - racconta Franco - quando mia madre faceva la torta gelato. Mi ricordo ancora la fila fuori dal negozio per gustare le delizie della mia mamma».

Giovanni, il primo ambulante
Il papà della «parigina»

CECINA. Giovanni Torre, padre di Emilia, nacque a Bussana, antico borgo vicino Sanremo. È considerato il papà del precursore del cono gelato, la parigina. Il signor Giovanni è stato il primo gelataio ambulante della storia: di ritorno da Parigi iniziò a girare per il nord Italia deliziando i palati con le"parigine", due ostie di pasta waffer rotonde con in mezzo il gelato, chiamate così in onore della capitale dove il Torre aveva appreso tale arte.
A Giovanni Torre si deve anche la creazione del primo forno, unico in tutto il mondo, per la produzione di waffers e coni, che all'esposizione di Torino del 1910 ebbe così seguito da essere premiato a Parigi, Londra e Roma.

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