Il Tirreno

FABBRICA E TERRITORIO

Solvay mette in vendita il teatro

Andrea Rocchi
Il teatro Solvay fu costruito e inaugurato nel 1928
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Il teatro Solvay fu costruito e inaugurato nel 1928

La Solvay mette in vendita il teatro ed il circolo ricreativo. La notizia è ufficiale. Proprio in questi giorni da Bruxelles è arrivato l'ok al piano di alienazioni di alcune proprietà della società belga a Rosignano e in altre aree in cui l'industria è presente (Ponteginori)

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ROSIGNANO. Dopo la vendita di due immobili ad uso abitativo in via Ernesto Solvay il gruppo - a caccia di liquidità - ha deciso di alienare alcuni terreni nel territorio di Ponteginori e soprattutto due immobili che hanno fatto la storia di Rosignano: il teatro Solvay, inaugurato nel 1928, ed il circolo ricreativo di via della Repubblica.

Da anni luogo d'incontro di dipendenti ed ex dipendenti dello stabilimento ed oggi adibito a bar, ristorante e luogo per attività ricreative gestito dalla Cirisei Snc.

Non è in vendita, almeno al momento - precisano il direttore, l'ingegner Michele Huart ed il responsabile delle relazioni esterne, il dottor Stefano Piccoli - lo stabilimento balneare dei Canottieri.

E non sono ancora state stabilite le procedure di vendita dei due blocchi, anche se è evidente che si tratterà di un bando cui potranno partecipare ditte, imprese, gruppi di livello nazionale. Diverse sono anche le destinazioni d'uso dei due immobili: il teatro - se non verranno modificati gli strumenti urbanistici - potrà essere acquistato per destinarvi attività culturali, artistiche e di spettacolo in genere. Il cosiddetto «circolino» Solvay sarà deputato ad ospitare, come già oggi avviene, attività di ristorazione e di natura ricreativa.

Non si conoscono ancora le cifre delle due operazioni di vendita. Dalla direzione parlano di «alcuni milioni». Certo è che si tratta di due immobili di valore, in buono stato di manutenzione per i quali la società Solvay, negli anni, ha investito risorse importanti.

Il teatro, in particolare, rappresenta un vero e proprio pezzo di storia strettamente connesso alla nascita della fabbrica e della città-giardino. Nel 1925, per volere di Solvay, fu edificato l'edificio a pianta a T rovesciata e perfettamente simmetrica. In origine, qui, vi era il «circolino» - quello che, si legge nel libro di Antonio Fulvi dedicato al teatro - si definisce il «saloon di quel far west casareccio, la fiaschetteria di quello scampolo di Toscana intrecciato dalla storia industriale con la colonizzazione chimica belga». Vi si faceva già il cinema ed era, per gli abitanti della zona negli anni '20, un punto di ritrovo.

Diventato troppo stretto per i solvaini, fu l'azienda chimica a cominciare i lavori (tre anni) per inaugurare, nel 1928, il teatro. Fu una «applauditissima Traviata» ad inaugurare, il 12 maggio, il nuovo edificio. La platea conteneva 432 posti. Al piano terra si trovava un grande bar ristorante per operai comunicante con un'ampia terrazza esterna, la biblioteca, la sala musica e quella del comitato del calcio. Al teatro, nel corpo ortogonale, si accedeva tramite un corridoio ai cui lati era posti il buffet e il guardaroba. Il palcoscenico comunicava con la platea attraverso due rampe di scale laterali. Al primo piano si trovavano il bar ristorante per impiegati con sala biliardi, la biblioteca con sala di lettura, altre salette e la cabina di proiezione. Il teatro si completava con la galleria da altri 200 posti.

La gestione del teatro viene affidata ad un dipendente che sin da giovanissimo si era cimentato con l'arte della recitazione, Dino Lessi. Diventerà l'anima del Solvay, il padre della patria degli spettacoli portati a Rosignano. Nel biennio 1935-36 le tragedie, le commedie, le operette messe in scena al Solvay ebbero un tal successo che più volte fu negato l'ingresso a molte persone.

Tanti gli artisti che hanno fatto grande la storia del Teatro Solvay: Vittorio De Sica, Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Paola Borboni, Renato Rascel, Vittorio Gasmann, Salvo Randone, Alberto Lionello, Gino Cervi, Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi per arrivare a Carmelo Bene e Leo De Berardinis e ne dimentichiamo certamenti tanti altri, non meno importanti.

Oggi, ristrutturato, il teatro Solvay ha una nuova sala da 480 posti ed una galleria da 120. Ospita, al suo interno, alcune associazioni culturali, ricreative e sportive. La più importante è senz'altro l'Università Popolare, nata nel 1945, che in passato ha gestito anche il teatro Solvay e oggi organizza numerosi corsi ed attività culturali e ricreative per i propri soci (circa 500) e non.

Forse meno significativo per la storia cittadina ma altrettanto di valore l'edificio del circolo ricreativo Solvay, un'opera sociale che tanto ha rappresentanto per i dipendenti e pensionati della fabbrica che qui vi hanno trovato un importante luogo di aggregazione.

Anche questo immobile, come il teatro Solvay, dal 2010 sarà venduto nell'ambito del piano di alienazioni di una parte del patrimonio che la società belga cede per incamerare liquidità preziosa in una fase di grave crisi economica come quella che attraversiamo oggi.

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