Il Tirreno

ENERGIA E INVESTIMENTI

Porte chiuse al rigassificatore

Una nave attraccata al pontile Solvada
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Una nave attraccata al pontile Solvada

A pochi giorni dall'ok tecnico della giunta di Rosignano al rigassificatore di Edison-Bp arriva da Firenze il parere della Regione. Ed è una doccia fredda per chi (Edison e Solvay in testa) puntava più di una carta sull'impianto da 8 miliardi di mc l'anno di gas

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ROSIGNANO. La giunta, infatti, ha espresso ieri (un solo voto contrario) parere negativo confermando, di fatto, quanto il governatore Martini ha sempre detto.

E cioè che in Toscana c'è posto per un solo rigassificatore, quello già autorizzato di Livorno dei tedeschi E.On e di Iride. Perché così è scritto nel piano energetico regionale. La deliberà è stata votata ieri sera nel corso della giunta e ha già scatenato reazioni (contro il parere negativo si sarebbe espresso l'assessore alle attività produttive ed ex sindaco di Rosignano Gianfranco Simoncini).

Da una parte si è subito registrata la soddisfazione degli ambientalisti toscani che hanno sempre detto no all'impianto di Rosignano Solvay. Mario Lupi, capogruppo e candidato alle primarie per i Verdi Sinistra Ecologia e Libertà, che ha lavorato a lungo sui temi della cosiddetta questione energetica, ha detto: «Credo che questo parere esprima chiaramente quanto previsto dal nostro piano energetico regionale e che cioè in Toscana c'è posto per un solo impianto. Anche perché, sebbene sia noto che c'è un fabbisogno energetico crescente, è altrettanto vero che in toscana c'è già l'offhore di Livorno autorizzato da 4 milioni di metri cubi ed il progetto Galsi del gas dall'Algeria per 1 miliardo».

Con Rosignano si aggiungerebbe un impianto da 8 miliardi, un progetto che - secondo Lupi - non è in linea con gli strumenti di previsione che la Regione si è data. «Ho sempre detto - conclude Lupi - che se si dava il via a Rosignano significava ridurre di fatto il piano energetico a carta straccia».

La notizia della bocciatura fiorentina al rigassificatore, però, è stata accolta negativamente soprattutto a Rosignano negli ambienti sindacali (le organizzazioni di base e confederali hanno sempre sostenuto il rigassificatore nella valenza di progetto industriale che prevede anche il raddoppio dello stoccaggio di etilene), ma anche in alcuni ambienti politici.

Non è un mistero che il Pd livornese e locale abbia sempre sostenuto il Progetto Rosignano come progetto di natura industriale. E lo stesso sindaco Franchi abbia detto che dell'investimento si può discutere se ci sono tutti gli okay tecnici. La delibera del 12 novembre scorso della giunta comunale di Rosignano, seppur espressione di un parere tecnico su integrazioni chieste ad Edison in sede di procedura di Via, sembrava preparare il terreno ad una conclusione diversa dell'iter del rigassficatore. Un progetto sui cui Edison ha più volte fatto sapere di puntare per la sua «valenza industriale» (possibilità più ampie di stoccaggio di etele oltre a capacità produttive di gas doppie rispetto all'offshore livornese). E che comporterebbe lo spostamento del rtigassificatore nel perimetro industriale di fabbrica e l'allungamentoi di circa 400metri del pontile Solvada per consentire l'attracco dele metaniere.

Invece, nonostante il nulla osta di fattibilità del Ctr (organo regionale), arrivato con 23 prescrizioni, da Firenze è giunto ieri l'ultimo e conclusivo atto - di natura politica - sul Progetto Rosignano. Ed è il no con cui la Giunta fa sapere a Roma, al ministero, che per la Toscana di impianti del genere se ne può fare uno.

Partita chiusa, dunque?
Di fatto non è ancora così perché il ministero dell'Ambiente e quello dell'Industria possono ancora dare un via libera al progetto. Cosa che sancirebbe, certo, una spaccatura forte fra governo centrale e Regione Toscana, ma che terrebbe in vita l'ipotesi rigassificatore a Rosignano.

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