Il Tirreno

Il malcontento

In viaggio sul bus delle polemiche

Rino Bucci
Bilanceri
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Bilanceri

Sedili strappati, scritte da tutte le parti e macchine obliteratrici fuori uso. Due giorni dopo la manifestazione studentesca contro Atl abbiamo viaggiato sulla tratta Cecina-Rosignano con i ragazzi che ogni giorno tornano da scuola, per vedere le ragioni del malcontento

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CECINA. Sedili strappati, scritte da tutte le parti e macchine obliteratrici fuori uso. Due giorni dopo la manifestazione studentesca contro Atl abbiamo viaggiato sulla tratta Cecina-Rosignano con i ragazzi che ogni giorno tornano da scuola, per vedere le ragioni del malcontento.
L'uscita. Sono le 12.30 quando suona la campanella. Dal liceo Fermi in via Ambrogi escono lentamente gli studenti. La maggior parte frequenta l'indirizzo sociale, altri lo scientifico. I giovani che vengono da Rosignano si avviano alla pensilina davanti alla sede della polizia stradale. Ad attenderli l'autobus dell'Atl. Per comprare il biglietto (1.75 euro) siamo tornati alla stazione centrale degli autobus perché nei negozi vicino alla Coop vendono solo biglietti urbani.
L'autobus. Saliamo e ci sistemiamo in fondo. Il mezzo resta fermo alcuni minuti per aspettare i ragazzi. Iniziamo a gurdarci intorno: l'autobus è vecchio, i sedili sono tranciati e sfondati. La macchina per obliterare i biglietti è piena di scritte e alcuni rivestimenti per terra sono sfondati, manca anche il martello per infrangere i vetri in caso di pericolo.
Conosciamo Chiara Bilanceri, 18 anni di Rosignano, era alla manifestazione: «Sono cinque anni che prendo il pullman e la situazione è sempre peggio. Meno male oggi è bella, perché quando piove entra acqua, bagna le poltroncine e non ci possiamo neanche sedere. Spesso ci sono insetti morti per terra. E' uno schifo». Si parte.
Il viaggio. Il bus non è ancora pieno: è la prima fermata. Molti ragazzi che conoscono la situazione prendono il posto agli amici che saliranno dopo. In via Napoli c'è una sede del liceo. Non siamo ancora fermi quando vediamo un capannello di giovani che sgomitano per entrare in pole position. Appena si aprono le porte salgono in massa. Alla fine in tre sono già in piedi. Una ragazza si siede sulle gambe dell'amica, gli altri viaggeranno così.
«L'ultima fermata sarà in via Cecchini - spiega Andrea Quirici - dove salgono quelli del Parini dell'agrario». Ma il pullman tira dritto perché non c'è nessuno; pare che oggi gli studenti usciranno dopo le 13. Il computo finale è di tre persone in piedi, un bus scassato e tanto malcontento. «La situazione è pesante - racconta Erika Cardile, 18 anni di Rosignano - speriamo cambi, il sabato diventa una lotta trovare un posto».
Stessi disagi la mattina quando i bus arrivano alla Coop di Solvay. I mezzi sono fatiscenti e puzzano di gasolio. Alcuni ragazzi ci rinunciano e salgono sulla corsa delle 7.45, ma arrivano tardi a scuola e si prendono anche delle belle strigliate dai prof.
Per noi è arrivato il momento di scendere. «Premete il pulsante per prenotare la fermata - dice Chiara - e se non funziona urlate all'autista, sennò non scendete più».

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