Sicurezza
Teatro
Il teatro senza cartellone
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Una foto del teatro Solvay che anche per la stagione 2009-2010 non offrirà un cartellone ai cittadiniNiente teatro a Rosignano. Sono ben quattro anni che al Solvay non si fa più stagione teatrale. Fino a due anni fa non mancava qualche sporadico spettacolo di prosa proposto da Armunia
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ROSIGNANO. Niente teatro a Rosignano. Sono ben quattro anni che al Solvay non si fa più stagione teatrale. Fino a due anni fa non mancava qualche sporadico spettacolo di prosa proposto da Armunia nella storica sede solvaina. Ma nelle ultime due stagioni, compresa l'attuale, niente cartellone. Sembra quasi che la crisi di Armunia si riverberi anche sulle altre strutture culturali.
Quest'anno infatti Armunia non ha nessuna programmazione invernale fino a gennaio. Dunque per gli amanti del teatro non resta che spostarsi su Cecina o su Livorno.
Renato Bartoletti, dipendente Solvay e direttore del teatro, non ha dubbi. «Non è certo colpa della società Solvay - dice - la quale assegna ancora ben 200 giorni all'anno ad Armunia perchè li utilizzi come meglio crede. Difatti di tanto in tanto la sala viene aperta per le residenze di artisti. E così dicasi per il cinema Michetti che utilizza la sala per le sue proiezioni, ma del cartellone di prosa nemmeno l'ombra».
E chi, oltre la concessione di Armunia, volesse utilizzare la sala? «Deve corrispondere circa 300 euro per ogni giornata in cui occupa il teatro». Comprensibili quindi le difficoltà di tipo economico che gruppi amatoriali hanno nel trovare risorse finanziarie per affittare il teatro e organizzare iniziative.
Peraltro Bartoletti trova che il mancato cartellone colpisce il "significato identitario" del teatro, il cui edificio con la sua facciata costituisce la «vera, autentica, cartolina di Rosignano Solvay».
Stando all'Università popolare, il soggetto che gestisce altri spazi all'interno del teatro rosignanese, risulta che l'Eti, l'ente nazionale del teatro, avrebbe presentato proposte di cartellone neppure troppo onerose, ma che nè il Comune, nè Solvay hanno voluto accettarle.
E così il teatro di maggior spicco della Costa Etrusca da tempo resta chiuso per molti mesi l'anno. In sintesi i cittadini non possono usufruire dell'abbonamento annuale a un certo numero di spettacoli, che rappresentava l'offerta tradizionale della sala lungo via Solvay.
Quest'anno infatti Armunia non ha nessuna programmazione invernale fino a gennaio. Dunque per gli amanti del teatro non resta che spostarsi su Cecina o su Livorno.
Renato Bartoletti, dipendente Solvay e direttore del teatro, non ha dubbi. «Non è certo colpa della società Solvay - dice - la quale assegna ancora ben 200 giorni all'anno ad Armunia perchè li utilizzi come meglio crede. Difatti di tanto in tanto la sala viene aperta per le residenze di artisti. E così dicasi per il cinema Michetti che utilizza la sala per le sue proiezioni, ma del cartellone di prosa nemmeno l'ombra».
E chi, oltre la concessione di Armunia, volesse utilizzare la sala? «Deve corrispondere circa 300 euro per ogni giornata in cui occupa il teatro». Comprensibili quindi le difficoltà di tipo economico che gruppi amatoriali hanno nel trovare risorse finanziarie per affittare il teatro e organizzare iniziative.
Peraltro Bartoletti trova che il mancato cartellone colpisce il "significato identitario" del teatro, il cui edificio con la sua facciata costituisce la «vera, autentica, cartolina di Rosignano Solvay».
Stando all'Università popolare, il soggetto che gestisce altri spazi all'interno del teatro rosignanese, risulta che l'Eti, l'ente nazionale del teatro, avrebbe presentato proposte di cartellone neppure troppo onerose, ma che nè il Comune, nè Solvay hanno voluto accettarle.
E così il teatro di maggior spicco della Costa Etrusca da tempo resta chiuso per molti mesi l'anno. In sintesi i cittadini non possono usufruire dell'abbonamento annuale a un certo numero di spettacoli, che rappresentava l'offerta tradizionale della sala lungo via Solvay.
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