Sicurezza
FONDI DALLE STRUTTURE SANITARIE
In vendita la Rsa di Castellina
Anna Cecchini
◗
Sopra la Rsa di Cecina, a fianco Sergio NiccoliniL'Asl fa cassa vendendo immobili di proprietà per recuperare fondi da investire nella costruzione del nuovo ospedale di Livorno. Nel piano delle alienazioni ipotizzato dall'azienda sanitaria con la delibera 672 dell'agosto scorso compaiono una serie di edifici disseminati su tutto il territorio provinciale
3 MINUTI DI LETTURA
CASTELLINA. Uno delle strutture Asl che di certo rientra nel programma di vendite è l'ex residenza sanitaria di Castellina.
Nonostante la smentita dei vertici Asl e anche del sindaco di Cecina Stefano Benedetti, sembra inoltre che anche la residenza sanitaria cecinese, quella ancora attiva a fianco dell'ospedale, possa rientare, magari in un secono piano di alienazioni, nella lista di immobili che l'azienda sanitaria ha intenzione di vendere allo scopo di "raggranellare" soldi da convogliare nella realizzazione dell'ospedale livornese.
Fino ad oggi di certo c'è che Asl ha manifestato la volontà di vendere l'ex Rsa di Castellina Marittima, che fino al 2000 ha ospitato pazienti non autosufficienti. Un primo tentativo di alienazione c'è già stato - i soggetti interessati a comprare erano il Comune di Castellina insieme alla pubblica assistenza del paese collinare, solo che è andato in fumo, probabilmente per l'eccessiva richiesta economica fatta da Asl.
L'Rsa di Castellina, di proprietà Asl ma gestita anch'essa dalla fondazione Maffi, era ospitata a palazzo Renzetti, immobile storico che si estende su tre piani per circa ottocento metri quadrati di superficie sulla centralissima via Roma. La struttura ha chiuso i battenti nove anni fa e da allora il piano seminterrato è stato concesso in uso alla pubblica assistenza, mentre i due piani superiori sono stati abbandonati, con tanto di atrezzature mediche e letti per i degenti ancora presenti nelle stanze. «Nel 1993 abbiamo ceduto al Comune - spiega Enrico Lorenzini, presidente della pubblica assistenza di Castellina -il palazzo dove sorge oggi l'ecomuseo dell'alabastro e in cambio avremmo dovuto ottenere un'area per costruire la nostra sede ex novo. Vista la difficoltà urbanistica a trovare uno spazio adeguato per un nuovo edificio, nel 2000 abbiamo chiesto di usare il seminterrato dell'ex Rsa che aveva appena chiuso». Da allora palazzo Renzetti è usato solo nel piano seminterrato, per il resto rischia di diventare un edificio fantasma. Adesso l'Asl sembra decisa a venderlo.
«È stata organizzata - spiega l'ufficio stampa dell'azienda sanitaria - una prima trattativa privata per l'alienazione dell'edificio con base d'asta di un milione e mezzo di euro a Comune e pubblica assistenza, ma non c'è stato l'accordo. Adesso è in corso la seconda trattativa». Un tentativo che sembra destinato ad andare in porto solo se Asl abbasserà la cifra di vendita richiesta. «Possiamo partecipare all'acquisto - spiega Lorenzini - del piano seminterrato, che già usiamo, e del piazzale antistante per un massimo di 400.000 euro». I soldi restanti dovrebbe metterli l'amministrazione del Comune sui colli pisani. Che però non è assolutamente intenzionata a sborsare oltre un milione di euro per ottenere due piani (circa cinquecento metri quadrati) di palazzo Renzetti. «Siamo ancora interessati all'acquisto - chiariscono Franco Niccolini e Sergio Gambicorti, rispettivamente vicesindaco e assessore alle politiche sociali di Castellina - ovviamente non a quel prezzo. Tra l'altro ancora non ci sono state trattative vere e proprie, solo una disponibilità ad avviare un confronto con Asl. Oltretutto non sappiamo con esattezza come utilizzare quegli spazi, che hanno stanze piccole. Avevamo pensato a un centro per le associazioni, ma valuteremo l'utilizzo solo dopo l'eventuiale acuisto».
Nonostante la smentita dei vertici Asl e anche del sindaco di Cecina Stefano Benedetti, sembra inoltre che anche la residenza sanitaria cecinese, quella ancora attiva a fianco dell'ospedale, possa rientare, magari in un secono piano di alienazioni, nella lista di immobili che l'azienda sanitaria ha intenzione di vendere allo scopo di "raggranellare" soldi da convogliare nella realizzazione dell'ospedale livornese.
Fino ad oggi di certo c'è che Asl ha manifestato la volontà di vendere l'ex Rsa di Castellina Marittima, che fino al 2000 ha ospitato pazienti non autosufficienti. Un primo tentativo di alienazione c'è già stato - i soggetti interessati a comprare erano il Comune di Castellina insieme alla pubblica assistenza del paese collinare, solo che è andato in fumo, probabilmente per l'eccessiva richiesta economica fatta da Asl.
L'Rsa di Castellina, di proprietà Asl ma gestita anch'essa dalla fondazione Maffi, era ospitata a palazzo Renzetti, immobile storico che si estende su tre piani per circa ottocento metri quadrati di superficie sulla centralissima via Roma. La struttura ha chiuso i battenti nove anni fa e da allora il piano seminterrato è stato concesso in uso alla pubblica assistenza, mentre i due piani superiori sono stati abbandonati, con tanto di atrezzature mediche e letti per i degenti ancora presenti nelle stanze. «Nel 1993 abbiamo ceduto al Comune - spiega Enrico Lorenzini, presidente della pubblica assistenza di Castellina -il palazzo dove sorge oggi l'ecomuseo dell'alabastro e in cambio avremmo dovuto ottenere un'area per costruire la nostra sede ex novo. Vista la difficoltà urbanistica a trovare uno spazio adeguato per un nuovo edificio, nel 2000 abbiamo chiesto di usare il seminterrato dell'ex Rsa che aveva appena chiuso». Da allora palazzo Renzetti è usato solo nel piano seminterrato, per il resto rischia di diventare un edificio fantasma. Adesso l'Asl sembra decisa a venderlo.
«È stata organizzata - spiega l'ufficio stampa dell'azienda sanitaria - una prima trattativa privata per l'alienazione dell'edificio con base d'asta di un milione e mezzo di euro a Comune e pubblica assistenza, ma non c'è stato l'accordo. Adesso è in corso la seconda trattativa». Un tentativo che sembra destinato ad andare in porto solo se Asl abbasserà la cifra di vendita richiesta. «Possiamo partecipare all'acquisto - spiega Lorenzini - del piano seminterrato, che già usiamo, e del piazzale antistante per un massimo di 400.000 euro». I soldi restanti dovrebbe metterli l'amministrazione del Comune sui colli pisani. Che però non è assolutamente intenzionata a sborsare oltre un milione di euro per ottenere due piani (circa cinquecento metri quadrati) di palazzo Renzetti. «Siamo ancora interessati all'acquisto - chiariscono Franco Niccolini e Sergio Gambicorti, rispettivamente vicesindaco e assessore alle politiche sociali di Castellina - ovviamente non a quel prezzo. Tra l'altro ancora non ci sono state trattative vere e proprie, solo una disponibilità ad avviare un confronto con Asl. Oltretutto non sappiamo con esattezza come utilizzare quegli spazi, che hanno stanze piccole. Avevamo pensato a un centro per le associazioni, ma valuteremo l'utilizzo solo dopo l'eventuiale acuisto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
