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Agricoltura

Olio, crolla la produzione

<strong>Gli effetti della crisi.</strong> La produzione di olio nelle zone di Vada e Solvay è scesa del 40%
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Gli effetti della crisi. La produzione di olio nelle zone di Vada e Solvay è scesa del 40%

La crisi c'è e si fa sentire anche per le aziende agricole del comune di Rosignano, già reduci da un 2008 difficile a causa del maltempo. Ma questa volta sembra che la situazione sia molto più grave

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ROSIGNANO. I prezzi dei prodotti agricoli hanno raggiunto livelli minimi riducendo i margini di guadagno degli agricoltori e generando una consistente riduzione della produzione. Crisi che le associazioni di categoria riassumono tirando fuori dei numeri. «Nel territorio di Rosignano - afferma Simone Ferri Graziani, presidente dalla Coldiretti della provincia - così come nel resto del Paese, il forte calo del prezzo di vendita del grano duro non copre più il costo della produzione con gravi ripercussioni per le prossime semine che saranno ridotte in quantità e vedranno un minore utilizzo di concimi, provocando così una resa minore dei terreni». Si prevedono, quindi, periodi bui soprattutto per le aziende cerealicole del territorio concentrate principalmente nella zona di Castelnuovo, Marittimo e Gabbro che costituiscono circa il 65% delle aziende agricole totali del comune. «Anche la produzione di olio delle zone di Vada e Solvay - spiega la Coldiretti - sta subendo gli effetti della crisi del comparto registrando un crollo di produzione del 40% rispetto allo scorso anno». Come è possibile risolvere la situazione? Una ventata di ossigeno per le imprese agricole è arrivata dall'Unione Europea, che ha deciso di anticipare il 70% del premio Pac (Politica agricola comunitaria) al fine di poter dare alle aziende la liquidità necessaria per affrontare i pagamenti da sostenere prima della fine dell'anno. Secondo il presidente Ferri Graziani «l'anticipazione del premio è stato un aiuto molto importante di fronte al periodo di crisi, ma è necessario cercare di risanare la situazione con azioni che abbiano risultati più duraturi. Il nostro obbiettivo - continua Ferri Graziani - è di ricoprire tutta la filiera produttiva attraverso la vendita diretta dei prodotti agricoli da parte dei produttori e di avere un riconoscimento della qualità. Ciò garantisce maggiori sicurezze al consumatore finale e determina un incremento del guadagno per il produttore. Inoltre, siamo convinti che nel sistema della ristorazione locale si dovrebbe dare più spazio e attenzione ai prodotti del territorio garantendo sulle tavole dei nostri ristoranti la presenza di prodotti agricoli locali».

Stefano Poleschi, presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) livornese conferma che «la crisi del settore agricolo è la più grave degli ultimi 20 anni. La realtà di Rosignano - dice Poleschi - non è altro che uno spaccato di ciò che sta succedendo in Toscana. In questo momento è necessario un intervento delle istituzioni per tamponare la crisi».
L.B.

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