Il Tirreno

LAVORO

All'assalto del posto che non c'è

Mario Moscadelli /
I candidati schierati ieri mattina al teatro Solvay per la preselezione del concorso per un posto in Comune
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I candidati schierati ieri mattina al teatro Solvay per la preselezione del concorso per un posto in Comune

Elisa è seduta sugli scalini del teatro Solvay. In un mano ha un libro sull'ordinanamento comunale, nell'altra degli appunti. Un breve ripasso prima di sostenere un esame di un concorso per un posto di lavoro che ancora non c'è. Un posto da impiegato amministrativo in Comune a tempo determinato. Ma non è il contratto a farla sognare, bensì lo stipendio

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ROSIGNANO. Un sogno che ieri mattina aveva in comune con altre 400 persone, che si sono presentate alla preselezione di un bando che aveva contato circa 1000 domande. Ma probabilmente, il fatto che questo concorso serva solo a stilare una graduatoria in vista di probabili assunzioni ha scoraggiato oltre la metà dei candidati. Ma da chi era composto questo esercito di "sognatori"? Età media 30-35 anni, nel migliore dei casi con uno stipendio da precari e nella maggior parte dei casi con una bella laurea in tasca.

Come Annarita Tucci, piombinese di 34 anni: attualmente è procuratrice in uno studio legale. Significa che è laureata in giurisprudenza e ha fatto un anno di pratica legale. Può fare solo una parte del lavoro di un avvocato. «Mi piace - dice - è quello per cui ho studiato, ma non ci si vive. C'è tanta concorrenza. Di avvocati ce ne sono tanti. È dal 2006 che faccio selezioni pubbliche». Vicino a lei un'altra ragazza, Giulia Fadda, di Castagneto. «Ho 22 anni - dice - sono diplomata in ragioneria. Perché faccio questo concorso anche se è solo una graduatoria? Per salire in graduatoria, non è il primo che faccio. Un posto di lavoro in Comune è un sogno». Anche per Andrea Mancini, 30 anni di Collesalvetti, non è un debutto nel mondo dei concorsi. «Studio giurisprudenza - afferma il ragazzo - ma sono due anni che faccio selezioni. Faccio anche questa perché "tutto fa brodo"». Ma c'è anche chi tenta nel pubblico per la prima volta, come Irene De Lio, rosignanese 28 anni, laureata in lingue. «Ho fatto domanda perché spero avvicinarmi a casa, dato che il lavoro di front office che faccio a Pisa è a tempo determinato». Simile la situazione di un'altra ragazza, di Suvereto, ma residente a Pisa: anche lei 28 anni, laureata in lingue. «In questo momento sono disoccupata - dice - ma ho lavorato un pò ovunque: call-center, uffico turistico. Tutto, ovviamente, a progetto o interinale. Certo, anche questo concorso, non è il massimo: se va bene entri in graduatoria. Ma ne ho provate tante, provo anche questa». Gli fa eco Sara, 33 anni di Rosognano: «Anche se a termine, ma almeno avrei uno stipendio accettabile in grado di pensare a mettere su famiglia».

Marco Lenzi, ha da poco iniziato partecipato a una selezione per impiegato comunale, ma non è il primo esame che affronta. Di essami ne ha fatti e non solo come studente, anche come membro di commissioni all'università. «Ho 37 anni - dice - sono laureato in scienze politiche. Ho alle spalle un dottorato di ricerca all'università di Pisa: insegnavo in aula e facevo esami». Ma la carriera universitaria, si sa, è lunga e scarsamente remunerata. «Così, ho lasciato l'università - prosegue - e ho iniziato a fare sostituzioni nellescuole superiori. Ma visti i tagli di questo anno scolastico, dallo scorso settembre, ho preso in considerazione i concorsi. Ho un figlio di 4 anni. Mia moglie fa il medico. Lavora, ma anche lei non ha il posto fisso. Non mi piace - afferma - lo stereotipo strappalacrime del quarantenne qualificato e precario. Non si è solo il lavoro che si fa. Chi ha fallito, non sono io, è lo Stato, che ha investito nella mia formazione senza poi sfruttarla».

Di questi 400 ora solo in 150 sosteranno la prova orale, in programma il 26 novembre alle 8,30 nella sede comunale di via dei Lavoratori.

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