La manifestazione
transenne e polemiche
Crolla la strada al bar del porto
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L’enorme buca che si è aperta ieri davanti al bar del porto Sullo sfondo le fioriere rimaste sulla strada: un paio sono finite in mareUna voragine di un metro e mezzo per venti che si è ingoiata asfalto e un paio di fioriere. Finora. Perché rischia di allargarsi. La buca (ma dovremmo usare il plurale perché le buche sono due) si è aperta sulla strada davanti al bar del porto, alla foce del Cecina
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CECINA. Una voragine di un metro e mezzo per venti che si è ingoiata asfalto e un paio di fioriere. Finora. Perché rischia di allargarsi. La buca (ma dovremmo usare il plurale perché le buche sono due) si è aperta sulla strada davanti al bar del porto, alla foce del Cecina.
Alle undici di ieri le prime lastre di asfalto hanno ceduto, seguite nel pomeriggio dalle altre, non avendo più un supporto su cui poggiare. Il mare infatti, strapazzato dal libeccio, è penetrato là sotto dopo aver eroso il terreno. Centimetro dopo centimetro. Un lavoro cominciato non certo negli ultimi giorni.
«Qui è così da anni ma nessuno ha ancora mosso un dito» protesta Umberto Innocenti, il barista.
«La prima frana risale ai primi di giugno - aggiunge Nicola Sangiovanni, titolare del ristorante - e da allora non è stato fatto nulla. In compenso ora la buca è quattro volte più grande».
Barista e ristoratore sono furiosi. Perché dicono di aver segnalato per tempo il problema, a giugno appunto. Di aver parlato con assessori e tecnici. «Allora mancava poco alle elezioni - prosegue Innocenti - la giunta era in scadenza di mandato ma promisero che ci avrebbe pensato quella nuova. Sono passati cinque mesi e si è visto cosa hanno combinato...».
«Io non lo so se è tutto bloccato per la questione del nuovo porto - aggiunge Sangiovanni - ma non è possibile andare avanti così. Oltre che brutto per l'immagine, ora è anche pericoloso».
I due imprenditori temono di dover chiudere. «Chi volete che ci venga qui se crolla la strada?». E indicano altre crepe proprio al centro della carreggiata, al di qua delle transenne. Perché la maxi buca si è aperta nella zona già transennata a giugno. Ma le crepe sono ovunque. C'è il rischio che tutta la strada possa venir giù da un momento all'altro. Non a caso ieri i vigili urbani hanno messo altre transenne per impedire quantomeno l'accesso alle auto.
A.d.G.
Alle undici di ieri le prime lastre di asfalto hanno ceduto, seguite nel pomeriggio dalle altre, non avendo più un supporto su cui poggiare. Il mare infatti, strapazzato dal libeccio, è penetrato là sotto dopo aver eroso il terreno. Centimetro dopo centimetro. Un lavoro cominciato non certo negli ultimi giorni.
«Qui è così da anni ma nessuno ha ancora mosso un dito» protesta Umberto Innocenti, il barista.
«La prima frana risale ai primi di giugno - aggiunge Nicola Sangiovanni, titolare del ristorante - e da allora non è stato fatto nulla. In compenso ora la buca è quattro volte più grande».
Barista e ristoratore sono furiosi. Perché dicono di aver segnalato per tempo il problema, a giugno appunto. Di aver parlato con assessori e tecnici. «Allora mancava poco alle elezioni - prosegue Innocenti - la giunta era in scadenza di mandato ma promisero che ci avrebbe pensato quella nuova. Sono passati cinque mesi e si è visto cosa hanno combinato...».
«Io non lo so se è tutto bloccato per la questione del nuovo porto - aggiunge Sangiovanni - ma non è possibile andare avanti così. Oltre che brutto per l'immagine, ora è anche pericoloso».
I due imprenditori temono di dover chiudere. «Chi volete che ci venga qui se crolla la strada?». E indicano altre crepe proprio al centro della carreggiata, al di qua delle transenne. Perché la maxi buca si è aperta nella zona già transennata a giugno. Ma le crepe sono ovunque. C'è il rischio che tutta la strada possa venir giù da un momento all'altro. Non a caso ieri i vigili urbani hanno messo altre transenne per impedire quantomeno l'accesso alle auto.
A.d.G.
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