Il Tirreno

CECINA

Influenza A: il vaccino introvabile

Una donna incinta viene sottoposta a vaccino Secondo il Ministero della salute precauzione indicata dal sesto mese in poi della gravidanza
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Una donna incinta viene sottoposta a vaccino Secondo il Ministero della salute precauzione indicata dal sesto mese in poi della gravidanza

Il primario di pediatria Gragnani invita alla calma: «Il caso si è risolto in pochi giorni come una normale influenza»

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CECINA. La nuova influenza A è arrivata in ospedale. La scorsa settimana è stato ricoverato un bambino di 5 anni nel reparto di pediatria. «Il paziente - racconta il dottor Samuele Gragnani, primario del reparto - presentava febbre persistente da qualche giorno con vomito, diarrea e dolori articolari.

«Il decorso è stato identico a quello di una normale influenza e si è risolto tranquillamente nel giro di 5 giorni, senza complicazioni. Per scrupolo abbiamo mandato il tampone all'istituto di virologia di Pisa che ci ha confermato che si trattava di influenza A. Quando sono arrivati i risultati dell'esame, praticamente la malattia si era già risolta». Il bambino è stato trattato con i classici farmaci sintomatici ed è stato isolato in una camera singola dell'ospedale. «Fino a una settimana può essere contagioso - continua Gragnani -, ma non ha più bisogno di cure. Gli è stato prescritto di stare in casa una settimana, per evitare che contagi altre persone».

Ma i vaccini non ci sono. Intanto, mentre l'assessore regionale alla salute Enrico Rossi invita i cittadini a vaccinarsi, i vaccini non ci sono. Sì, perchè se non sei un bambino e, per lo più a rischio di complicazioni, o non sei una donna in stato di gravidanza, per il momento il vaccino te lo puoi dimenticare. Anche volendo pagare. I vaccini, infatti, vengono distribuiti direttamente dalle strutture dell'Asl, quindi è inutile cercarli nelle farmacie.

I responsabili dell'Asl 6 di Cecina interpellati per fare il punto della situazione vaccinazioni ed avere date certe, tengono le bocche cucite e ci invitano a chiamare l'Ufficio relazioni aziendali di Livorno dove, a loro volta, ci invitano a leggere i comunicati ufficiali, che sono poi stati diramati in serata (li pubblichiamo a fianco).
Una cosa è certa e ribadita ieri dal Ministero della salute. In questi giorni è impossibile sbagliare la diagnosi, se un bambino o un adulto presenta febbre alta per più giorni, dolori articolari, tosse e raffreddore è quasi sicuro di essersi beccato l'AH1N1 perchè l'influenza stagionale non è ancora arrivata in Italia.

Dosi insufficienti. L'Asl informa che al momento la prima tranche dei vaccini, ossia 2300 dosi su tutto il territorio dell'Asl 6, è stata distribuita ai pediatri ma potrà essere utilizzata solo per i bambini a rischio, quindi già affetti da patologie. Anche i pediatri della nostra zona confermano di avere iniziato la campagna vaccinale seguendo le prescrizioni e priorità indicate dal Ministero. Arrivata, pochi giorni fa, anche la seconda tranche: 2200 dosi per tutto il territorio, da somministrate alle donne in stato di gravidanza se al secondo o terzo trimestre, ed alle categorie a rischio. 3500 dosi sono arrivate e destinate al personale sanitario e socio sanitario che, nel territorio della Asl 6 è composto da circa 6000 persone. Infine è attesa un'ultima tranche per il fine settimana; con queste dosi l'azienda prevede di terminare le vaccinazioni rivolte al personale sanitario e le categorie a rischio.

Niente allarme. Dunque poche le informazioni ed i dettagli rilasciati dall'azienda sanitaria, ma tante le domande in sospeso tra i cittadini invitati da un lato a non allarmarsi «per un' influenza - dicono gli esperti e il Ministero della Salute - uguale a quella stagionale» ma che dall'altro vengono invitati ogni giorno a sottoporsi a vaccinazione (se i vaccini ci fossero) o, addirittura, ad indossare la mascherina, ad aerare i locali e a pulire con disinfettanti cornette del telefono, citofoni, cattedre e banchi di scuola.

Dunque: quando i vaccini saranno disponibili per tutte le categorie? Ed è logico sottoporsi a vaccino a gennaio quando il picco pandemico si ha in queste settimane? E a chi si devono rivolgere i pubblici o privati dipendenti per ottenere il vaccino a tempo debito? Tra gli interessati che rivolgono domande ai medici di famiglia, c'è anche chi diventa dubbioso quando capisce che per potersi vaccinare, deve firmare un modulo di consenso informato, di quattro pagine. D'altra parte la paura degli esperti mondiali è che il virus possa mutare o fondersi con altri tipi diventando, oltre che contagioso, anche assai più pericoloso.

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