Il Tirreno

INCUBO IN FAMIGLIA

Violentava la moglie: condannato

Luciano De Majo
Violenze sulle moglie: condannato a 6 anni un uomo di 38 anni
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Violenze sulle moglie: condannato a 6 anni un uomo di 38 anni

Ha fatto diventare un inferno la vita di tutta la sua famiglia. Quando rientrava a casa ubriaco, spaccava ciò che trovava e chiedeva alla moglie prestazioni sessuali salvo poi picchiarla quando si riteneva insoddisfatto.  E spesso alzava le mani anche sui tre figli, che oggi hanno 17, 16 e 5 anni

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ROSIGNANO. Ha fatto diventare un inferno la vita di tutta la sua famiglia. Quando rientrava a casa ubriaco, spaccava ciò che trovava e chiedeva alla moglie prestazioni sessuali salvo poi picchiarla quando si riteneva insoddisfatto.

E spesso alzava le mani anche sui tre figli, che oggi hanno 17, 16 e 5 anni. Un uomo di 38 anni, originario della Sicilia, che per diversi anni ha vissuto a Rosignano Solvay, è stato condannato ieri a sei anni di reclusione dal collegio giudicante del tribunale di Livorno (presidente Antonio Del Forno, giudici a latere Giovanni Zucconi e Ottavio Mosti). La richiesta del pubblico ministero Gianfranco Petralia era stata leggermente più pesante (aveva chiesto sette anni), ma i giudici hanno accolto, fra le sanzioni accessorie richieste, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la revoca della sospensione condizionale della pena per una sentenza che già lo aveva visto colpevole davanti al tribunale di Cecina, nel 2004.

A inchiodare l'imputato, ieri assente dall'aula, difeso dall'avvocato Barbara Luceri, sono state le deposizioni della moglie e dei poliziotti e dei carabinieri che seguirono il caso. L'uomo che ieri è stato condannato fu anche arrestato, nell'aprile dello scorso anno, quando la moglie chiese aiuto alle forze dell'ordine per l'ennesima serata violenta alla quale fu sottoposta. «Mio marito faceva uso di alcol e di cocaina - ha detto la donna davanti ai giudici - e quando la notte rientrava era violento. Offendeva, picchiava, voleva fare sesso a tutti i costi. Io spesso ho acconsentito alle sue richieste, per non spaventare i bambini. Ma poi ho dovuto difendermi. E se non l'ho denunciato prima, è stato solo perché avevo paura di lui».

I coniugi in questione arrivano a Rosignano nel 1998. Prima avevano vissuto nella natia Sicilia e poi a Milano. Lui, ha riferito la moglie, ha sempre alzato un po' il gomito, ma col passare del tempo la situazione si è fatta sempre più difficile: «A volte è arrivata anche l'ambulanza a casa, perché andava in coma etilico». Fino ad arrivare all'episodio dell'aprile 2008: l'ennesima aggressione, la paura stampata sul volto dei figli. «Quando siamo arrivati in quella casa - ha riferito Silvia Franchini, un'agente di polizia che fu dirottata sul posto - abbiamo visto volti rassegnati, un atteggiamento passivo che denotava l'abitudine a vivere certe scene di violenza e di sopraffazione». Mentre i carabinieri hanno ricostruito il momento in cui arrestarono l'uomo. «Continuava a minacciare la moglie nonostante la nostra presenza - ha detto il carabiniere Efisio Loddu - e diceva ai figli che imparassero da lui come ci si comporta».

La difesa dell'imputato ha provato a evitare il peggio, chiedendo che il tribunale volesse disporre una perizia psichiatrica per valutare le condizioni dell'uomo. Il pm si è opposto e il collegio ha negato la concessione della perizia, aprendo la strada alla condanna.

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