Il Tirreno

Gabbro

Villa Mirabella regno del degradofallito anche il project financing

Alessandra Bernardeschi
Sopra Villa Mirabella a Gabbro
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Sopra Villa Mirabella a Gabbro

Da struttura alberghiera a sede espositiva, da centro studi collegato a qualche facoltà universitaria ad ostello. Fatto sta che villa Mirabella, di proprietà del Comune da 29 anni, continua a cadere a pezzi. Eppure non si tratta di un immobile di poco conto sia per al sua pozione

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GABBRO. Da struttura alberghiera a sede espositiva, da centro studi collegato a qualche facoltà universitaria ad ostello. Fatto sta che villa Mirabella, di proprietà del Comune da 29 anni, continua a cadere a pezzi. Eppure non si tratta di un immobile di poco conto sia per al sua pozione, ai piedi dell'abitato di Gabbro alle porte del parco dei monti livornesi, sia per la sua rara bellezza. Una bellezza che, nonostante tutto, non può mancare di colpire chi si avventura all'interno della sue sale abbandonate, alcune ancora con soffitti a cassettoni o a volta, con gli affreschi che tentano di emergere dagli intonaci scoloriti. Una villa con la sua torretta con pietre a vista e tanto di scaletta a chiocciola, con giardino e tanto cappellina privata affrescata.

Una villa, per intenderci, costruita nel 1761 residenza estiva di un cardinale appartenente alla famiglia dei Finocchietti. Una struttura di chiara ascendenza rinascimentale e notevoli analogie con le architetture delle ville pisane e lucchesi del sedicesimo e diciassettesimo secolo. Ma, soprattutto, una struttura che, come in molti stanno sottolineando da anni, potrebbe contribuire se non rappresentare un rilancio per Gabbro e, più in generale, per le frazioni collinari. Molte le idee che in 29 anni si sono succedute ma, come l'evidenza dimostra, che mai sono state realizzate. Da centro espositivo fino ad albergo attraverso il financing project, ossia una compartecipazione tra pubblico e privato, passando a sede universitaria legata all'arte che avrebbe portato a Gabbro tanti giovani, fino ad una struttura che potrebbe essere collegata con il più ampio progetto del parco dei monti livornese. Una situazione di stallo che non viene negata dall'attuale sindaco Alessandro Franchi. «Ristrutturare villa Mirabella - dice - vuol dire un grosso impegno da un punto di vista finanziario in un momento in cui, anche per il Comune, le risorse si stanno restringendo. Inoltre, è necessario presentare un progetto in cui sia evidenziata la destinazione d'uso dell'immobile per accedere a qualche finanziamento europeo. L'idea di trasformarla in albergo attraverso il project financing non è andata a buon fine perchè si tratta di una struttura troppo piccola». In pratica, il capitale che sarebbe stato necessario per restaurarla sarebbe stato ammortizzato in periodi lunghissimi; una situazione che non ha favorito l'intervento di privati. «Fatto sta che occorrerà pensare - continua Franchi - ad una destinazione d'uso della struttura in un ottica di riqualificazione complessiva che potrebbe servire anche a rilanciare le frazioni collinari». Impossibile anche pensare a venderla «perchè villa Mirabella è stata acquisita dal Comune tramite un atto di donazione che vincola l'amministrazione», spiega il primo cittadino.

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