La manifestazione
Commerciante accusato
A processo per violenza su un ragazzino
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Una pattuglia di carabinieriA giudizio per violenza sessuale su un ragazzino e pure per calunnia nei confronti della madre. Ieri a Livorno è cominciato il processo a carico di un quarantaduenne di Donoratico, un commerciante già finito in cronaca nel luglio dello scorso anno. Il primo episodio del quale è accusato, quello della violenza sessuale, viene fatto risalire al mese di maggio
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DONORATICO. A giudizio per violenza sessuale su un ragazzino e pure per calunnia nei confronti della madre. Ieri a Livorno è cominciato il processo a carico di un quarantaduenne di Donoratico, un commerciante già finito in cronaca nel luglio dello scorso anno.
Il primo episodio del quale è accusato, quello della violenza sessuale, viene fatto risalire al mese di maggio. L'uomo, già nei guai con la giustizia per una vicenda di usura, era finito agli arresti domiciliari.
I carabinieri gli avevano notificato l'ordinanza del gip in base agli articoli 609 bis e ter del codice penale: violenza sessuale aggravata, in quanto compiuta su minore di quattordici anni.
In base alle accuse il commerciante aveva fatto salire in auto un ragazzino e lo aveva portato in una zona appartata, poi si era calato i pantaloni pretendendo un rapporto orale.
Non è mai stato chiarito se il giovane fosse scappato, lasciato lì o riaccompagnato in paese con la minaccia di non raccontare nulla.
In ogni caso il minorenne parlò in casa e i genitori andarono di volata dai carabinieri.
Il commerciante negò tutto aggiungendo poi che la madre del ragazzo gli aveva chiesto mille euro per non presentare querela. Non è mai stato creduto, tanto che è accusato anche di calunnia. La donna e il marito si sono costituiti parte civile e sono assistiti dall'avvocato Francesco Donati. Difensori dell'imputato gli avvocati Nando Bartolomei e Cataldo.
Il processo è stato rinviato al 21 gennaio.
Il primo episodio del quale è accusato, quello della violenza sessuale, viene fatto risalire al mese di maggio. L'uomo, già nei guai con la giustizia per una vicenda di usura, era finito agli arresti domiciliari.
I carabinieri gli avevano notificato l'ordinanza del gip in base agli articoli 609 bis e ter del codice penale: violenza sessuale aggravata, in quanto compiuta su minore di quattordici anni.
In base alle accuse il commerciante aveva fatto salire in auto un ragazzino e lo aveva portato in una zona appartata, poi si era calato i pantaloni pretendendo un rapporto orale.
Non è mai stato chiarito se il giovane fosse scappato, lasciato lì o riaccompagnato in paese con la minaccia di non raccontare nulla.
In ogni caso il minorenne parlò in casa e i genitori andarono di volata dai carabinieri.
Il commerciante negò tutto aggiungendo poi che la madre del ragazzo gli aveva chiesto mille euro per non presentare querela. Non è mai stato creduto, tanto che è accusato anche di calunnia. La donna e il marito si sono costituiti parte civile e sono assistiti dall'avvocato Francesco Donati. Difensori dell'imputato gli avvocati Nando Bartolomei e Cataldo.
Il processo è stato rinviato al 21 gennaio.
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