Finanza
CECINA
Via i pullman Atl per riqualificare piazza della Libertà
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Uno scorcio di piazza della LibertàBisogna sistemare anche piazza Gramsci e piazza XX settembre, ci sono interventi che non sono più rimandabili
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CECINA. Più attenzione alla manutenzione e al decoro urbano del centro come volano di sviluppo economico per Cecina. Si può sintetizzare in questa frase la priorità che il Psi chiede all'amministrazione comunale per la definizione del piano dei lavori pubblici nei prossimi due anni. Partendo da piazza della Libertà. Che, scrive il segretario cecinese Alessandro Bechini, «deve essere riqualificata a partire dal non considerarla più come il deposito dei pullman dell'Atl».
«Piazza della Libertà - aggiunge Bechini - deve essere prevista come semplice fermata, mentre occorre trovare una diversa collocazione per il ricovero notturno e diurno dei mezzi. Poi tutto troverà un definitivo assetto con il "progetto Stazione", ma fino ad allora non possiamo non affrontare responsabilmente la questione. La piazza è uno degli ingressi al centro. E' necessario risistemare anche l'ultimo pezzo di marciapiede tra via Matteotti e piazza della Libertà, che versa in condizioni non consone a un centro che l'amministrazione sta puntando a riqualificare e del quale piazza della Libertà è la "porta a sud"».
Piazza della Libertà, ma anche piazza Gramsci: «E' l'altra priorità, ha tutte le caratteristiche per diventare un altro polo, insieme a piazza Guerrazzi, per lo sviluppo del Centro commerciale naturale. Occorre programmare un intervento che riqualifichi la piazza, con una nuova pavimentazione, il rifacimento dei marciapiedi e con un nuovo sistema di illuminazione che dia nuova vita a una piazza strategica per tutta la città».
Il centro commerciale a Cecina, aggiungono i socialisti, ha poi un terzo polo naturale, piazza XX Settembre: «Che non può essere utilizzata come rotonda spartitraffico. Occorre lavorare per una diversa risistemazione della piazza, pensando anche a un diverso piano della viabilità che dia respiro al centro e contemporaneamente consenta di valorizzare le attività commerciali e artigianali presenti».
Poi una considerazione dopo le parole dell'assessore Michela Ghezzani: «L'assessore ha ragione nel sottolineare che i vincoli del patto di stabilità penalizzano pesantemente le scelte dei Comuni, anche di quelli come Cecina che dopo anni di sacrifici sono riusciti a chiudere i mutui e le pendenze pregresse, ma che adesso paradossalmente non possono fare nuovi investimenti. Tuttavia crediamo necessario ragionare su una serie di interventi di manutenzione che non hanno costi esorbitanti e non possono più essere rimandati».
«Piazza della Libertà - aggiunge Bechini - deve essere prevista come semplice fermata, mentre occorre trovare una diversa collocazione per il ricovero notturno e diurno dei mezzi. Poi tutto troverà un definitivo assetto con il "progetto Stazione", ma fino ad allora non possiamo non affrontare responsabilmente la questione. La piazza è uno degli ingressi al centro. E' necessario risistemare anche l'ultimo pezzo di marciapiede tra via Matteotti e piazza della Libertà, che versa in condizioni non consone a un centro che l'amministrazione sta puntando a riqualificare e del quale piazza della Libertà è la "porta a sud"».
Piazza della Libertà, ma anche piazza Gramsci: «E' l'altra priorità, ha tutte le caratteristiche per diventare un altro polo, insieme a piazza Guerrazzi, per lo sviluppo del Centro commerciale naturale. Occorre programmare un intervento che riqualifichi la piazza, con una nuova pavimentazione, il rifacimento dei marciapiedi e con un nuovo sistema di illuminazione che dia nuova vita a una piazza strategica per tutta la città».
Il centro commerciale a Cecina, aggiungono i socialisti, ha poi un terzo polo naturale, piazza XX Settembre: «Che non può essere utilizzata come rotonda spartitraffico. Occorre lavorare per una diversa risistemazione della piazza, pensando anche a un diverso piano della viabilità che dia respiro al centro e contemporaneamente consenta di valorizzare le attività commerciali e artigianali presenti».
Poi una considerazione dopo le parole dell'assessore Michela Ghezzani: «L'assessore ha ragione nel sottolineare che i vincoli del patto di stabilità penalizzano pesantemente le scelte dei Comuni, anche di quelli come Cecina che dopo anni di sacrifici sono riusciti a chiudere i mutui e le pendenze pregresse, ma che adesso paradossalmente non possono fare nuovi investimenti. Tuttavia crediamo necessario ragionare su una serie di interventi di manutenzione che non hanno costi esorbitanti e non possono più essere rimandati».
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