Il dolore
CECINA
Un bio village a 5 stelle
Ma.Mo.
◗
Sopra una suite del bio-village in mostra a Milano. A destra il progettoUn bio-village da 20 milioni di euro. È quello che sta costruendo il dottor Ennio Taffi nella zona di Collemezzano, è quello che all'ultima fiera di Milano sul settore dell'accoglienza ha avuto un padiglione tutto per sè. Perché? Come spiega il progettista, l'architetto cecinese Gianrico Cerri, «è il prima esempio di "casa passiva" che si sta costruendo in Toscana».
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CECINA. Un bio-village da 20 milioni di euro. È quello che sta costruendo il dottor Ennio Taffi nella zona di Collemezzano, è quello che all'ultima fiera di Milano sul settore dell'accoglienza ha avuto un padiglione tutto per sè. Perché? Come spiega il progettista, l'architetto cecinese Gianrico Cerri, «è il prima esempio di "casa passiva" che si sta costruendo in Toscana».
In pratica per realizzare questo resort a 5 stelle si sono utilizzate tutte le risorse di bioarchitettura a disposizione sul mercato. «Un villaggio turistico di lusso - dice Cerri - a emissione di CO2 zero». E allora entriamo nei dettagli di questa maxi-opera, che sorgerà a fianco della riserva "Giardino Scornabecchi", su un'area di 14 ettari. «In pratica abbiamo eliminato la vecchia struttura in cemento armato - spiega l'architetto - e l'abbiamo sostituita con un prefabbricato in legno. Le pareti, dunque, sono formate da uno strato di legno, da un isolante composto da canapa pura al 100%, da un cappotto in sughero e da un normale intonaco a calce naturale». Cerri precisa: «Potevamo anche costruire con mattoni laterizi eco-compatibili, composti da argilla e segatura, ma non sono facili da reperire in Italia».
Il bio-village sarà così formato: da 48 villette (28 di 54 metri quadrati e 21 da 72 metri quadrati) distribuite su 3000 metri quadrati, da un albergo con 86 camere, da un centro benessere di 1200 metri quadrati e da un orto botanico. «Entro il prossimo giugno saranno aperte ai clienti le suite (se ne prevedono quattro per i disabili) e l'albergo, mentre per giugno 2012 l'opera sarà completamente finita». Altra particolarità sono le coperture. «Ogni fabbricato avrà un tetto "verde" - continua Cerri - in sostanza si andranno a realizzare dei giardini pensili, che tra i vantaggi hanno quello di avere il massimo risultato dai pannelli fotovoltatici. Inoltre, si sfrutteranno tutti quei sistemi di gestione intelligente dei consumi, come le serre solari e il solare termico per alimentare tutto gli edifici».
Ma quanto è costato in più al dottor Taffi questo intervento - stimato in 20 milioni di euro - rispetto all'uso di materiali "tradizionali? «Un 10-15% in più - dice l'architetto - che, secondo precisi calcoli, saranno recuperati nell'arco di 8-10 anni grazie al risparmio nei consumi».
In pratica per realizzare questo resort a 5 stelle si sono utilizzate tutte le risorse di bioarchitettura a disposizione sul mercato. «Un villaggio turistico di lusso - dice Cerri - a emissione di CO2 zero». E allora entriamo nei dettagli di questa maxi-opera, che sorgerà a fianco della riserva "Giardino Scornabecchi", su un'area di 14 ettari. «In pratica abbiamo eliminato la vecchia struttura in cemento armato - spiega l'architetto - e l'abbiamo sostituita con un prefabbricato in legno. Le pareti, dunque, sono formate da uno strato di legno, da un isolante composto da canapa pura al 100%, da un cappotto in sughero e da un normale intonaco a calce naturale». Cerri precisa: «Potevamo anche costruire con mattoni laterizi eco-compatibili, composti da argilla e segatura, ma non sono facili da reperire in Italia».
Il bio-village sarà così formato: da 48 villette (28 di 54 metri quadrati e 21 da 72 metri quadrati) distribuite su 3000 metri quadrati, da un albergo con 86 camere, da un centro benessere di 1200 metri quadrati e da un orto botanico. «Entro il prossimo giugno saranno aperte ai clienti le suite (se ne prevedono quattro per i disabili) e l'albergo, mentre per giugno 2012 l'opera sarà completamente finita». Altra particolarità sono le coperture. «Ogni fabbricato avrà un tetto "verde" - continua Cerri - in sostanza si andranno a realizzare dei giardini pensili, che tra i vantaggi hanno quello di avere il massimo risultato dai pannelli fotovoltatici. Inoltre, si sfrutteranno tutti quei sistemi di gestione intelligente dei consumi, come le serre solari e il solare termico per alimentare tutto gli edifici».
Ma quanto è costato in più al dottor Taffi questo intervento - stimato in 20 milioni di euro - rispetto all'uso di materiali "tradizionali? «Un 10-15% in più - dice l'architetto - che, secondo precisi calcoli, saranno recuperati nell'arco di 8-10 anni grazie al risparmio nei consumi».
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