Il Tirreno

CECINA

«Asa e bollette, ora si tratti»

Clienti Asa mentre aspettano il loro turno allo sportello
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Clienti Asa mentre aspettano il loro turno allo sportello

Preoccupazione per la vicenda Asa ma anche la necessità di aprire un tavolo «dove discutere con le istituzioni e le parti sociali di investimenti, tariffe,morosità cronica e sociale». E' quanto propongono i sindacati Cgil, Cisl e Uil in un documento sul caso bollette dell'acqua.

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CECINA. Preoccupazione per la vicenda Asa ma anche la necessità di aprire un tavolo «dove discutere con le istituzioni e le parti sociali di investimenti, tariffe,morosità cronica e sociale». E' quanto propongono i sindacati Cgil, Cisl e Uil in un documento sul caso bollette dell'acqua.

Cgil, Cisl e Uil fanno notare come già nel luglio 2008 i lavoratori Asa scesero in piazza per denunciare il possibile rincaro delle tariffe «causato da normative contorte». «Da allora - dicono Cgil, Cisl e Uil - molte cose sono cambiate. Il sistema contorto dovuto ad una legge sbagliata riguardante le tariffe dei servizio idrico e i piani di investimento di ambito ambiziosi con milioni di euro (250 milioni) da fare nei prossimi 20 anni e tutti da coprire con la tariffa in virtù delle mancate vendite del momento». Da qui l'allarme dei sindacati perché la crisi colpirà pesantemente anche Asa.

Intanto la lista Rinnovare Cecina accusa: « Ma qual è il motivo di recuperare sei milioni di euro di contenzioso facendolo pagare a chi il contenzioso con l'Asa non l'ha? Chi ha controllato che sia vero che l'Asa dai cittadini morosi deve sei milioni di euro? Abbiamo cercato di capire, ma dalle dichiarazioni dei sindaci il motivo non è chiaro perché molti in quella riunione erano distratti, altri più chiaramente hanno affermato di non aver capito, l'unico che ha capito è il sindaco di Collesalvetti, che infatti ha votato contro».

«Se l'Asa fosse stata una s.p.a non pubblica, per lo stato economico in cui si trova, sarebbe stata già da tempo costretta a portare i registri contabili in tribunale coinvolgendo nel fallimento tutti gli azionisti, nel nostro caso i comuni che ne fanno parte».
E conclude: «Questa è una azienda irrecuperabile e, prima che sia troppo tardi, la legge Galli dà la possibilità e la facoltà di riscatto da parte degli enti locali».

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