Il Tirreno

CECINA

Bollette, bufera sui rincari

Paolo Barabino capogruppo del Pdl in consiglio comunale
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Paolo Barabino capogruppo del Pdl in consiglio comunale

E' bufera su Asa e Ato 5 dopo la scelta di far pagare a tutti la morosità pregressa e i rincari nelle bollette d'acqua. Paolo Barabino, capogruppo del PdL a Cecina si chiede: «Chi paga il disservizio?».

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CECINA. E' bufera su Asa e Ato 5 dopo la scelta di far pagare a tutti la morosità pregressa e i rincari nelle bollette d'acqua. Paolo Barabino, capogruppo del PdL a Cecina si chiede: «Chi paga il disservizio?».

E accusa: «Di fronte al rincaro del 3-4% delle bollette per la fornitura idrica annunciato a partire dal gennaio 2010, in qualità di esponente dell'opposizione ma soprattutto di cittadino, non posso non manifestare una profonda indignazione. Indignazione che si rivolge in primo luogo a quei sindaci, non ultimo il nostro Stefano Benedetti, che, in occasione dell'ultima assemblea dei Comuni dell'Ato 5, non hanno saputo prendere posizione in materia perché, a loro dire, "non a conoscenza della questione". È questo, a mio parere, dato di lettura significativo della problematica situazione in cui versano le nostre città e causa prima di molti dei problemi di cui soffrono».

Per Barabino il «rincaro si abbatterà sugli onesti e sui virtuosi, ovvero su coloro che pagano con regolarità le bollette e su quanti, nel rispetto dell'ambiente e delle sue risorse, si adoperano per evitare un eccessivo consumo d'acqua. A noi il compito di risarcire l'Asa del calo dei consumi e degli introiti dell'ultimo triennio. Poco importa se, insieme a questo, ci dovremo far carico anche dei disservizi, dei disagi di interi quartieri (nel caso di Cecina, Cecina Mare o la zona 167 che nei periodi estivi vedono spesso interrotta la fornitura), di inattese piombature dei contatori e delle numerose perdite dell'acquedotto locale, spreco vergognoso cui nessuno sembra avere interesse a provvedere. Si consideri, inoltre, che i componenti dell'Ato 5 non hanno mai informato la cittadinanza circa il rispetto da parte di Asa del Piano delle manutenzioni e degli investimenti, a cui tale Società è vincolata dalla convenzione».

Al presidente Pacini replica: «La mancata redazione del "Piano di ricerca e riduzione delle perdite", aggiornata a fine anno con provvedimento dell'Ato, è ennesima prova delle mancanze dell'azienda e palese esempio dell'inefficienza di chi su di essa è preposto a vigilare. D'altra parte, quando fra chi controlla e chi è controllato il confine è labile, è comprensibilmente difficile mettere in atto azioni serie e per questo efficaci. Come capogruppo dei consiglieri dell'opposizione mi impegnerò, nelle forme e nelle modalità concessemi dalla legge, a contrastare fattivamente la cattiva gestione dei servizi Asa». "Mi adopererò in particolare affinchè il nuovo gestore sia individuato attraverso una procedura di evidenza pubblica, alla luce di un bando di gara che possa garantire servizi migliori e bollette più eque".

Durissime anche le accuse di Alessandro Masoni (Sinistra per Castagneto) che definisce l'aumento «assolutamente scandaloso». «La cosa che colpisce prima di tutto è la palese ingiustizia di richiedere ai cittadini onesti che hanno seguito le regole di pagare ulteriormente per coloro che viceversa hanno infranto le leggi. Chi è in regola viene punito, chi viola la regola è premiato».

«Perché i sindaci approvano tali decisioni, sopra la testa dei propri cittadini, salvo poi dire "io non c'ero e se c'ero dormivo». Masoni chiede ai sindaci di intervenire presso Ato per ritirare la decisione.

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