Il Tirreno

Asa conferma i rincari

Il paradosso dell'acqua

Luciano De Majo
Il paradosso dell'acqua

Consumiamo meno acqua del previsto e paghiamo di più. Sembrerà un paradosso, eppure è questo l'effetto delle norme di legge che consentono all'Asa di recuperare, nel prossimo triennio, gli oltre 6 milioni e 200mila euro non incassati durante il periodo 2005-2007

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CECINA. Consumiamo meno acqua del previsto e paghiamo di più. Sembrerà un paradosso, eppure è questo l'effetto delle norme di legge che consentono all'Asa di recuperare, nel prossimo triennio, gli oltre 6 milioni e 200mila euro non incassati durante il periodo 2005-2007.

In quei 6 milioni e 250mila euro c'è, naturalmente, il riallineamento della tariffa. Ma c'è anche la morosità, sia pure in minima parte, perché i mancati introiti per le bollette non pagate comportano un aumento degli oneri finanziari e quindi non possono non rientrare nei soldi che l'Asa si appresta a "spalmare" su tutti i suoi utenti.

L'Asa tiene a precisare che «le morosità fanno parte dell'attivo aziendale sino al momento in cui non siano dichiarati inesigibili».

A oggi, la quota di morosità che l'azienda si trascina dietro da anni sfiora i 30 milioni di euro, malgrado gli sforzi compiuti in questi anni per combatterla abbiano dato risultati importanti: «Dal 31 dicembre 2008 al 31 agosto 2009 sono stati recuperati 21,5 milioni di euro e, proprio grazie a tali flussi di cassa, l'azienda ha potuto contenere l'esposizione nei confronti delle banche e migliorare i propri dati di bilancio».

Rispetto agli ormai noti 6,2 milioni di euro, Asa fa notare che in caso di scostamenti sulla gestione del servizio idrico, «l'Autorità interviene per regolare la tariffa prevedendo aumenti o diminuzioni delle tariffe del triennio successivo al fine di consentire il riequilibrio dei maggiori o minori ricavi conseguiti nel periodo oggetto di regolazione».

In questo caso, insomma, l'Asa ha avuto un fatturato più basso rispetto a quello previsto a causa di diversi fattori. Fra questi, anche il minor consumo d'acqua rispetto ai quantitativi che erano stati previsti.

Il paradosso, dunque, è che al minor consumo d'acqua, comportamento responsabile dal punto di vista socio-ambientale, corrisponde invece un aumento delle bollette, sia pure limitato (non superiore al 3-4%, le cifre esatte ancora non si conoscono). Il calo del fatturato Asa fra il 2005 e il 2007, come avevamo scritto, è stato di circa 10,5 milioni di euro, compensato da 4 milioni di euro che per l'azienda sono «riduzione dei costi aziendali per maggiori efficienze gestionali» e che nella delibera dell'Ato vengono indicati come «ricavi diversi». E con questa voce si
intendono, ad esempio, operazioni che hanno portato l'Asa a vendere i suoi progetti sull'eolico (a Pontedera) e sul fotovoltaico (a Venturina) che non ci azzeccano niente con la tariffa dell'acqua ma che incidono sugli equilibri aziendali.

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