Il Tirreno

La stangata dell'Asa

Pagheremo al posto di chi non paga

Luciano De Majo
Tecnici dell’Asa durante un lavoro di riparazione di una condotta L’azienda farà pagare la morosità a tutti gli utenti
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Tecnici dell’Asa durante un lavoro di riparazione di una condotta L’azienda farà pagare la morosità a tutti gli utenti

Se non è una stangata, almeno una stangatina sarà. Nei prossimi tre anni, a partire dal gennaio 2010, nelle nostre bollette dell'acqua saranno spalmati 6 milioni e 250mila euro di mancati ricavi dell'Asa risalenti al triennio 2005-2007

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CECINA. Se non è una stangata, almeno una stangatina sarà. Nei prossimi tre anni, a partire dal gennaio 2010, nelle nostre bollette dell'acqua saranno spalmati 6 milioni e 250mila euro di mancati ricavi dell'Asa risalenti al triennio 2005-2007. La decisione è stata presa dall'assemblea dell'Ato, che in questi giorni ha dato il via libera all'azienda.
Facendo un rapido conto, è possibile stimare l'aumento dell'acqua fra il 3 il 4 per cento da gennaio prossimo a causa di questo recupero.
La cifra di 6 milioni e 250mila euro è perfino più bassa dell'ammontare complessivo dei mancati introiti. L'Ato ha, infatti, fissato in quasi 162 milioni di euro - ad esser proprio precisi, l'importo esatto al centesimo è pari a 161.963.217,70 euro - i cosiddetti "ricavi di diritto" per il periodo che va dal 2005 al 2007, derivanti dalla tariffa dell'acqua.
I soldi realmente incassati dall'Asa, in questo triennio, sono stati invece di poco superiori ai 151 milioni. Ne consegue che l'azienda avrebbe dovuto avere nelle sue casse 10,5 milioni di euro in più. Nello stesso periodo, però, ha raggranellato "ricavi diversi" per poco più di 4 milioni di euro. Restano, dunque, 6 milioni e 520 mila euro da recuperare, che diventano 6 milioni e 250mila al netto di una sanzione di 270mila euro che l'Autorità d'ambito ha inflitto all'Asa per alcuni inadempimenti.
Sull'azienda pende, fra l'altro, una sanzione tutt'altro che indifferente, non solo perché potrebbe arriivare a sfiorare i 600mila euro, ma perché riguarda una inadempienza particolarmente grave sul versante socio-ambientale: la mancata redazione del "Piano di ricerca e riduzione delle perdite". L'Ato ha deciso di venire incontro all'azienda, aggiornando la scadenza della presentazione di questo piano a fine anno.
Ma se fra due mesi dagli uffici dell'Asa non uscirà questo documento, allora la sanzione - come viene spiegato nella delibera dell'Ato - verrà «automaticamente ed anticipatamente applicata, rimanendo solo da fissarne la misura entro l'importo massimo di 582.656,55 euro». Se si considera che le notizie uscite in questi giorni a livello nazionale, che hanno rilanciato in modo assai preoccupato l'allarme per le reti colabrodo che lasciano per strada il 41 per cento dell'acqua, è un richiamo molto importante.
Ciò che l'Asa mette all'incasso, frattanto, è il diritto (sancito peraltro dalla legge Galli) a spalmare sulle bollette dei cittadini di tuti i Comuni che fanno parte dell'Ato (tutti quelli della provincia di Livorno più alcuni della Val di Cecina pisana) gli ormai noti 6 milioni e 250mila euro. Soldi non incassati, per morosità e inefficienze di ogni altro tipo, e che saranno sborsati, ovviamente, anche e soprattutto da coloro che hanno sempre pagato quanto era dovuto. L'Ato temeva che la cifra da riconoscere all'Asa potesse essere ancora maggiore: già nell'aprile del 2008 una relazione del direttore dell'Autorità d'ambito indicava in 7 milioni e mezzo di euro il probabile ammontare dei minori ricavi dell'azienda. Invece sono "solo" 6 milioni e 250 mila euro. Che troveremo nelle bollette dal 2010 al 2012.

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