Il Tirreno

Rosignano

«La Ferrari venivaa provare nella miagalleria del vento»

Chiara Castaldi
In alto l’ingegnere in piazza Qui è premiato ai canottieri
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In alto l’ingegnere in piazza Qui è premiato ai canottieri

L'impertinenza del genio unita al temperamento labronico e al rigore dell'uomo di tecnica, ne fanno un personaggio esplosivo. Ma basterebbe il nome per farsi un'idea di chi è Giotto Bizzarrini

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ROSIGNANO. L'impertinenza del genio unita al temperamento labronico e al rigore dell'uomo di tecnica, ne fanno un personaggio esplosivo. Ma basterebbe il nome per farsi un'idea di chi è Giotto Bizzarrini. Un mago dei motori dal piglio schietto, un pezzo dell'industria automobilistica italiana e mondiale. Di certo un'idea se la sono fatta i numerosi presenti alla giornata a lui dedicata in piazza del Mercato.
Nato a Livorno 83 anni fa, si è laureato in ingegneria meccanica a Pisa. Dopo una carriera che lo ha portato a collaborare con Ferrari e Lamborghini, possiede oggi a Rosignano una scuderia dove realizza vetture su commissione.
La giornata di ieri è iniziata alle 10 con un raduno di auto d'epoca, è seguita la conferenza e poi il pranzo al circolo Canottieri. Nel piazzale erano radunate più di 40 auto d'epoca, di vari modelli, provenienti da tutta Italia. In mostra anche due creazioni risalenti agli anni '60 di Giotto Bizzarrini: la Gt Europa 1900 e la Gt Star 5300. Organizzatori: Comune, Circolo Canottieri associazione "Il garage del tempo Costa degli Etruschi" e Università degli studi di Firenze.
A ripercorrere le tappe della carriera di Bizzarrini, con lui, al tavolo dei relatori, il presidente dell'associazione "Il garage del tempo Costa degli Etruschi" Piermario Meletti Cavallari, il professor Massimo Grandi dell'Università di Firenze e il direttore della rivista Epoca Auto. Bizzarrini ha messo in evidenza l'importanza che hanno avuto nel suo lavoro gli studi di aerodinamica. «Sono un fissato di aerodinamica», ha detto. E, in merito a un intervento sul design automobilistico, in maniera colorita, chiarisce: «Io con il design non c'entro un tubo. Sono stato il primo ad avere il tunnel del vento: il team Ferrari veniva da me per le prove aerodinamiche. Nonostante questo io poi sono fallito», dice riferendosi alla casa automobilistica da lui fondata e che portava il suo nome. La chiusura, alla fine degli anni '60, fu dovuta alla mancanza di finanziamenti: i clienti non mancavano. «Ferrari - prosegue - è stato un grande genio del management. Se la Ferrari esiste ancora è grazie alla sua intuizione di legarsi alla Fiat». E quando si torna a elogiare il design, non ne vuole sapere, e ribatte così: «Dato che avete chiamato anche me in questa giornata - dice con evidente sarcasmo - intervengo, perché io ho sempre raccontato quello che ho vissuto. L'aerodinamica è una questione di formule matematiche, non se ne può discutere. È una e basta». «Agli inizi - racconta - volevo fare il pilota, poi ho capito che non faceva per me. Allora sono passato al collaudo. Mi definisco un pilota collaudatore. Quello che facevo era mettere a punto le vetture in base allo stile di guida del pilota». Bizzarrini ha anche parlato di alcuni suoi progetti di motori che hanno fatto epoca e di uno speciale sistema Abs per i freni. L'assessore al turismo e al commercio Luca Agostini, ha detto che «l'omaggio a Bizzarrini può essere l'occasione per creare a Rosignano avvenimenti più frequenti legati al settore delle auto d'epoca».

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