Il Tirreno

Castiglioncello

Le Forbici, il caso è chiuso

Uno scorcio del nuovo stabilimento balneare delle Forbici
◗
Uno scorcio del nuovo stabilimento balneare delle Forbici

Il piemme Giaconi aveva chiesto il rinvio a giudizio dei titolari, dei costruttori e di 4 dipendenti comunali

2 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONCELLO. Si chiude con tre assoluzioni (rito abbreviato) e sei proscioglimenti la vicenda dello stabilimento balneare delle Forbici che aveva visto indagati - inchiesta coordinata dal pm Antonio Giaconi della Procura di Livorno - i rappresentanti della società e direttori dei lavori, i costruttori e quattro dipendenti comunali per fatti presumibilmente commessi tra il maggio 2004 e il febbraio 2008. Secondo gli inquirenti, per la realizzazione dello stabilimento balneare, c'erano state irregolarità nel rispetto di alcuni vincoli, del piano particolareggiato, delle concessioni e nei manufatti realizzati.
Inoltre nell'inchiesta erano finiti quattro dipendenti comunali degli uffici tecnici e di edilizia privata ritenuti responsabili di aver, in concorso tra loro, rilasciato la concessione edilizia (la n. 343 del 14 maggio 2005) in violazione del piano particolareggiato del Comune. Ognuno di loro con diverse responsabilità, secondo quanto ricostruito dall'accusa: da chi aveva dato i pareri tecnici di conformità a chi aveva firmato il rilascio della concessione.
Giovedì, davanti al Gip Sandra Lombardi, sono comparsi i nove indagati: Stefano Ginanni, legale rappresentante della società La Spiagga nel Parco Srl, Donatella Tognon, direttore dei lavori, Nilo Fioretti direttore dei lavori, Luciano Barsotti della ditta incaricata dei lavori, Pierino Vanni della ditta di escavazione e fornitrice di calcestruzzo e i funzionari comunali Fulvia Bellani, Fabrizio Quintavalle, Andrea Marsili e Simone Simoncini.
Ginanni, Tognon e Barsotti, difesi dagli avvocati Francesca e Paolo Zanelli del Foro di Pistoia, hanno scelto il rito abbreviato e sono stati assolti. Per gli altri - Fioretti (assistito dall'avv. Giacomo Salamone), Vanni (difeso dall'avv. Saverio Dal Canto), Marsili e Bellani (difesi dall'avv. Renzo Grassi) e Simoncini e Quintavalle (difesi dall'avv. Paolo Barabino) si è tenuta l'udienza preliminare per decidere della richiesta di rinvio a giudizio, formulata dal magistrato (dottor Antonio Giaconi) il 17 febbraio scorso. Tutti e sei gli indagati sono stati prosciolti dal giudice "perché il fatto non sussiste".
Si chiude così un capitolo di una vicenda lunga - quella del bagno delle Forbici - che ha movimentato il fronte ambientalista che ha sempre contestato l'investimento giudicandolo troppo impattante sul territorio. Sul caso fu presentato un esposto in Procura e da via Falcone e Borsellino partì un'indagine che si è chiusa con la richiesta di rinvio a giudizio per nove indagati. Con l'epilogo descritto, davanti al gip.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa