Il Tirreno

Chiude il Metropolis

Il caso Metropolisfa arrabbiareil popolo della notte

Viola Conti
Uno spettacolo al Baba Yaga, una delle tre sale del Metropolis
◗
Uno spettacolo al Baba Yaga, una delle tre sale del Metropolis

Speriamo proprio che non chiuda, altrimenti saremo costretti ad andare in Versilia o a Firenze

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Delusione e rabbia. Sono le emozioni suscitate dalla notizia sulla possibile chiusura della discoteca Metropolis, eventualità peraltro esclusa dai gestori. «Più che altro - dice Silvio Scapigliati, 33 anni, marinese - dispiace per l'idea che anche noi cecinesi potessimo usufruire di un locale notturno simile vicino a dove abitiamo».
«E' una struttura - prosegue Silvio Scapigliati - che richiama molto pubblico, da Livorno a Follonica, sopratutto la domenica. Spiace perché si ripresenterebbe quel vuoto cronico che assale Cecina da trent'anni: la mancanza di sale da ballo, discoteche, punti di aggregazione che rendano appetibile venire qui. "Venire a Cecina" è diventato sempre più difficile: per la mancanza di attrattive turistiche al passo con i tempi e la poca volontà di investire nell'industria del divertimento. Quando lo si fa è quasi sempre con società che hanno anche loro problemi, vedi il Metropolis, ma anche il vecchio Fuorirotta. Questa è una cittadina vecchia e che non sa divertire. Il Metropolis poteva fare da volano. Rimangono le iniziative di singoli pub, bar e aggregazioni di giovani, assolutamente da incoraggiare e che invece subiscono continui intralci burocratici e di ordine pubblico».
Della stessa opinione, è anche Cesare Carugi, anche lui marinese, 32 anni, che aggiunge: «L'eventualità della chiusura era già ventilata. Sarebbe meglio che gli imprenditori edili facessero il loro lavoro di imprenditori più che buttarsi nel settore dei divertimenti. La situazione qua è uno schifo. Se si pensa che fino a 7-8 anni fa, il martedì sera, si doveva prenotare il tavolo al Take-Away per sentir suonare musica live... Ora non è più così e la colpa è anche dei cecinesi, che sono difficili. Ci si stufa presto dei locali, inoltre mancano luoghi dove ascoltare musica dal vivo per quelli che li preferiscono alle discoteche».
«Non ci rimane che andare in Versilia o a Firenze - aggiunge Lisa Berti, 33 anni, di Rosignano - ma non è giusto e poi questo comporta costi aggiuntivi, cosa certo da non sottovalutare soprattutto con la crisi che c'è».
«Mi dispiace se chiude il Metropolis - prosegue Samuele Ciompi, 34 anni - ci sono stato qualche volta e ritengo che la struttura sia male sfruttata. Dovrebbe essere un luogo aperto il fine settimana. A quanto ne so solo la domenica, con la serata Baba Yaga, si fa intrattenimento per i ragazzi. Invece andrebbe utilizzato anche per altri generi ed eventi musicali che non siano solo il ballo della domenica. Faccio un esempio: Micheal Mc Dermott è un musicista molto famoso, considerato un divo in America. Ecco, è venuto a Cecina a suonare ma in un giardino di una casa privata».
«Ai cecinesi piace andare a ballare - sostiene Anna D'Auria, 32 anni - e non capisco perché non debbano farlo nella loro città. A me piace il Metropolis perché c'è gente di tutte le età, grazie alle tre piste dove è possibile ballare musica da discoteca, balli latino-americani e liscio. E' il ritrovo scelto da noi ragazzi della zona che vogliamo divertirci in modo spensierato, senza fare chilometri in macchina per rientrare a casa e rischiare per stanchezza e lucidità, soprattutto dopo qualche bicchiere bevuto in compagnia».
Laconico Matteo Bendinelli, 32 anni, cecinese: «Io ci vado spesso a ballare, se chiude a questo punto è bene rimanere a casa».
Conclude Egisto Testa, 39 anni: «Se chiudesse nuovamente il Metropolis sarebbe un bel problema vista la già carente quantità di locali di intrattenimento nel comprensorio, con la sola eccezione della Barcaccina. Tra l'altro non so se riaprirà anche quella. Si rischia di finire a Follonica o a San Vincenzo dove è rimasto solo qualche locale, frequentato soprattutto nel periodo estivo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web