Il Tirreno

Lavoro

Test antidroga, così non va

Mario Moscadelli
Una veduta del parco industriale Solvay
◗
Una veduta del parco industriale Solvay

Il problema padroncini, ma non solo. A preoccupare le organizzazioni sindacali del parco industriale è anche la metodologia con cui i lavoratori vengono sottoposti ai test antidroga. Analisi che, testo unico sulla sicurezza alla mano, riguardano i lavoratori con mansioni di autista o ritenute a rischio

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Il problema padroncini, ma non solo. A preoccupare le organizzazioni sindacali del parco industriale è anche la metodologia con cui i lavoratori vengono sottoposti ai test antidroga. Analisi che, testo unico sulla sicurezza alla mano, riguardano i lavoratori con mansioni di autista o ritenute a rischio. Per i sindacati, infatti, l'attuale provvedimento non tutela a dovere la privacy.
Per le Rls e le Rsu delle committenti, infatti, alcuni dettagli di questa norma sono da approfondire e saranno presto oggetto di discussione sindacale.

Il caso-padroncini. È difficile quantificare quanto sono effettivamente i padroncini che lavorano all'interno del parco industriale, ma su di loro effettivamente non scatta nessuna analisi tossicologica. «Per un semplice motivo - spiega Dario Talini, funzionario provinciale Cna - perché è lo stesso datore di lavoro che di fatto attiva il test. E forse non è del tutto fuori luogo che i padroncini siano esentati da questa analisi, visto che hanno il dovere di essere responsabili di se stessi. Inoltre, per i datori di lavoro sono previste sanzioni salatissime se vengono beccati in strada positivi a droga o alcol: si arriva anche a 5mila euro di multa». Ma i sindacati prendono il problema da un altro punto di vista: i padroncini che entrano nel parco industriale, di fatto, non hanno gli stessi doveri di un dipendente che fa il suo stesso lavoro. E, di conseguenza, non subiscono controlli e danno meno garanzie. E allora ecco che si tirano in ballo le committenti «che hanno - dice Stefano Santini, coordinatore Rls di sito - il dovere di controllare questi soggetti».

Privacy e costi. Ma le organizzazioni sindacali stanno discutendo in questi giorni soprattutto sul metodo con cui si conducono queste analisi. «Crediamo - dice Santini - che sia importante approfondire l'aspetto della privacy, per evitare che un lavoratore trovato positivo resti marchiato a vita. Al momento non saprei come evitare questo rischio, ma di sicuro è fondamentale curare la sfera personale del lavoratore che si sottopone a queste analisi e che magari si trova poi costretto ad un percorso di riabilitazione». Già, altro passaggio finito sotto la lente d'ingrandimento dei sindacati è proprio il meccanismo che scatta in caso di positività del dipendente. «Non è giusto - continua Santini - che le controanalisi siano economicamente a carico del lavoratore. Anche se questo sarà fatta una riflessione».

Il tavolo sul lavoro. Di questi problemi, e di altri legati alla sicurezza e non solo, se ne parlerà al "Tavolo del lavoro" che il Comune ha aperto ufficialmente martedì insieme alle Rls e alle Rsu del parco industriale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze