Il Tirreno

IL FALLIMENTO

«Non chiuderemo la multisala»

Alessandro De Gregorio
«Non chiuderemo la multisala»

Show must go on, lo spettacolo deve continuare, cantava l'indimenticato Freddy Mercury. Più o meno è quanto ripete anche Cesare Burgalassi, socio della Barcaccina fashion club che gestisce la multisala Metropolis. Si balla, insomma, malgrado il crac societario

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CECINA. Show must go on, lo spettacolo deve continuare, cantava l'indimenticato Freddy Mercury. Più o meno è quanto ripete anche Cesare Burgalassi, socio della Barcaccina fashion club che gestisce la multisala Metropolis. Si balla, insomma, malgrado il crac societario.

Perché c'è un contratto, perché ci sono clienti, sopratuttto perché - dice Burgalassi - il curatore fallimentare glielo ha garantito proprio ieri. Insomma, secondo il direttore artistico della multisala tra le mura della società appena fallita gli affari vanno bene. «Sono due cose distinte - aggiunge Burgalassi - ci spiace per Muzzi e gli altri, ma la vicenda societaria è una cosa e la gestione della multisala un'altra».

E' bene ricapitolare un po'. Come abbiamo scritto ieri, la Metropolis Spa è fallita su istanza di cinque creditori. Il tribunale ha depositato la sentenza venerdì nominando curatore Paolo Carotti. Troppi debiti, poche speranze per quella società fondata a fine 2007 e che nel giro di due anni ha bruciato il capitale sociale (un milione e 320mila euro) a causa di un debito verso i fornitori di un milione e mezzo. Emilio Muzzi, amministratore unico e poi liquidatore, voleva trasformare la Spa in Srl entro il 31 dicembre. Il suo piano è fallito insieme alla società. Nel frattempo la gestione delle tre sale (liscio, pista latino-americano e discoteca Baba Yaga), chiuse e poi riaperte, era stata affidata per la seconda volta allo staff che conduce l'Astragalo di Castiglioncello e la Barcaccina di Vada. La Barcaccina fashion club appunto. Un contratto sub judice, nel senso che - ha spiegato Carotti - spetta al tribunale valutarne la convenienza.

«Carotti ci ha tranquillizzati - assicura Burgalassi - ha detto che non ci sono grosse difficoltà e possiamo continuare a gestire il Metropolis in base al contratto stipulato con Muzzi. Un contratto di durata annuale, che scade nell'ottobre 2010. E devo dire che siamo soddisfatti, le prime serate sono partite benissimo. Il programma piace, la cosiddetta apericena e poi le danze attirano un sacco di clienti di ogni età. Gli amanti della musica anni Settanta-Ottanta, quelli del ballo latino-americano, c'è anche un privé per la musica house. Ripeto, mi spiace per Muzzi e non so come andrà a finire la questione dei debiti e della proprietà. Ma la multisala è un punto di riferimento troppo importante e chiuderla sarebbe un grosso errore. Noi resistiamo. Le parole di Carotti ci hanno dato conforto. Anche quelle del sindaco».

Il sindaco Stefano Benedetti per la verità è di poche parole. Nel senso che, spiega, «ho letto del fallimento sul "Tirreno" e non ho ancora avuto contatti con il curatore. Siamo di fronte a un'iniziativa privata ma anche a un'attività di interesse pubblico. La multisala era un vecchio progetto, è stata fortemente voluta e ritengo sia importante per Cecina Mare. Dispiace, dispiace molto per la situazione che si è venuta a creare. Attendiamo gli sviluppi, sperando in una soluzione positiva».

E' quanto si augura anche Paolo Pacini, ex sindaco e ora assessore provinciale: «La discoteca ha una forte valenza turistica. Ho posato la prima pietra di quei lavori e quindi mi spiace per tanti motivi, ma spero che la vicenda si risolva senza pregiudizio di chi vi lavora e di chi vi si diverte».

E senza che qualcuno voglia speculare all'eventuale asta. Benedetti è lapidario: «La destinazione d'uso rimarrà quella». Insomma, nessuna lottizzazione in zona galoppatoio, a due passi dal mare.

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