Il dolore
«Scavalcati ad un passo dal ruolo»
Precari, scoppia la protesta
Rino Bucci
◗
Un’assemblea dei precari a LivornoNon c'è pace per chi lavora del mondo della scuola. Dopo i tagli agli organici che hanno infiammato l'inizio dell'anno scolastio, la nuova doccia gelata arriva dal Tar del Lazio. Il tribunale amministrativo regionale, infatti, ha accolto il ricorso dell'Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione
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ROSIGNANO. Non c'è pace per chi lavora del mondo della scuola. Dopo i tagli agli organici che hanno infiammato l'inizio dell'anno scolastio, la nuova doccia gelata arriva dal Tar del Lazio. Il tribunale amministrativo regionale, infatti, ha accolto il ricorso dell'Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione (Anief) e ha dato 30 giorni al Ministero dell'Istruzione per rivedere le graduatorie e d inserire a pettine e non in coda i precari provenienti da altre provincie, pena il commissariamento.
Il timore, se non l'angoscia degli insegnanti, è quello di essere scavalcati ad un passo dalla nomina in ruolo. Per i docenti livornesi, la paura è diventata realtà nella giornata di lunedì, quando nel sito dell'Usp livornese, l'unico in tutta la Toscana, è apparsa la circolare che ha recepito la sentenza del Tar.
Nel documento si legge che «in conseguenza delle ordinanze emesse dal Consiglio do Stato relative ai ricorsi al Tar del Lazio questo Ufficio riformulerà le graduatorie ad esaurimento 2009/2011 inserendo con riserva"a pettine" i ricorrenti aventi titolo nelle graduatorie richieste posizionandoli secondo il rispettivo punteggio e le relative precedenze».
Dall'inserimento della circolare i telefoni dei rappresentanti sindacali hanno iniziato a surriscaldarsi. Le associazioni dei lavoratori si trovano in una complicatissima posizione: da una parte ci sono i precari livornesi che non vogliono essere scavalcati, dall'altra gli altri precari che cercano lavoro in una provincia meno affollata della loro.
«Sono da anni in graduatoria - racconta una 30enne -, mi sentivo vicino alla agognata meta, il posto. Ora mi trovo davanti colleghi che arrivano da altre province. Si ricomincia da capo. Io vivo con la famiglia, e per ora non ho grossi problemi. Ma nella mia situazione - aggiunge - ci sono anche padri e madri di famiglia con mutuo da pagare...»
Il sindacato è di fronte all'interrogativo: Chi difendere? «La sentenza del Tar - commenta Patrizia Villa della Flc Cgil - mette in pericolo tutto il già traballante sistema scolastico e consente ai precari di tutta Italia che hanno fatto ricorso, di inserirsi con il proprio punteggio in tre provincie, invece che in coda come prevedeva la norma. Questo tutti contro tutti genererà un assalto alla diligenza, in barba ad anni di pazienti attese per mantenere la propria posizione nella graduatoria provinciale. Faccio un esempio: il primo inserito nella graduatoria dell'infanzia nella provincia di Livorno ha 180 punti, il primo inserito nella coda, ne ha 201, il secondo 179. Quindi, con il pettine scenderebbe in questo caso di una posizione. Il primo alle elementari ha 145 punti, ma con gli inserimenti a pettine diventerebbe 45esimo».
Senza contare che ad inizio anno scorso sono stati inseriti in ruolo solo due docenti nella scuola primaria. La responsabile provinciale della Cisl scuola, Paola Colorà però precisa che «non si devono creare troppi allarmismi. Perché allo stato attuale il provvedimento si applica solo a chi ha fatto ricorso e l'inserimento a pettine avviene con riserva. La nostra posizione? Guardiamo con interesse e molta attenzione a come si muoverà il Ministero dell'Istruzione.
Questa situazione l'hanno creata loro, ed adesso hanno un bel nodo da sciogliere. Per noi non possono esistere precari di serie A e di serie B. Anche se è vero che, in questo momento buio per la scuola italiana, una guerra tra poveri proprio non ci voleva». Intanto, per il 27 ottobre, tutti i sindacati della provincia di Livorno hanno indetto una manifestazione in difesa della scuola pubblica e di chi ogni giorno svolge il proprio lavoro con dignità e l'incertezza nel cuore.
Il timore, se non l'angoscia degli insegnanti, è quello di essere scavalcati ad un passo dalla nomina in ruolo. Per i docenti livornesi, la paura è diventata realtà nella giornata di lunedì, quando nel sito dell'Usp livornese, l'unico in tutta la Toscana, è apparsa la circolare che ha recepito la sentenza del Tar.
Nel documento si legge che «in conseguenza delle ordinanze emesse dal Consiglio do Stato relative ai ricorsi al Tar del Lazio questo Ufficio riformulerà le graduatorie ad esaurimento 2009/2011 inserendo con riserva"a pettine" i ricorrenti aventi titolo nelle graduatorie richieste posizionandoli secondo il rispettivo punteggio e le relative precedenze».
Dall'inserimento della circolare i telefoni dei rappresentanti sindacali hanno iniziato a surriscaldarsi. Le associazioni dei lavoratori si trovano in una complicatissima posizione: da una parte ci sono i precari livornesi che non vogliono essere scavalcati, dall'altra gli altri precari che cercano lavoro in una provincia meno affollata della loro.
«Sono da anni in graduatoria - racconta una 30enne -, mi sentivo vicino alla agognata meta, il posto. Ora mi trovo davanti colleghi che arrivano da altre province. Si ricomincia da capo. Io vivo con la famiglia, e per ora non ho grossi problemi. Ma nella mia situazione - aggiunge - ci sono anche padri e madri di famiglia con mutuo da pagare...»
Il sindacato è di fronte all'interrogativo: Chi difendere? «La sentenza del Tar - commenta Patrizia Villa della Flc Cgil - mette in pericolo tutto il già traballante sistema scolastico e consente ai precari di tutta Italia che hanno fatto ricorso, di inserirsi con il proprio punteggio in tre provincie, invece che in coda come prevedeva la norma. Questo tutti contro tutti genererà un assalto alla diligenza, in barba ad anni di pazienti attese per mantenere la propria posizione nella graduatoria provinciale. Faccio un esempio: il primo inserito nella graduatoria dell'infanzia nella provincia di Livorno ha 180 punti, il primo inserito nella coda, ne ha 201, il secondo 179. Quindi, con il pettine scenderebbe in questo caso di una posizione. Il primo alle elementari ha 145 punti, ma con gli inserimenti a pettine diventerebbe 45esimo».
Senza contare che ad inizio anno scorso sono stati inseriti in ruolo solo due docenti nella scuola primaria. La responsabile provinciale della Cisl scuola, Paola Colorà però precisa che «non si devono creare troppi allarmismi. Perché allo stato attuale il provvedimento si applica solo a chi ha fatto ricorso e l'inserimento a pettine avviene con riserva. La nostra posizione? Guardiamo con interesse e molta attenzione a come si muoverà il Ministero dell'Istruzione.
Questa situazione l'hanno creata loro, ed adesso hanno un bel nodo da sciogliere. Per noi non possono esistere precari di serie A e di serie B. Anche se è vero che, in questo momento buio per la scuola italiana, una guerra tra poveri proprio non ci voleva». Intanto, per il 27 ottobre, tutti i sindacati della provincia di Livorno hanno indetto una manifestazione in difesa della scuola pubblica e di chi ogni giorno svolge il proprio lavoro con dignità e l'incertezza nel cuore.
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