Gioco
Un'associazione nel nome di Soda Lo«Permessi più facili per chi oggi soffre»
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Soda Lo, la bambina morta per colpa della burocrazia2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Ha le radici a Cecina l'associazione per favorire i permessi per ragioni sanitarie per l'Italia dai paesi svantaggiati, che porterà il nome di Soda Lo, la bimba senegalese di 4 anni morta poche ore prima di imbarcarsi sul volo per raggiungere Pisa dove doveva sottoporsi a un'operazione all'esofago. Per la bambina si erano attivati Comitato cooperazione Decentrata Val di Cecina, Comunità senegalese locale, Arci cecinese, Regione e Asl Pisa. Mentre si discute del futuro la mamma di Soda Lo ha gli occhi fissi sul presente, un presente senza la sua bimba. Che poteva essere ancora con lei se non fosse rimasta impigliata in una trama di burocrazia e povertà.
«Il giorno prima della partenza, il 16 settembre - dice - alla bambina è venuta la febbre alta. L'ho portata all'ospedale. In poche ore è deceduta. Dopo tanti viaggi dal villaggio a Dakar per i documenti, finalmente avevamo il visto. Ma non è servito. Giovedì 10 eravamo state sotto la pioggia dalle 9 alle 16 fuori dell'ambasciata ad attendere la consegna del visto. La garza che copriva il sondino era tutta bagnata. L'ambasciata infatti ci aveva convocato per mercoledì 9, ma una volta lì hanno detto che non ci potevano ricevere a causa di una riunione e hanno rimandato l'appuntamento al giorno seguente. Così ci ha ospitato un'amica». Ma l'attesa sotto la pioggia è solo l'ultimo atto di una lunga trafila a cui mamma e figlia sono state sottoposte a causa delle richieste a singhiozzo dell'ambasciata.
«Da luglio - dice la donna - abbiamo fatto 5 viaggi dal villaggio a Dakar, di cui 4 più ravvicinati fra agosto e settembre». «Lo scopo dell'associazione - ha detto Romano Bondi della Cooperazione decentrata - è evitare che si ripetano episodi come quello capitato a Soda Lo. A breve faremo un incontro con l'assessore alla sanità Enrico Rossi. Vogliamo facilitare questo tipo di pratiche. A oggi si rilasciano visti turistici. Diverso è per le zone dove ci sono impiegati i militari italiani. In quel caso svolgono una sorta di funzione di garanti».
Il problema ha contorni più vasti. «Gli aiuti sono una cosa positiva - dice Andrea Grillo referente della cooperazione internazionale per l'Ase - ma il problema riguarda anche i sistemi sanitari dei paesi svantaggiati, che sono a pagamento. Bisognerebbe riformare quelli». (c.c.)
«Il giorno prima della partenza, il 16 settembre - dice - alla bambina è venuta la febbre alta. L'ho portata all'ospedale. In poche ore è deceduta. Dopo tanti viaggi dal villaggio a Dakar per i documenti, finalmente avevamo il visto. Ma non è servito. Giovedì 10 eravamo state sotto la pioggia dalle 9 alle 16 fuori dell'ambasciata ad attendere la consegna del visto. La garza che copriva il sondino era tutta bagnata. L'ambasciata infatti ci aveva convocato per mercoledì 9, ma una volta lì hanno detto che non ci potevano ricevere a causa di una riunione e hanno rimandato l'appuntamento al giorno seguente. Così ci ha ospitato un'amica». Ma l'attesa sotto la pioggia è solo l'ultimo atto di una lunga trafila a cui mamma e figlia sono state sottoposte a causa delle richieste a singhiozzo dell'ambasciata.
«Da luglio - dice la donna - abbiamo fatto 5 viaggi dal villaggio a Dakar, di cui 4 più ravvicinati fra agosto e settembre». «Lo scopo dell'associazione - ha detto Romano Bondi della Cooperazione decentrata - è evitare che si ripetano episodi come quello capitato a Soda Lo. A breve faremo un incontro con l'assessore alla sanità Enrico Rossi. Vogliamo facilitare questo tipo di pratiche. A oggi si rilasciano visti turistici. Diverso è per le zone dove ci sono impiegati i militari italiani. In quel caso svolgono una sorta di funzione di garanti».
Il problema ha contorni più vasti. «Gli aiuti sono una cosa positiva - dice Andrea Grillo referente della cooperazione internazionale per l'Ase - ma il problema riguarda anche i sistemi sanitari dei paesi svantaggiati, che sono a pagamento. Bisognerebbe riformare quelli». (c.c.)
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