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lesioni aggravate

"Nonno pugile" sotto processo

Un nonno vigile in una immagine di repertorio
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Un nonno vigile in una immagine di repertorio

E' pensionato, ha 76 anni molti dei quali dedicati ad attività di volontariato Auser come nonno vigile davanti alle scuole. E poi di nome fa Pacifico. Eppure si trova sotto processo per lesioni aggravate nei confronti di uno che potrebbe essere suo figlio, visto che di anni ne ha 45. Pacifico Dondi è accusato di aver picchiato Luca Masotti

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ROSIGNANO. E' pensionato, ha 76 anni molti dei quali dedicati ad attività di volontariato Auser come nonno vigile davanti alle scuole. E poi di nome fa Pacifico. Eppure si trova sotto processo per lesioni aggravate nei confronti di uno che potrebbe essere suo figlio, visto che di anni ne ha 45. Pacifico Dondi è accusato di aver picchiato Luca Masotti.

Di averlo picchiato tanto forte da avergli procurato l'indebolimento permanente di un organo, quello della masticazione.

Insomma, più nonno pugile che nonno vigile, almeno stando al capo di imputazione. Ma lui si difende, anzi per la verità è stato il primo a rivolgersi ai vigili urbani per querelare l'altro.

All'epoca dei fatti (17 giugno 2005) entrambi i protagonisti sono un po' più giovani. Ma comunque Dondi (originario di Cerano, Novara, ma residente a Rosignano Marittimo) ha già 72 primavere sul groppone e Masotti (livornese, residente a Rosignano Solvay) è un aitante quarantunenne.

I due si incrociano sui binari, all'ex passaggio a livello di piazza della Repubblica. Dondi è in bicicletta, Masotti in motorino. E qui le loro versioni prendono due strade diverse.

Dondi (lo dichiara firmando una denuncia alla polizia municipale) racconta che lui sta per immettersi sull'Aurelia quando viene sorpassato da Masotti. Il quale lo apostrofa così: «Sei un cretino, ti ho riconosciuto, sei il nonno vigile che mi ha fermato alle scuole».

Attraversati i binari, Dondi scende di bicicletta, l'altro posteggia il motorino e lo aggredisce.

«Mi ha anche rotto gli occhiali - spiega Dondi ai vigili - e io mi sono difeso. A un certo punto lui è cascato in terra e poi sono arrivate le ambulanze».

Anche Masotti però firma una querela raccontando che bici e motorino si erano urtati e lui si era limitato a dire al pensionato di stare più attento. «L'altro - racconta Masotti - ha reagito male e io gli ho detto che magari se si alzava la visiera del cappellino ci vedeva meglio. A quel punto mi ha dato dell'imbecille, mi ha sfidato, ha chiesto se volevo fare a cazzotti. E poi mi ha aggredito. Anche dopo che sono caduto a terra ha continuato a prendermi a calci».

Per Dondi quel 17 giugno è una giornata no. E non solo perché è un venerdì 17, o perché - come racconta lui stesso ai vigili - al pronto soccorso viene rimproverato pure da una donna, sempre in quanto nonno vigile («Mi ha detto che davanti alla scuola avevo fermato l'auto del marito»). Il guaio per Dondi è un altro: Masotti sembra più quello che le ha prese anziché date e soprattutto ci rimette un dente, il premolare sinistro superiore.

Così Dondi ora si trova sotto processo «per aver colpito con una serie di pugni al volto Masotti cagionandogli un trauma cranico minore da cui è derivata una malattia di 20 giorni, oltre all'indebolimento permanente dell'organo della masticazione per l'avulsione di un dente».
A.d.G.

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