Il Tirreno

Castiglioncello

I liquami invadono i giardini

Alessandra Bernardeschi
La zona dove si è verificato lo sversamento di liquami a Castiglioncello
◗
La zona dove si è verificato lo sversamento di liquami a Castiglioncello

Da due giorni, da uno dei tombini di via Bengasi, pochi metri più a nord dell'incrocio con via Mogadiscio, esce liquame. Uno sversamento abbondante di liquido maleodorante che, sfruttando la pendenza della strada a monte del Quercetano, si rovescia in parte in una grata per l'acqua piovana

2 MINUTI DI LETTURA






CASTIGLIONCELLO. Da due giorni, da uno dei tombini di via Bengasi, pochi metri più a nord dell'incrocio con via Mogadiscio, esce liquame. Uno sversamento abbondante di liquido maleodorante che, sfruttando la pendenza della strada a monte del Quercetano, si rovescia in parte in una grata per l'acqua piovana (e da qui presumibilmente in mare), in parte curva sull'ultima tratto di via Mogadiscio per costeggiare e, in qualche caso entra pericolosamente nei giardini attorno alle abitazioni.

Anche ieri mattina i residenti, stufi della situazione, seguendo un copione ormai consueto, hanno provveduto a chiamare i responsabili dell'ufficio ambiente del Comune, che, a loro volta, hanno passato la segnalazione ad Asa che gestisce la rete fognaria del territorio.

I residenti sono arrabbiati, perché è almeno la quarta volta (la terza consecutivamente in breve lasso di tempo) che da quello stesso tombino esce liquame. L'episodio più eclatante avvenne circa un anno e mezzo fa. In quel caso si trattò di una fuoriuscita copiosa, tant'è che sul posto si recarono insieme i tecnici di Asa e quelli comunali, e fu necessaria la bonifica di un giardino letteralmente invaso dal bottino. Il secondo episodio poche settimane fa, durante un violento acquazzone, fino ad arrivare a due giorni fa e poi a ieri. «I tecnici di Asa sono già venuti - spiega un residente in via Mogadiscio - ma da lunedì sera siamo punto e a capo».

Una perdita dunque che è andata avanti continuativamente per almeno 18 ore, costeggiando i muri perimetrali delle abitazioni, che viene gioco forza calpestata dai passanti, estendendosi per una larghezza di circa 2 metri, che va a gettarsi nelle fognature bianche. «Molto probabilmente - continuano i residenti - non si tratta solo di un problema di intasamento, ma di una realtà fatta di impianti vecchi e forse inadeguati a servire l'espansione edilizia della zona sovrastante, o comunque di un problema tecnico a valle del tombino incriminato». Fatto sta che i cittadini richiedono una verifica approfondita e un intervento organico e non più una semplice scovolinatura «perché non è piacevole né tantomeno igienico vivere con questo problema che si ripresenta sempre più frequentemente».

Una delle ipotesi avanzate dai tecnici è anche quella che le acque bianche provenienti dai vecchi allacci di qualche abitazione, vadano a finire all'interno della rete della fognaria; ma al momento, come spiegato anche dall'assessore all'ambiente Daniele Donati, non sono previste indagini specifiche o a tappeto anche per mancanza di personale. Tuttavia, il Comune (vedi box a fianco), ha impegnato recentemente 15mila euro per la ricerca di sversamenti di fognature nere nelle acque bianche.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa