Il Tirreno

IL CASO

Cinque per milleal volontariato soltanto briciole

Chiara Castaldi
Sopra: volontari fuori dalla sede della Pubblica assistenza. In alto: un’iniziativa dell’Avis
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Sopra: volontari fuori dalla sede della Pubblica assistenza. In alto: un’iniziativa dell’Avis

Il 5 per mille? E chi l'ha mai visto? Anche le associazioni di Rosignano non hanno mai, o quasi, ricevuto i soldi detratti dalle dichiarazioni dei redditi. In qualche caso si tratta di cifre considerevoli, che servirebbero a supportare importanti iniziative in ambito sociale. Le più fortunate hanno ricevuto i versamenti del 2006

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ROSIGNANO. Il 5 per mille? E chi l'ha mai visto? Anche le associazioni di Rosignano non hanno mai, o quasi, ricevuto i soldi detratti dalle dichiarazioni dei redditi. In qualche caso si tratta di cifre considerevoli, che servirebbero a supportare importanti iniziative in ambito sociale. Le più fortunate hanno ricevuto i versamenti del 2006, anno di avvio dell'iniziativa. Dopo di che, tutto si è bloccato. Oscure le motivazioni. È la situazione dichiarata da Pubblica assistenza, Mutuo soccorso, Avis, Misericordia, Uisp. «La prima e unica erogazione - dicono dalla segreteria della Pubblica assistenza - è quella dell'anno 2006. Ma da allora i soldi li abbiamo visti solo una volta. Nel 2007, appunto. «E' scandaloso», dice il presidente Nicola Di Paco. «Sono state 668 - aggiungono dalla segreteria - le persone che ci hanno scelto nel 2006. Ci è fruttato, in totale, 13400 euro, dei quali circa 12000 provenienti dalle destinazioni volontarie e il resto, circa 1400 euro, dalle ripartizioni fatte a livello nazionale dallo Stato. Ovviamente quei soldi, ricevuti nel 2007 e riferiti al 2006, sono stati già spesi. Stiamo ancora aspettando le erogazioni delle dichiarazioni dei redditi del 2007 e del 2008». Un ritardo di ben due anni, dunque. Due su tre. Che, se la situazione non si sblocca rischia di accumularsi. «Le motivazioni ufficiali - afferma Buselli - sono le difficoltà di calcolo». Ipotesi che appare poco convincente, dato che di solito, gli inconvenienti tecnici si presentano al debutto di una iniziativa, nella fase di rodaggio.

Nella stessa situazione versa la Misericordia di Gabbro. «Abbiamo ricevuto solo le erogazioni del 2006 - dice il governatore Michele Vadalà -. Erano circa 4300 euro, pari a più di 200 soggetti sottoscriventi. Dal 2007 non abbiamo più visto nulla. Sappiamo solo che le destinazioni sono in linea con l'anno precedente. La Misericordia conta 350 iscritti e 35 volontari». Chi è partito in ritardo, cioè chi si è inserito nelle liste delle associazioni a cui poter destinare il 5 per mille, dopo il 2006, i soldi non li ha mai visti. E' la situazione di Avis, Mutuo soccorso e Uisp, per esempio. Tutte associazini che contano diversi iscritti e svolgonoservizi di pubblica utilità. E che vivono vivono dei rimborsi degli enti o dei versamenti dei soci a fronte di un numero crescente, o nei casi migliori, stabile, di servizi erogati. Avis e Mutuo soccorso sono inserite dal 2008, quindi registrano il ritardo solo per questo anno. «Il Mutuo soccorso - afferma il presidente Renzo Giusti - organizza attività per persone anziane, in totale circa 2000 soci, corrispondenti a 90 famiglie». «La nostra associazione - dice il presidente Avis Fabio Mangoni - conta 603 soci fra donatoerie e sostenitori. Un numero che è satbile. In crescita invece gli iscritti all'Uisp. «L'anno concluso - dichiara il presidente Mario Nocchi - ci sono stati 1804 iscritti. Abbiamo circa 43 istruttori. In più abbiamo quattro o cinque prtogetti per il disagio, bambini Saharawi, anziani. Sono queste ultime le attività a cui avremmo pensato di destinare il 5 per mille, ma non abbiamo mai ricevuto quei soldi. Siamo negli elenchie dell'Agenzia delle entrate dal 2007.»

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