La manifestazione
IL CASO
Disservizi Telecomcontinua la rivolta dei big del vino
Divina Vitale
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Leonardo Raspini di OrnellaiaContinua la rivolta capitanata dalla Doc Bolgheri, che accoglie le maggiori aziende del vino del territorio castagnetano, contro i disservizi, sempre più frequenti di Telecom Italia. L'ultimo traguardo raggiunto, dopo mesi di trattative, è stato quello di ottenere un tecnico delle telecomunicazioni al servizio delle aziende
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BOLGHERI. Continua la rivolta capitanata dalla Doc Bolgheri, che accoglie le maggiori aziende del vino del territorio castagnetano, contro i disservizi, sempre più frequenti di Telecom Italia. L'ultimo traguardo raggiunto, dopo mesi di trattative, è stato quello di ottenere un tecnico delle telecomunicazioni al servizio delle aziende, pronto ad intervenire ed assistere i clienti in ogni momento che l'ausilio si ritenesse opportuno. Ma le cose sono migliorate ben poco.
A rimetterci sono senz'altro le grandi aziende vitivinicole, il cui 80% di lavoro si basa su sistemi di organizzazione e gestione multimediali. Ma non solo loro, anche gli altri commercianti. Intanto procede anche l'azione legale impugnata contro la Telecom Italia da parte della Doc Bolgheri. «È una vergogna - tuona il vice presidente del Consorzio Doc Bolgheri e responsabile Tenuta Argentiera Federico Zileri Dal Verme - le nostre segnalazioni, il più delle volte, non vengono nemmeno prese in considerazione. Ad Argentiera siamo riusciti ad avere linea dopo sei mesi di richieste. E tuttora lavoriamo in condizioni estreme: fili per terra, linea a singhiozzi. I tecnici affermano che devono aspettare gli ordini di Telecom. Quando lavoravo in Yemen, quindici anni fa, l'appalto Telecom francese funzionava una meraviglia». Anche Francesco Tognoni della storica Enoteca bolgherese alza i toni in rappresentanza della categoria «Promesse solo promosse. Agosto è stato invivibile. I clienti erano costretti a chiamarmi almeno cinque volte per prenotare visto che puntualmente, dopo nemmeno 30 sec, la linea cadeva. Sfido chiunque a chiamare, per esempio, la Tenuta San Guido che produce e importa in tutto il mondo il prestigioso Sassicaia, e a riportare quanto tempo riesce a stare collegato telefonicamente. Poco. Molto poco, vi assicuro. «La Tenuta dell'Ornellaia, altro top di produzione vitivinicola, è rimasta inattiva per ben 34 giorni», come ci confessa il direttore Leonardo Raspini. «Il nostro lavoro si basa sulla gestione on-line e l'inefficienza dei sistemi informativi si ripercuote in maniera pesante sul business aziendale. Da giugno a luglio, cioè proprio dal 1/06 al 30/07 abbiamo subito un'interruzione consecutiva; da chiederne i danni».
«Occorre, come sta succedendo - conclude - che il Consorzio di Tutela si faccia promotore di una class action». Nel mirino sono quindi cadute la maggior parte delle aziende,oltre a quelle citate le segnalazioni più ostinate pervengono da Tenuta Le Macchiole, Podere Giovanni Chiappini, Tenuta Tringali Casanova, Tenuta Antinori, Michele Satta, Podere Guado al Melo, Campo allo Sughera ecc...
A rimetterci sono senz'altro le grandi aziende vitivinicole, il cui 80% di lavoro si basa su sistemi di organizzazione e gestione multimediali. Ma non solo loro, anche gli altri commercianti. Intanto procede anche l'azione legale impugnata contro la Telecom Italia da parte della Doc Bolgheri. «È una vergogna - tuona il vice presidente del Consorzio Doc Bolgheri e responsabile Tenuta Argentiera Federico Zileri Dal Verme - le nostre segnalazioni, il più delle volte, non vengono nemmeno prese in considerazione. Ad Argentiera siamo riusciti ad avere linea dopo sei mesi di richieste. E tuttora lavoriamo in condizioni estreme: fili per terra, linea a singhiozzi. I tecnici affermano che devono aspettare gli ordini di Telecom. Quando lavoravo in Yemen, quindici anni fa, l'appalto Telecom francese funzionava una meraviglia». Anche Francesco Tognoni della storica Enoteca bolgherese alza i toni in rappresentanza della categoria «Promesse solo promosse. Agosto è stato invivibile. I clienti erano costretti a chiamarmi almeno cinque volte per prenotare visto che puntualmente, dopo nemmeno 30 sec, la linea cadeva. Sfido chiunque a chiamare, per esempio, la Tenuta San Guido che produce e importa in tutto il mondo il prestigioso Sassicaia, e a riportare quanto tempo riesce a stare collegato telefonicamente. Poco. Molto poco, vi assicuro. «La Tenuta dell'Ornellaia, altro top di produzione vitivinicola, è rimasta inattiva per ben 34 giorni», come ci confessa il direttore Leonardo Raspini. «Il nostro lavoro si basa sulla gestione on-line e l'inefficienza dei sistemi informativi si ripercuote in maniera pesante sul business aziendale. Da giugno a luglio, cioè proprio dal 1/06 al 30/07 abbiamo subito un'interruzione consecutiva; da chiederne i danni».
«Occorre, come sta succedendo - conclude - che il Consorzio di Tutela si faccia promotore di una class action». Nel mirino sono quindi cadute la maggior parte delle aziende,oltre a quelle citate le segnalazioni più ostinate pervengono da Tenuta Le Macchiole, Podere Giovanni Chiappini, Tenuta Tringali Casanova, Tenuta Antinori, Michele Satta, Podere Guado al Melo, Campo allo Sughera ecc...
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