Il Tirreno

CASTIGLIONCELLO

Si schianta in auto contro il muro

Mario Moscadelli
Marco Turchi, 59 anni di Livorno Sulla sinistra l’auto che guidava schiantata contro una delle arcate del ponte della ferrovie alla Pinze L’incidente è successo ieri mattina alle 9,30 sulla vecchia Aurelia
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Marco Turchi, 59 anni di Livorno Sulla sinistra l’auto che guidava schiantata contro una delle arcate del ponte della ferrovie alla Pinze L’incidente è successo ieri mattina alle 9,30 sulla vecchia Aurelia

La tragedia Incidente mortale sulla vecchia Aurelia a Castiglioncello. Strada chiusa per due ore

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CASTIGLIONCELLO. Ha perso il controllo della sua Toyota Yaris e si è schiantato contro una delle arcate del ponte della ferrovia in località Le Pinze, sulla vecchia Aurelia. Un impatto tremendo, fatale per Marco Turchi - 59 anni di Livorno - che è praticamente morto sul colpo. Vicino a lui c'era il fratello Enrico (di 67 anni), disabile, che ora si trova in rianimazione all'ospedale di Livorno.

L'incidente è successo ieri mattina verso le 9,30. L'utilitaria, di colore blu, stava percorrendo la vecchia Aurelia in direzione Quercianella. Superate le Forbici di qualche centinaio di metri, l'auto - con al volante Marco Turchi - ha affrontato una curva e si è andata a schiantare frontalmente contro lo spigolo di una delle due arcate che compongono un piccolo ponte sulla ferrovia. L'impatto, nonostante che dai rilievi dei vigili urbani di Rosignano sia emerso che l'uomo procedeva ad una velocità regolare, è stato tremendo: il cofano della vettura si è accartocciato, lo sterzo si è piegato su se stesso. Sia sul lato del conducente che su quello del passeggero sono scoppiati gli airbag, ma per il più giovane dei fratelli non c'è stato niente da fare. E a poco sono servite le cinture di sicurezza allacciate.

Un'auto che passava dalle Pinze si è accorta della scena e ha subito dato l'allarme al 118. Sul posto la Pubblica assistenza di Rosignano: quando i soccorsi sono arrivati sul posto hanno trovato Marco Turchi addosso al fratello. Le operazioni per tirarli fuori dall'abitacolo sono state piuttosto complicate e in aiuto sono arrivati i vigili del fuoco (oltre alla Croce rossa di Rosignano). Una volta estratto dalla macchina, il medico dell'ambulanza ha tentato per almeno una ventina di minuti di rianimare Marco Turchi, ma tutti i tentativi sono andati a vuoto. Intanto, altri soccorritori hanno pensato al fratello Enrico: dopo averlo intubato, lo hanno trasportato all'ospedale di Livorno (ora si trova in rianimazione). Nel tragitto ha ripreso conoscenza e le uniche parole che ha pronunciato sono state: "come sta mio fratello?".

Ma cosa è successo a Turchi? Molto probabilmente è stato colpito da un malore più che da una distrazione. Di sicuro c'è che sulla carreggiata vigili urbani e polstrada di Cecina non hanno trovato segni di frenate. Dunque, c'è anche una bella dose di sfortuna in questo incidente mortale, perché quel maledetto spigolo di cemento è stato quasi sicuramente determinante per mandare in pezzi la macchina.

Verso le 11 è arrivato il medico legale Alessandro Villabona: su ordine del pm Paola Rizzo, il corpo di Turchi è stato portato al cimitero di Marittimo a disposizione della famiglia (non è stata disposta l'autopsia). La vecchia Aurelia - nel tratto compreso tra Le Pinze e l'imbocco con la Variante - è rimasta chiusa al traffico fino alle 11,30.

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