Il dolore
CECINA
Su una panchina con la testa rotta
Steso su una panchina, immobile, sulla fronte una vasta ferita. Tanto vasta da essere vista anche da lontano. Il vigile di quartiere lo ha trovato così. E quando si è avvicinato, quel giovane gli è sembrato più morto che vivo. Roman Fadeev, ventinovenne ucraino, è finito all'ospedale. In un primo momento si parlava di coma, in serata i carabinieri lo escludevano. Così come escludevano che il giovane fosse stato vittima di un'aggressione.
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CECINA. Steso su una panchina, immobile, sulla fronte una vasta ferita. Tanto vasta da essere vista anche da lontano. Il vigile di quartiere lo ha trovato così. E quando si è avvicinato, quel giovane gli è sembrato più morto che vivo. Roman Fadeev, ventinovenne ucraino, è finito all'ospedale. In un primo momento si parlava di coma, in serata i carabinieri lo escludevano. Così come escludevano che il giovane fosse stato vittima di un'aggressione.
Al termine degli accertamenti - condotti anche con l'ausilio della sezione scientifica dell'Arma dopo aver messo sotto sequestro l'area - i militari hanno concluso per la caduta accidentale.
Certo è che è stato un pomeriggio lungo e difficile, complicato da un episodio avvenuto in contemporanea alla stazione: una lite violenta tra due persone durante la quale è spuntato anche un coltello (vedi box a fianco).
Cominciamo dal giovane ucraino. E' stato trovato intorno alle quattro dal vigile di quartiere Enzo Provenzano, che stava pattugliando la zona.
Fadeev era steso sull'ultima panchina del piccolo e puzzolente giardino che sovrasta via Roma. Più avanti il sottopasso che sbuca sul viale della Repubblica. Alle spalle la caserma dei carabinieri.
Quel giardino è la casa di molti disperati. Tossicodipendenti, senzatetto. Anche Fadeev risulta senza fissa dimora. Non aveva neanche i documenti in tasca, lo hanno riconosciuto i sanitari al pronto soccorso dove era stato ricoverato in precedenza per motivi legati all'alcol.
Alcol che, spiegano ancora i carabinieri, ha giocato un ruolo decisivo in questa vicenda.
Quando è stato soccorso, il giovane era steso sulla panchina in fondo al giardino, ma le chiazze di sangue più larghe erano su quella accanto. La panchina coperta di cartoni, quella usata come latrina. Il giovane si sarebbe sdraiato prima lì e poi, durante il sonno, sarebbe caduto sbattendo la testa sul piede in cemento.
Le lesioni, spiega il tenente Marco Crescenzi, sono compatibili con questa dinamica. L'ufficiale spiega anche di aver provato a parlare con l'ucraino, all'ospedale. Il giovane avrebbe farfugliato qualcosa senza senso, confuso dal colpo, dal dolore e anche dal tasso alcolemico (5,2). Ai medici però avrebbe precedentemente detto che non c'erano altre persone con lui.
Al termine degli accertamenti - condotti anche con l'ausilio della sezione scientifica dell'Arma dopo aver messo sotto sequestro l'area - i militari hanno concluso per la caduta accidentale.
Certo è che è stato un pomeriggio lungo e difficile, complicato da un episodio avvenuto in contemporanea alla stazione: una lite violenta tra due persone durante la quale è spuntato anche un coltello (vedi box a fianco).
Cominciamo dal giovane ucraino. E' stato trovato intorno alle quattro dal vigile di quartiere Enzo Provenzano, che stava pattugliando la zona.
Fadeev era steso sull'ultima panchina del piccolo e puzzolente giardino che sovrasta via Roma. Più avanti il sottopasso che sbuca sul viale della Repubblica. Alle spalle la caserma dei carabinieri.
Quel giardino è la casa di molti disperati. Tossicodipendenti, senzatetto. Anche Fadeev risulta senza fissa dimora. Non aveva neanche i documenti in tasca, lo hanno riconosciuto i sanitari al pronto soccorso dove era stato ricoverato in precedenza per motivi legati all'alcol.
Alcol che, spiegano ancora i carabinieri, ha giocato un ruolo decisivo in questa vicenda.
Quando è stato soccorso, il giovane era steso sulla panchina in fondo al giardino, ma le chiazze di sangue più larghe erano su quella accanto. La panchina coperta di cartoni, quella usata come latrina. Il giovane si sarebbe sdraiato prima lì e poi, durante il sonno, sarebbe caduto sbattendo la testa sul piede in cemento.
Le lesioni, spiega il tenente Marco Crescenzi, sono compatibili con questa dinamica. L'ufficiale spiega anche di aver provato a parlare con l'ucraino, all'ospedale. Il giovane avrebbe farfugliato qualcosa senza senso, confuso dal colpo, dal dolore e anche dal tasso alcolemico (5,2). Ai medici però avrebbe precedentemente detto che non c'erano altre persone con lui.
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