Il Tirreno

«Perseguitata da nove mesi»

Muratore arrestato per stalking

Alessandro De Gregorio
Muratore arrestato per stalking

Aveva già collezionato due processi per molestie quando ancora lo stalking (atti persecutori) non era reato. Un processo concluso con un patteggiamento, uno tuttora in corso. E' stato arrestato ancora, stavolta per stalking. Si tratta di Perparim Cingu, muratore di 32 anni. Albanese, ma da tempo trapiantato in Toscana

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CECINA. Aveva già collezionato due processi per molestie quando ancora lo stalking (atti persecutori) non era reato. Un processo concluso con un patteggiamento, uno tuttora in corso. E' stato arrestato ancora, stavolta per stalking. Si tratta di Perparim Cingu, muratore di 32 anni. Albanese, ma da tempo trapiantato in Toscana.

Cingu risulta residente a Pisa e domiciliato alla California, dalla sorella. Così come risulta ancora a suo carico l'obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Nonostante questo, il muratore avrebbe preso di mira una nuova vittima: una moldava di 20 anni che lavora in un ristorante sul mare. Cingu non l'avrebbe conosciuta lì, bensì in centro. E gli sarebbe piaciuta subito. Tanto da ossessionarla per nove lunghi mesi.

E' quanto lei ha raccontato ai carabinieri e alla polizia. Da lunedì sera Cingu è in carcere a Livorno. I carabinieri lo hanno arrestato dopo averlo sorvegliato per un po'. Poco prima, il muratore è stato visto sulla sua Bmw blu scura transitare su e giù davanti al ristorante dove lavora lei. E sui suoi cellulari c'erano ancora gli sms inviati alla ragazza. Messaggi molesti.

Una storia che, secondo le accuse, comincia all'inizio di quest'anno. Cingu vede la giovane per strada ed è colpito dalla sua bellezza. Ci parla, due battute, riesce a procurarsi il suo numero di cellulare. E comincia a telefonarle. Prima se ne sta in silenzio. Poi esce allo scoperto e la corteggia. Lei è sposata, ma lui insiste. Le avance diventano sempre più pesanti. Telefonate e sms a ogni ora del giorno e della notte. E pedinamenti. Lui le dice di conoscere tutti i suoi spostamenti, descrive anche il modo in cui è vestita.

A questo punto (siamo a marzo) lei ne parla col marito. Che affronta il muratore, gli dice di piantarla. Telefonate e sms però non diminuiscono. Anzi, comincia a riceverne pure il marito. Al quale qualcuno a giugno incendierà l'auto. Al momento - è bene sottolinearlo - Cingu non è indagato per questo episodio.

Un altro mese di squilli e messaggi, poi la ragazza (ad aprile) si rivolge ai carabinieri. Ma all'ultimo momento non firma la querela per paura di ritorsioni. Spera che questa storia finisca. Ma la storia va avanti. Così a luglio lei firma una prima denuncia in commissariato, per molestie e minacce. E all'inizio di settembre torna dai carabinieri, firmando una seconda denuncia per stalking. Scattano gli accertamenti sui tabulati telefonici e le utenze fornite dalla ragazza. Tre utenze. Perché lei nel frattempo ha provato invano a cambiare numero. Dai tabulati si risale al nome di Cingu. In caserma mostrano anche la foto del muratore, che la ragazza e il marito riconoscono.

E siamo a lunedì. Una pattuglia della stazione di Cecina, in abiti civili e a bordo di auto e scooter, mette Cingu nel mirino. La Bmw del giovane per almeno un'ora viene vista eseguire continui passaggi davanti al ristorante della ragazza. Lei chiama ancora i carabinieri, dice di aver ricevuto altri messaggi e spiega che «lui è qui davanti, non mi dà pace». Cingu viene fermato sul viale della Repubblica, davanti al Caffè del mare. Sui suoi cellulari, ci sono ancora alcuni messaggi inviati. Gli ultimi.

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