Finanza
Viabilità
I comitati: ecco come bloccheremoil progetto Tirrenica
Rino Bucci
Un centinaio di cittadini all'incontro di Palazzi Un legale e un ingegnere condurranno la battaglia. I giorni passano e gli oppositori alla Tirrenica stanno definendo le strategie per presentare ricorso. Gli incontri si sono fatti sempre più fitti nelle agende dei contestatori, e ormai, i due comitati "Salviamo Cecina" e "Tirrenica a basso impatto", stanno viaggiando a braccetto.
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CECINA. I giorni passano e gli oppositori alla Tirrenica stanno definendo le strategie per presentare ricorso. Gli incontri si sono fatti sempre più fitti nelle agende dei contestatori, e ormai, i due comitati "Salviamo Cecina" e "Tirrenica a basso impatto", stanno viaggiando a braccetto. E' vero, le richieste sono diverse: ci sono gli espropriati, i negozianti, chi non vuole la barriera di Collemezzano e chi vuole l'uscita centro. Ma l'unione fa la forza, e i contestatori lo sanno bene.
Venerdì sera (nella foto), erano circa in 100 nella sede dell'Arci di Palazzi e la riunione è andata avanti fino a notte inoltrata. Per prima è intervenuta Barbara Grandi, l'avvocato che farà da intermediaria tra gli espropriati e lo studio legale con sede a Roma. La Grandi ha detto che ci sono alcune punti su cui Sat è attacabile. Nello specifico, «non sarebbero state considerate le restrizioni del Cipe, come è sparito il piano di viabilità alternativa per chi non prende l'autostrada». All'incontro ha preso parte anche Cristiano Ristori, ingegnere civile alla Provincia di Pisa, che è entrato a far parte di uno dei comitati. «Esistono grosse difformità - sostiene Ristori - tra ciò che era previsto nel progetto preliminare, approvato con delibera numero 116 del 18 dicembre 2008 e il progetto definitivo. Inoltre, sono state segnalate ben 127 prescrizioni da inserire nel progetto definitivo. Non si può modificare in questo modo un piano preliminare e farlo diventare definitivo. Per esempio, è sparita la realizzazione del traforo del Moroccone e la barriera era prevista a nord di Rosignano e non a Collemezzano. In questo modo, per andare a Livorno si dovranno attraversare due barriere. Tutte le auto che non prenderanno la Tirrenica si riverseranno sulla viabilità esistente che già oggi è inadeguata: pensiamo a cosa accadrà in estate».
Il 5 ottobre, sul tavolo della Conferenza dei servizi a Roma, si giocherà una parte importante della partita: tutti gli enti interessati, Comuni, Provincia e Regione si confronteranno con Sat. Quando tutti avranno dato il loro assenso il piano diventerà esecutivo e i lavori potranno partire. «Per questo - dice Enrico Grandi - vogliamo riuscire a fissare un altro incontro con i sindaci di Cecina e Rosignano prima della Conferenza dei servizi, in modo che si facciano ambasciatori delle esigenze di tutti».
Altra questione sono gli espropriati: entro il 30 ottobre dovranno presentare le loro osservazioni, l'ingegner Ristori si è detto disponibile ad aiutarli. «Da un primo studio generale sul progetto - dice Ristori - ci sono dei punti ai quali ci possiamo aggrappare. Per prima cosa la barriera di Collemezzano che non era nel piano preliminare e che prevede più espropri del previsto, poi l'impatto acustico che è stato poco approfondito rispetto alla prescrizione del Cipe. I residenti subiranno un bel danno, basta considerare che l'autostrada sarà sopraterra, e non in trincea come l'attuale Variante, con conseguente aumento di rumori, smog e inquinamento».
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