Il Tirreno

lavorava come parrucchiera a Vada

Muore e rimane 3 giorni nell'auto

Roberto Cestari / (ha collaborato Angelo Mengozzi)
I carabinieri intorno alla vetturetta della donna
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I carabinieri intorno alla vetturetta della donna

Si è accorta che stava arrivando una delle crisi di diabete che la tormentavano da anni. Ha fermato l'auto, si è allungata verso la borsa, dietro il sedile, dove teneva la siringa con l'insulina. Ma non ha fatto neanche in tempo a iniettarsela

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COLLESALVETTI. Si è accorta che stava arrivando una delle crisi di diabete che la tormentavano da anni. Ha fermato l'auto, si è allungata verso la borsa, dietro il sedile, dove teneva la siringa con l'insulina. Ma non ha fatto neanche in tempo a iniettarsela. Così è morta nella sua piccola auto, parcheggiata in un piazzale di Collesalvetti dove di solito sostano i tir. La vittima si chiamava Sonia Ciapetti, aveva 44 anni. Parrucchiera, lavorava a Vada. Era originaria di Firenze, Sonia, ma da otto anni si era trasferita a Castiglioncello.

E' rimasta senza vita nella sua piccola "Ligier" per tre giorni, prima che qualcuno si accorgesse che in quella macchinetta rosa parcheggiata nello spiazzo accanto al bar ristorante "La Stazione", sulla 206, c'era il cadavere di una donna. La macabra scoperta ieri alle 12 quando un camionista è entrato nel piazzale e ha notato la vetturetta ferma nello stesso punto dove l'aveva vista un paio di giorni prima, quando aveva scorto una donna sdraiata all'interno ma, pensando che riposasse, non aveva dato peso alla cosa. Il camionista si è insospettito e ha scoperto il cadavere all'interno dell'auto.

L'uomo ha avvertito i carabinieri che sono corsi sul posto. Per Sonia Ciapetti non c'era niente da fare: la salma dopo una prima visita del medico legale dottor Forni, che ha potuto constatare che il decesso era da attribuire a cause naturali, è stata affidata al servizio funebre della Svs che l'ha trasferita all'obitorio dei Lupi a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Intanto i carabinieri riuscivano a ricostruire gli ultimi giorni della sfortunata parrucchiera. Sonia aveva avuto già in precedenza dei gravi malori legati alla grave forma di diabete di cui soffriva e per questo, oltre a portare un apparecchio medico addosso, aveva sempre con sé una fiala di insulina, quella che questa volta non è riuscita a utilizzare.

La donna era andata per il fine settimana a Milano da amici, arrivando in auto a Pisa e poi proseguendo in treno. Lunedì era tornata indietro sulla sua vetturetta, ma giunta all'altezza di Collesalvetti ha accusato il malore che la ha uccisa. Intanto le sue datrici di lavoro, le sorelle Ornella e Annalisa Carelli, titolari del negozio di parrucchiera sul viale Italia a Vada, che l'avevano sentita per telefono lunedì mattina, non vedendola arrivare hanno dato l'allarme denunciando mercoledì la sua scomparsa alla polizia di Rosignano.

Annalisa Carelli è rimasta costernata per la tragica morte di Sonia: «Una ragazza dolcissima, attaccata al lavoro e capace, che sapeva farsi benvolere da tutti».

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