Il Tirreno

come si vive con 700 euro

Nel tunnel della "cassa"Lavori in nero e sacrifici per arrivare a fine mese

Andreas Quirici
Alessandro Raffa, dipendente Calp in cassa Sopra l’azienda Smith international di Saline
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Alessandro Raffa, dipendente Calp in cassa Sopra l’azienda Smith international di Saline

«La situazione occupazionale in Valdicecina è estremamente difficile, ma quello che è successo alla Rcr, la ex Calp per intenderci, ha davvero dell'assurdo». Alessandro Raffa, dipendente in cassa integrazione della cristalleria di Colle Valdelsa e responsabile per la Valdicecina della Lega Nord va giù duro nei confronti del sindacato che ha gestito la questione

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VOLTERRA.«La situazione occupazionale in Valdicecina è estremamente difficile, ma quello che è successo alla Rcr, la ex Calp per intenderci, ha davvero dell'assurdo». Alessandro Raffa, dipendente in cassa integrazione della cristalleria di Colle Valdelsa e responsabile per la Valdicecina della Lega Nord va giù duro nei confronti del sindacato che ha gestito la questione.

Si tratta di "cassa straordinaria" in uno degli stabilimenti più importanti della Toscana, con i suoi 500 e più addetti. «Mettermi a casa è stata una scelta giusta - ha detto - perché sono giovane, ho 28 anni e vivo con i miei genitori. Ho amici volterrani, però, che si sono ritrovati a guadagnare 700 euro al mese e che adesso non sanno come tirare avanti. Le liste dei lavoratori che sono stati messi in cassa integrazione sono state completamente gestite dall'azienda, senza che nessuno dei sindacalisti che seguono la crisi in atto alla Rcr dicesse una parola. In alcuni reparti l'organico è stato ridotto, ma dopo poco chi è rimasto ha cominciato a fare gli straordinari. Una situazione inconcepibile che ha riguardato anche padri di famiglia o persone con un mutuo da pagare. Il problema, però, è che adesso gli operai hanno paura di esporsi e di raccontare le loro vicissitudini». Tra poco, stando a quanto appreso, alla Rcr si dovrebbe cominciare a parlare di rotazione dei cassintegrati. Un elemento previsto nel recente accordo firmato dalle parti sociali, ma che al momento non è mai stato messo in pratica, con il risultato di discriminare, secondo Raffa, chi è stato messo a casa.

Lo sa bene un altro lavoratore, questa volta della Smith di Saline, maci realtà che fa scalpelli. Lui preferisce rimanere anonimo: «Da quando è cominciata la crisi lo stipendio è diminuito notevolmente. Le spese di tutti i giorni sono tantissime e l'attività che gestisce mia moglie non va certo bene. Siamo in difficoltà e non sappiamo come fare ad andare avanti nei prossimi mesi, l'unico rimedio è fare qualche lavoretto al nero. La speranza è che qualcosa cambi, ma da quel che si vede e da ciò che si sente non sembra che ci possano essere sviluppi positivi a questa crisi».

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