La manifestazione
La storia
Quei vecchi risparmi ora "dormienti"
Ma.Mo.
◗
D’Ercole con i due vecchi librettiTrova due vecchi libretti di risparmo dei genitori in un comodino, va di corsa in banca, ma gli viene spiegato che quei conti ormai sono "dormienti", vale a dire non hanno più nessun valore.
È questa, in sintesi, la storia
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ROSIGNANO. Trova due vecchi libretti di risparmo dei genitori in un comodino, va di corsa in banca, ma gli viene spiegato che quei conti ormai sono "dormienti", vale a dire non hanno più nessun valore.
È questa, in sintesi, la storia che ha visto protagonista Marcello D'Ercole, residente a Solvay dal 2001.
«Prima abitavo a Firenze - racconta D'Ercole - poi, dopo la morte dei miei genitori, mi sono trasferito a Solvay, nella loro casa. L'altro giorno stavo riordinando il garage, quando ho visto due vecchi comodini utilizzato da mia madre e mio padre. Volevo buttarli via, ma poi quasi per caso mi si è aperto lo sportello di uno di questi comodini». E qui ecco la sorpresa. «Sotto il piano di un cassetto ho notato che c'era qualcosa. Li ha tirato fuori: erano due libretti dei risparmi al portatore. Uno, aperto nel 1998, apparteneva a mia madre, l'altro datato 1990 di mio padre». D'Ercole ha avuto un sussulto.
Ha controllato gli importi e poi è corso in banca. «La cifra era modesta, ma ho voluto lo stesso mostrare questi documenti alle banche di competenza». Ma quel denaro D'Ercole non lo potrà trasferire sul suo conto. «Mi è stato spiegato - dice l'uomo - che per decreto ministeriale del 22 giugno 2007 quei depositi sono da considerarsi dormienti, dunque nulli. Insomma, quei soldi sono andati perduti. Pazienza, terrò questi libretti con me come ricordo di due genitori meravigliosi».
Ma.Mo.
È questa, in sintesi, la storia che ha visto protagonista Marcello D'Ercole, residente a Solvay dal 2001.
«Prima abitavo a Firenze - racconta D'Ercole - poi, dopo la morte dei miei genitori, mi sono trasferito a Solvay, nella loro casa. L'altro giorno stavo riordinando il garage, quando ho visto due vecchi comodini utilizzato da mia madre e mio padre. Volevo buttarli via, ma poi quasi per caso mi si è aperto lo sportello di uno di questi comodini». E qui ecco la sorpresa. «Sotto il piano di un cassetto ho notato che c'era qualcosa. Li ha tirato fuori: erano due libretti dei risparmi al portatore. Uno, aperto nel 1998, apparteneva a mia madre, l'altro datato 1990 di mio padre». D'Ercole ha avuto un sussulto.
Ha controllato gli importi e poi è corso in banca. «La cifra era modesta, ma ho voluto lo stesso mostrare questi documenti alle banche di competenza». Ma quel denaro D'Ercole non lo potrà trasferire sul suo conto. «Mi è stato spiegato - dice l'uomo - che per decreto ministeriale del 22 giugno 2007 quei depositi sono da considerarsi dormienti, dunque nulli. Insomma, quei soldi sono andati perduti. Pazienza, terrò questi libretti con me come ricordo di due genitori meravigliosi».
Ma.Mo.
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