Proteste
Donna picchiata dal fidanzato
«Pareva una scena da far west»
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Carabinieri davanti alla caserma di piazza della LibertàQuella scena di violenza è rimasta impressa negli occhi di molti. «Sembrava una scena da far west - dice una ragazza che era seduta ai tavoli del bar Roma - stavamo bevendo qualcosa, era una serata tranquilla, quando di colpo è successo di tutto
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CECINA. Quella scena di violenza è rimasta impressa negli occhi di molti. «Sembrava una scena da far west - dice una ragazza che era seduta ai tavoli del bar Roma - stavamo bevendo qualcosa, era una serata tranquilla, quando di colpo è successo di tutto. Carabinieri che correvano in auto e a piedi, un altro carabiniere in borghese che teneva una pistola puntata contro un ragazzo. Urla, botte, insomma un finimondo».
Quel ragazzo tenuto sotto la minaccia di una pistola è il trentenne siciliano, muratore, pregiudicato, che giovedì sera ha massacrato di botte la fidanzata, una cecinese di 40 anni.
Come abbiamo già scritto, l'episodio è avvenuto alle dieci di giovedì sera davanti al cinema Moderno, all'angolo tra via Buozzi e via 2 Giugno.
I carabinieri confermano tutto.
Confermano anche di aver denunciato quel muratore ma solo per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Per il resto, le violenze e tutto il resto, i militari mantengono come si dice in questi casi uno strettissimo riserbo. Si capisce che stanno lavorando sul caso e vogliono evitare interferenze. Si capisce anche che non hanno in mano la denuncia querela firmata dalla donna. E questo la dice lunga sul rapporto tra i due. Considerando il brutale pestaggio di cui lei è stata vittima, ma considerando anche le cicatrici al volto, evidenti bruciature causate da una sigaretta. Al volto e, chissà, forse anche sul corpo.
Il fatto è che la donna, una volta strappata alle grinfie del suo aggressore (come abbiamo scritto c'è voluto l'intervento di un carabiniere in borghese che ha estratto la pistola e l'ha puntata in faccia al muratore), ha cercato di minimizzare l'episodio. E ha rifiutato anche di farsi ricoverare al pronto soccorso. «Mi ha picchiata perché volevo lasciarlo, non è cattivo, era solo ubriaco» ha detto ai carabinieri.
Poi si è chiusa in casa, in via Fratelli Rosselli. Dove lui è tornato a nella notte, urlando dalla strada.
Quel ragazzo tenuto sotto la minaccia di una pistola è il trentenne siciliano, muratore, pregiudicato, che giovedì sera ha massacrato di botte la fidanzata, una cecinese di 40 anni.
Come abbiamo già scritto, l'episodio è avvenuto alle dieci di giovedì sera davanti al cinema Moderno, all'angolo tra via Buozzi e via 2 Giugno.
I carabinieri confermano tutto.
Confermano anche di aver denunciato quel muratore ma solo per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Per il resto, le violenze e tutto il resto, i militari mantengono come si dice in questi casi uno strettissimo riserbo. Si capisce che stanno lavorando sul caso e vogliono evitare interferenze. Si capisce anche che non hanno in mano la denuncia querela firmata dalla donna. E questo la dice lunga sul rapporto tra i due. Considerando il brutale pestaggio di cui lei è stata vittima, ma considerando anche le cicatrici al volto, evidenti bruciature causate da una sigaretta. Al volto e, chissà, forse anche sul corpo.
Il fatto è che la donna, una volta strappata alle grinfie del suo aggressore (come abbiamo scritto c'è voluto l'intervento di un carabiniere in borghese che ha estratto la pistola e l'ha puntata in faccia al muratore), ha cercato di minimizzare l'episodio. E ha rifiutato anche di farsi ricoverare al pronto soccorso. «Mi ha picchiata perché volevo lasciarlo, non è cattivo, era solo ubriaco» ha detto ai carabinieri.
Poi si è chiusa in casa, in via Fratelli Rosselli. Dove lui è tornato a nella notte, urlando dalla strada.
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