Il Tirreno

CECINA

«Ma rifacciamo il Corso Matteotti»

Rino Bucci
Alcuni commercianti storici del centro di Cecina: da sinistra Cappagli, Bertocchi, Giannoni, Benci, Saglimbeni, Ceppatelli, Rindi, Tognarini
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Alcuni commercianti storici del centro di Cecina: da sinistra Cappagli, Bertocchi, Giannoni, Benci, Saglimbeni, Ceppatelli, Rindi, Tognarini

Centro naturale Alcune bocciature eccellenti tra i negozianti storici Ma per molti l'idea può «farci uscire dalla crisi»

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CECINA. La maggior parte dei negozianti dice di sì al centro commerciale naturale, ma con riserva. In questi giorni, il comitato promotore è a caccia di consensi e, se in molti hanno già aderito, è arrivato anche qualche rifiuto eccellente. I dubbi ruotano intorno al ruolo del Comune, e alla mancanza di proposte concrete, così come il problema dei parcheggi crea qualche perplessità.

Tra le ipotesi anche l'attivazione di un servizio navetta. Gli stessi commercianti che aderiranno, più che da prospettive di guadagno, sono attirati dall'arrivo dei fondi regionali per il rifacimento di corso Matteotti.

«Con questo arredo urbano - dice Margherita Cappagli, che in vicolo san Giuseppe ha un negozio d'abbigliamento di fronte allo "storico" Aceto gestito dalla mamma - non è possibile andare avanti. La nostra partecipazione è legata al rifacimento del corso. L'iniziativa è buona, anche se non sappiamo quanto ci verrà a costare». Insomma, il rifacimento del centro, per tutti i commercianti, è la condizione necessaria per andare avanti.

«Abbiamo accettato - confidano Giuse Benci e Katia Giannoni, della profumeria da Giuse, in piazza della Chiesa - perchè con questa iniziativa riusciremo a gestire il commercio in piena autonomia e libertà, senza dover aspettare troppo. L'importante è fare sistema e andare oltre il singolo evento. Il Comune, però, si dovrà impegnare a risistemare l'illuminazione, i cestini e le buche che ci sono in giro». C'è anche qualche voce fuori dal coro: «Non sono andato alle riunioni - racconta il gioielliere Antonio Boni - e penso che il centro commerciale naturale non sia la cura per i nostri problemi. Il grande errore, a mio avviso, è stata la chiusura del Corso. Oggi ci ritroviamo senza parcheggi e con una stazione dei pullman nel cuore cittadino».

Giuseppe Saglimbeni del negozio "Accento", aderirà anche se con delle perplessità. «Sono anni che si parla di arredo urbano - spiega - e se stavolta partissero davvero sarebbe un bene. Spero solo che i lavori vengano pianificati con cognizione di causa, altrimenti, invece di aiutare il commercio, si manderebbe in crisi. Il vero problema è che il nostro corso non ha storia, e se qualcuno si ferma lo fa per spendere e non per ammirarlo».

Mauro Tognarini della boutique Gabriella, definisce l'iniziativa «importante e positiva per il rilancio cittadino», così come Gianluca Ceppatelli, del caffè Ruju e del bar Fiorenza. «Le aperture straordinarie dei venerdì estivi - dice Ceppatelli - sono andate bene e sono la dimostrazione che se si aguzza l'ingegno possiamo andare lontani. Ci voleva la crisi per farci unire. Il centro naturale? È una buona iniziativa».

«Può essere un'occasione di rilancio per Cecina - dice Lido Bertocchi - e se arrivassero dei soldi per il restyling del corso, sarebbe il massimo». Qualche dubbio sulle aperture straordinarie alla Gazza Ladra: «Aderiremo - raccontano Cristina Tarchi e Sabina Mori - ma molto dipende dal coinvolgimento dei commercianti. Già da ora però diciamo che siamo contro le aperture straordinarie di domenica».

Franco Rindi, titolare di Satoma, non parteciperà. «Penso che il progetto sia buono - spiega Rindi - ma non si addice alla mia attività, come lo sbaracco, del resto, o altre iniziative del genere. Non possiamo garantire aperture straordinarie la sera o nei festivi.
Se possibile darò un appoggio esterno. La mia opinione sul Corso? Non ha arte, storia né splendore. Si deve mantenere il decoro, ma non si può pretendere che diventi bello di colpo».

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