Il Tirreno

CECINA

La rabbia del conte

Alessandro De Gregorio
La rabbia del conte

Potevano partire da sud, invece no Il vero motivo è che qui vogliono cementificare I sindaci? Troppo tardi

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CASTAGNETO. Se potesse, arroccato dietro le mura del suo castello farebbe piovere frecce e palle infuocate sugli ingegneri Sat (e un pò d'olio bollente su sindaci e ambientalisti). Ma non siamo nel Medioevo, anche se il conte Gaddo della Gherardesca dice di volersi rinchiudere nella sua dimora. E le sue parole sono dardi fiammeggianti. Ce l'ha con l'autostrada tirrenica, il conte.

Da anni si batte per dire che basta mettere in sicurezza la Variante; che la cura dei paesaggi si sposa bene con i grandi vini, i percorsi culturali, le colline e il mare; e i piloni di un'autostrada possono mettere a repentaglio tutto. In questi giorni il conte è a Milano, nella sua agenzia. Dice di non essere a conoscenza degli ultimi sviluppi. Facciamo finta di crederci e lo aggiorniamo. Sul progetto Sat, sulle polemiche relative a caselli, complanari, pedaggi. E lui parte a razzo. «Non avevo dubbi».

In che senso?
«Sapevo che sarebbe finita così. Che avrebbero costruito come e dove volevano. Posso fare una domanda io?».

Prego.
«I lavori cominciano da nord, vero?»

Sì, il primo lotto è Rosignano-Palazzi.
«Ecco, mi aspettavo anche questo. Cominciano a costruire una casa dal tetto. Ma come si fa? Abbiamo già una superstrada dove i problemi di traffico ci sono solo d'agosto e per un quarto d'ora la domenica pomeriggio. E Sat cosa fa? Spreca risorse, tiene aperto un cantiere per almeno dieci anni e interviene dove non serve. Ma un motivo c'è».

E qual è il motivo?
«Con o senza complanari, questi si preparano a riempire di cemento il nostro territorio. Mi sento come il mago di Arcella. Se andate a rileggere i miei interventi di alcuni anni fa ci sono già le risposte alle vostre domande. A questi non gliene frega niente della gente, della vita di questi comuni. Questi pensano solo ai loro interessi. Noi continuiamo a fare sforzi sovrumani per mantenere vivi i nostri bei posti, per conservarne i valori ambientali, culturali, paesaggistici. Tutto inutile».

Ma lei è contrario a tutta la Rosignano-Civitavecchia o solo al tratto nord?
«Io so che i problemi ci sono tra Civitavecchia e Grosseto. So che lì c'è una piana di venti chilometri, tutto terreno agricolo dove non sciupi niente se parti con il primo lotto, mentre decidi cosa fare su Capalbio. Invece no, questi partono da Rosignano e sprecano soldi su una variante che funziona già».

Anni fa lei scese in piazza con Verdi, Legambiente, Wwf. Pensa di rifarlo?
«No. Perché è impossibile sconfiggere l'ignoranza a questi livelli. Quando ero in Marina un commilitone credeva che piazza San Marco a Venezia l'avesse costruita Dio. E non c'era verso di fargli cambiare idea. Ecco, questi non c'è verso di convincerli. E io sono stufo di fare il don Chisciotte».

Anche i sindaci e la Provincia hanno preso le distanze dal progetto Sat.
«Troppo tardi. Si sono fidati e sono rimasti fregati».

E gli ambientalisti?
«Lasciamo perdere, non ho più sentito nessuno. E sono stanco di vivere in un paese che si merita questi governanti. Mi verrebbe da emigrare in Francia o in Svizzera. Ma so che tornerò a Castagneto. Magari mi barricherò nel mio castello».

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