Il Tirreno

VARIANTE AURELIA A PAGAMENTO

Quaranta centesimi per 4 km

Un tratto della Variante Aurelia tra Vada e Palazzi
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Un tratto della Variante Aurelia tra Vada e Palazzi

Il nodo è proprio quello economico: soltanto il primo lotto costerà alla società di gestione almeno quaranta milioni di euro. Sat insiste sul nuovo casello di Collemezzano dove si pagherà il pedaggio e resta sorda sulle complanari volute dai sindaci. La Società Autostrade è disponibile a trattare sull’esenzione dal pedaggio per i residenti

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CECINA. Tra Sat e sindaci della bassa Val di Cecina è ancora braccio di ferro sull'autostrada Tirrenica. Lo scontro è sui 4 chilometri di tracciato tra Rosignano e S. Pietro in Palazzi del primo lotto d'intervento. Ieri in Provincia a Livorno le parti si sono incontrate, presente anche un funzionario della Regione. Ma è stata una fumata nera.

Sat insiste sul nuovo casello di Collemezzano dove si pagherà il pedaggio ed è, per ora, sorda rispetto alle complanari (strade di raccordo tra la Tirrenica e la 206 e la vecchia Aurelia) inserite dai sindaci come prescizioni nel progetto preliminare. La Società Autostrade è disponibile a trattare sull'esenzione dal pedaggio (si parla di una cifra fra 0,30 e 0,40 euro tra Palazzi e Rosignano) dei residenti. E si è impegnata ad «un ulteriore approfondimento tecnico e finanziario del progetto».

Ma il nodo è proprio quello economico, visto che il primo lotto dovrebbe costare a Sat qualcosa come 40 milioni di euro. E il nuovo casello di Collemezzano serve proprio a «intercettare traffico» e dunque fare cassa.

All'assessore provinciale allo sviluppo Piero Nocchi e ai sindaci (Benedetti di Cecina e Franchi di Rosignano) non bastano le aperture su alcuni «accorgimenti tecnici». Quel casello lì, 2,5 km a sud di Rosignano, non va bene. E poi non vanno bene le misure, ritenute insufficienti, per la viabilità alternativa. Mancano le complanari, manca l'adeguamento della 206 Pisana-Livornese su cui si riverserà maggior traffico, mancano garanzie sull'impatto dell'autostrada sul territorio.
Insomma, i sindaci temono che il caos che attualmente si verifica soprattutto in estate sulla Variante Aurelia tra Cecina e Vada per l'innesto con l'A12, venga spostato dall'autostrada sulla viabilità secondaria. Con grane a carico dei comuni. E stanno già lavorando, d'intesa con Palazzo Granducale, per formulare il parere che entro il 6 ottobre dovranno presentare in Regione. Ma occorre far presto perché il 5 ottobre è già stata convocata dal Ministero la Conferenza dei Servizi: Sat, Anas e sindaci saranno di nuovo al tavolino. Non sarà l'incontro definitivo, dicono i sindaci. Perché questo progetto, così, non piace affatto e se resterà tale sono pronti a bocciarlo.
A.R.

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