La manifestazione
L’ESCAVATRICE KILLER
Caso Bellagotti, indagini concluse
Alessandro De Gregorio
◗
La sera del 14 novembre 2008: sullo sfondo l’escavatriceSimulazione eseguita, indagini concluse. Ora l'imprenditore Giulio Galletti e il capo cantiere Roberto Ferri rischiano di essere processati per la morte di Francesco Bellagotti. L'operaio (ed ex capitano del Castiglioncello calcio) rimase schiacciato sotto una benna di una escavatrice alla Solvay, nel piazzale gestito appunto dalla ditta Galletti
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ROSIGNANO. Simulazione eseguita, indagini concluse. Ora l'imprenditore Giulio Galletti e il capo cantiere Roberto Ferri rischiano di essere processati per la morte di Francesco Bellagotti.
L'operaio (ed ex capitano del Castiglioncello calcio) rimase schiacciato sotto una benna di una escavatrice alla Solvay, nel piazzale gestito appunto dalla ditta Galletti. Aveva 32 anni.
Il sostituto procuratore Giuseppe Rizzo ha notificato in questi giorni a Galletti e Ferri il 415 bis, ovvero la chiusura delle indagini preliminari. Chiudendo così la porta a qualsiasi archiviazione e annunciando la prossima richiesta di rinvio a giudizio dei due per omicidio colposo. Lo stabilirà il giudice dell'udienza preliminare. Ora le parti hanno venti giorni per presentare memorie e produrre documentazione. Poi verrà fissata la data dell'udienza davanti al gup.
Nel frattempo l'avvocato Federico Pazzaglia, che tutela la famiglia Bellagotti, conferma che la stessa si costituirà parte civile all'eventuale processo e spiega di aver già fatto istanza per poter avere accesso agli atti.
«Le perizie sono state approfondite - dice l'avvocato Pazzaglia - come ci ha riferito anche il nostro consulente, l'ingegnere Marcello Soldati - Questa conclusione del dottor Rizzo ha un profondo significato per noi. La Procura si è convinta che quel giorno non è avvenuta una tragica fatalità ma un operaio è morto in conseguenza di comportamenti penalmente rilevanti. Ora aspettiamo che il processo faccia piena luce su quell'incidente».
L'incidente avvenne il 14 novembre dello scorso anno alla Solvay, nell'area di stoccaggio del calcare. Area di lavoro della ditta Galletti, specializzata nell'attività di trasporto e movimentazione terra.
Bellagotti era insieme a un collega, Benedetto Galici. I due, dopo essere scesi dall'escavatrice, si erano messi a controllare la pala meccanica. Che a quanto pare non funzionava bene. All'improvviso la benna si sganciò e colpì in pieno Bellagotti. Il giovane operaio morì schiacciato. Galici se la cavò con una gamba rotta e un terrore sordo.
La Procura indagò il titolare della ditta (che quel giorno era in Brasile per lavoro) e il capo cantiere, responsabile per la sicurezza. Il pm Rizzo dispose una consulenza tecnica d'ufficio incaricando l'ingegner Stefano Rum. La famiglia Bellagotti si affidò all'avvocato Pazzaglia e scelse come perito l'ingegner Soldati. Ci fu una prima battaglia anche su questo, sulle perizie. L'avvocato Salvatore Salidu, difensore dei due indagati, chiese l'incidente probatorio. Ma il gip respinse quella richiesta, decidendo di procedere con la perizia dell'ingegner Rum. Con la simulazione insomma.
Ora sopralluoghi e prove sono conclusi. Tra pochi giorni la decisione sul processo.
L'operaio (ed ex capitano del Castiglioncello calcio) rimase schiacciato sotto una benna di una escavatrice alla Solvay, nel piazzale gestito appunto dalla ditta Galletti. Aveva 32 anni.
Il sostituto procuratore Giuseppe Rizzo ha notificato in questi giorni a Galletti e Ferri il 415 bis, ovvero la chiusura delle indagini preliminari. Chiudendo così la porta a qualsiasi archiviazione e annunciando la prossima richiesta di rinvio a giudizio dei due per omicidio colposo. Lo stabilirà il giudice dell'udienza preliminare. Ora le parti hanno venti giorni per presentare memorie e produrre documentazione. Poi verrà fissata la data dell'udienza davanti al gup.
Nel frattempo l'avvocato Federico Pazzaglia, che tutela la famiglia Bellagotti, conferma che la stessa si costituirà parte civile all'eventuale processo e spiega di aver già fatto istanza per poter avere accesso agli atti.
«Le perizie sono state approfondite - dice l'avvocato Pazzaglia - come ci ha riferito anche il nostro consulente, l'ingegnere Marcello Soldati - Questa conclusione del dottor Rizzo ha un profondo significato per noi. La Procura si è convinta che quel giorno non è avvenuta una tragica fatalità ma un operaio è morto in conseguenza di comportamenti penalmente rilevanti. Ora aspettiamo che il processo faccia piena luce su quell'incidente».
L'incidente avvenne il 14 novembre dello scorso anno alla Solvay, nell'area di stoccaggio del calcare. Area di lavoro della ditta Galletti, specializzata nell'attività di trasporto e movimentazione terra.
Bellagotti era insieme a un collega, Benedetto Galici. I due, dopo essere scesi dall'escavatrice, si erano messi a controllare la pala meccanica. Che a quanto pare non funzionava bene. All'improvviso la benna si sganciò e colpì in pieno Bellagotti. Il giovane operaio morì schiacciato. Galici se la cavò con una gamba rotta e un terrore sordo.
La Procura indagò il titolare della ditta (che quel giorno era in Brasile per lavoro) e il capo cantiere, responsabile per la sicurezza. Il pm Rizzo dispose una consulenza tecnica d'ufficio incaricando l'ingegner Stefano Rum. La famiglia Bellagotti si affidò all'avvocato Pazzaglia e scelse come perito l'ingegner Soldati. Ci fu una prima battaglia anche su questo, sulle perizie. L'avvocato Salvatore Salidu, difensore dei due indagati, chiese l'incidente probatorio. Ma il gip respinse quella richiesta, decidendo di procedere con la perizia dell'ingegner Rum. Con la simulazione insomma.
Ora sopralluoghi e prove sono conclusi. Tra pochi giorni la decisione sul processo.
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